Vedi tutti

Perchè sempre più persone vogliono i capelli di Mike di "Stranger Things"

Il grande ritorno dello shag haircut anni '70

Perchè sempre più persone vogliono i capelli di Mike di Stranger Things Il grande ritorno dello shag haircut anni '70
Valentino Couture FW22
Botter FW22
Casablanca SS23
Celine SS23
Dries Van Noten SS23
Hermès SS23
JW Anderson SS23
Kenzo SS23
KidSuper SS23
Loewe SS23
Prada SS23
Ludovic de Saint Sernin FW22

L’enorme successo mediatico dell’ultima stagione di Stranger Things, che sta dominando le classifiche di Netlix queste settimane, ha riportato alla luce uno dei dibattiti più divertenti tra i fan della serie: le acconciature dei protagonisti. Tra bowl cut, permanenti e frange creative, in effetti, il mondo di Twitter ama prendere in giro quei tagli di capelli così anni ’80 forse ignorando però che alcuni di quei tagli di capelli stanno effettivamente facendo ritorno. E se già l’anno scorso molte celebrity come Miley Cyrus o Barbie Ferreira avevano resuscitato il wolfcut di Joan Jett, quest’anno sembra che il trend stia passando pure al mondo maschile: l’hashtag #shaggyhaircut conta a oggi 4,6 milioni  di views su TikTok, che impallidiscono di fronte ai 7 miliardi di views di #mullet e ai 114,8 milioni di #80shair e mentre Twitter si riempie di user che commentano i tagli di capelli di Stranger Things anche la star K-Pop Jooyeon e Tom Holland l'hanno sfoggiata negli ultimi tempi. Il cosiddetto shag haircut però, che è una versione disordinata dei capelli alla paggetto della nostra infanzia, è forse quello che si è visto di più negli ultimi tempi, specialmente a partire dalle sfilate delle ultime fashion week. A dire la verità si potrebbe segnare l’inizio del revival dello shag haircut con la prima collezione di Hedi Slimane per Celine, che ne portò parecchi sulla passerella SS19 del brand riaccendendo il fascino del pubblico per quell’intreccio di cultura mod, estetica rock anni ’70 e ’80 e vintage vibes che hanno definito la terza vita del brand dopo le ere di Michael Kors e Phoebe Philo. 

Nel maggio dell’anno scorso un sondaggio di OnePoll condotto su 2000 uomini americani rivelò che il 20%, circa uno su cinque, aveva desiderato che il mullet tornasse in voga, mentre il 15% sperava in un comeback della frangia e, come spiega People, «gli intervistati hanno trovato che gli undercut, la frangetta a tendina e il taglio "shag" degli anni '00 siano le pettinature più adatte a tutti». L’aspetto interessante della cosa sta nel fatto che fino a qualche anno fa il mullet era diventato appannaggio degli hillbillies ed era considerato un taglio tristemente datato (in Italia veniva associato ai bambini con nomi inglesi dalla grafia “italianizzata” come Kevin o Gionatan che ne portavano una variante nota come rat tail) il cui ritorno, nei nostri anni ’20, potrebbe essere interpretato come una reazione alla diffusione dei tagli di capelli popolari tra gli influencer dell’era streetwear e definiti, con profonda e un po’ brutale onestà, fuckboy haircut. In effetti, tra capelli iper-platinati e doppi tagli in stile Peaky Blinders, i trend per il grooming maschile avevano finora guardato solo al futuro. E considerato che guardare al passato prossimo significa guardare ai caschetti in stile Zac Efron e ai capelli a porcospino lucidi di gel dei primi anni 2000, è chiaro che il trentennio che va dagli anni ’70 ai ’90, con tutti i suoi ribelli, le sue rockstar e le sue moderne icone sia diventato una forte fonte di ispirazione. Non a caso il revival degli anni ’80 dura ancora oggi nella cultura pop: che si tratti dell’ennesimo remake di un franchise di quell’epoca, di serie nostalgiche come Stranger Things, di recupero del vintage o del rilancio dell’italo-disco il periodo di “innocenza analogica” della nostra società continua a mancarci e faci sognare.

Valentino Couture FW22
Celine SS23
Casablanca SS23
Botter FW22
Dries Van Noten SS23
Loewe SS23
KidSuper SS23
Kenzo SS23
JW Anderson SS23
Hermès SS23
Ludovic de Saint Sernin FW22
Prada SS23

Il cambio di marcia sembrerebbe essere arrivato dalla pandemia: per un lungo periodo mezzo mondo non ha potuto tagliarsi i capelli e, per dirla come Dave Holmes di Esquire, «un anno e mezzo senza barbiere ha offerto a tutti noi l'opportunità di crescere, di provare qualcosa di nuovo, di trasformarci in isolamento». E se la pandemia ha ispirato a un’intera generazione il desiderio di uno stile di vita più rilassato è assolutamente plausibile che anche gli stili dell’acconciatura maschile, così legati ai contesti e ai linguaggi sociali, abbiano seguito questo medesimo impulso. Altri fattori potrebbero aver contribuito alla popolarità dello shag haircut: il taglio è forse il più genderless in assoluto insieme ai militareschi capelli rasati, e potrebbe aver attecchito nell’immaginazione di una generazione a cui le vecchie distinzioni di genere non importano più; sempre l’androginia è stata la base del ritorno dell’estetica rock e vintage in cui molti hanno provato a trovare una mediazione stilistica tra citazione al passato e progressismo sociale identificata con l’estetica ‘70/’80 fatta di stivali a punta e con qualche centimetro di tacco, t-shirt smanicate, crop-top, smalto sulle unghie, orecchini. 

Sia come sia, se le acconciature viste in passerella sono un’indicazione di trend futuri, bisognerà prepararsi a un’annata di frange e ricci ribelli. E se insieme al revival del rock che Elvis si porterà dietro si aggiungesse anche crisi energetica saremmo davvero tutti di nuovo negli anni ’70.