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Le 5 sfilate più rivoluzionarie di Thierry Mugler

In memoria dell'enfant terrible della moda francese

Le 5 sfilate più rivoluzionarie di Thierry Mugler In memoria dell'enfant terrible della moda francese
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Cardi b, Met Gala 2019
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture AW 1997-1998
Haute couture AW 1997-1998
Haute couture AW 1997-1998
Haute couture AW 1997-1998
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Helmut Newton campaign 1995
Helmut Newton campaign 1995
Helmut Newton campaign 1995
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993

La scorsa notte si è spento a 74 anni Manfred Thierry Mugler. Molto più di un nome su un flacone di profumo, l’enfant terrible è stato uno dei più significativi stilisti nella storia della moda che per più di tre decenni ha celebrato il corpo femminile con una silhouette strutturata, immediatamente riconoscibile e tipicamente anni ‘80: vita strettissima, spalle larghe, fianchi accentuati. Stravagante, sexy e irriverente: dalla sua prima linea di abbigliamento Café de Paris nel 1973, i suoi abiti hanno guidato le donne verso l'emancipazione attraverso l'affermazione di un corpo corazzato, robotico, animale, dirompente, resistente a qualsiasi convenzione sociale. “Ho distrutto idee, luoghi comuni, barriere”, ha detto Thierry Mugler - “È irresistibile, la guerra al cliché”.

Lo stilista ha segnato una svolta netta nella moda degli anni '80-'90 traendo ispirazione dagli elementi più disparati: le automobili americane degli anni settanta, i film noir, il mondo degli insetti, uniti ad una profonda passione per i corsetti, realizzati in collaborazione con Jean-Jacques Urcun, e l'uso di materiali non convenzionali per l'epoca (gomma, cromo, resina e plexiglass). Eppure, dopo due decenni di trionfi, negli ultimi anni, è stato forse il primo designer il cui successo è aumentato in maniera proporzionale al suo desiderio personale di sparire. Dopo il fallimento del brand nel 2003, il designer è sparito da tutti i radar per poi ricomparire quattro anni dopo come una persona completamente trasformata, a malapena riconoscibile per i numerosi interventi di chirurgia plastica e un salto all’anagrafe per cambiare nome da Thierry a Manfred. Stanco dei ritmi sempre più frenetici dell'industria della moda, ha rivolto la sua attenzione alla creazione di spettacoli e abiti costume made, come quello indossato da Kim Kardashian al Met Gala del 2019. Eppure, nonostante i suoi tentativi di farsi dimenticare, le sue creazioni hanno continuato a far parlare e ad ispirare stilisti che rivendicano apertamente la sua influenza, così come numerose pop star tra cui Lady Gaga, Beyoncé e Cardi B, che ancora oggi indossano i suoi abiti. Ecco un elenco delle 5 sfilate che hanno segnato la moda in modo irreversibile.

Prêt-à-porter FW 1984-1985: ​nozze di stagno

Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985
Prêt-à-porter AW 1984-1985

Nel marzo 1984, per celebrare il decimo anniversario della maison, Mugler ha organizzato la prima sfilata/spettacolo aperta al pubblico (pagante) in Occidente, allo Zénith, sala da concerto nel quartiere Villette di Parigi. In una rappresentazione manifesto degli anni‘ 80, la moda si è unita al mondo del teatro e della musica più che mai in questa produzione coloratissima, che ha richiamato più di 6000 spettatori. In passerella, 350 abiti hanno sfilato davanti al pubblico, il momento più iconico è stata la discesa dai cieli di Pat Cleveland nei panni di una Madonna scintillante in dolce attesa e circondata da cherubini dalle ali dorate.

Prêt-à-porter SS 1992-1993: cowboys dal futuro

Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993

In questa collezione ispirata ai cavalieri del Far West rivisitati come un esercito di motociclisti tutti vestiti di pelle, con giacca biker a corsetto e stivali con frangie alti sino alla vita, Thierry Mugler ha  esplorato un materiale che fino ad allora non era stato molto impiegato nel prêt-à-porter di lusso: la gomma. Il pezzo più memorabile della collezione rimane il bustino "Harley Davidson" completo di manubrio e specchietti retrovisori, un cenno al precedente "bustier carrozzeria" del 1989 indossato da Naomi Campbell nel 1989, per la collezione invernale Buick ispirata alle auto americane degli anni '50, passata alla storia grazie al video musicale "Too Funky" di George Michael realizzato dallo stesso Mugler con le immagini della sua sfilata. Mentre il  bustino da motociclista del 1992 è stato il successo dello spettacolo "Superheroes" del 2008 al Costume Institute, che ha ispirato Beyoncé a cercarlo per creare il guardaroba per il suo tour di concerti.

Haute couture FW 1995-1996: l'apice 

Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Cardi b, Met Gala 2019
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Haute couture Autunno-Inverno 1995-1996
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Helmut Newton campaign 1995
Helmut Newton campaign 1995
Helmut Newton campaign 1995
Prêt-à-porter SS 1992-1993
Prêt-à-porter SS 1992-1993

Thierry Mugler ha celebrato i 20 anni del brand al Cirque d'Hiver rivisitando le figure di maggior impatto di tutte le sue collezioni: cyborg e abiti cromati, risultanti da un'intensa collaborazione con Jean-Jacques Urcun su un androide femminile - il primo design con realizzato con Delcros per la collezione Superstar Diana Ross del 1991. A partire da un reggiseno di metallo, l'outfit è diventato gradualmente un tutt’uno realizzato in metallo e plexiglass. Un altro pezzo memorabile di questa collezione è stato il famoso tubino/vestito a conchiglia che abbiamo visto di recente sfoggiato da Cardi B ai Grammy Awards 2019. Ispirato a "La nascita di Venere" dell'artista rinascimentale italiano Botticelli, la modella Simonetta Gianfelici ha fatto sbocciare letteralmente il suo guscio in questo abito maestoso, adornato di perle e nascosto in un guscio di abito di raso rosa.

Haute couture SS 1997: la donna insetto 

Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997
Haute couture SS 1997

Nella collezione Les Insectes le donne si sono fuse con gli insetti, con occhiali scurissimi a rendere l’effetto mosca e le caleodoscopiche ali di una farfalla dai colori scintillanti. Già sfoggiato all'epoca da Jerry Hall, indossato poi da Beyoncé, JLO e più recentemente Irina Shyk, l'iconico abito a frafalla è stato anche citato da Nicola Formichetti e Sébastien Peigné nella FW 12. Un altro pezzo notevole è stata la tuta “pneumatico” realizzata in gomma e pelle grazie al designer Abel Villareal, un'ennesima unione di donne e automobili. 

Haute couture FW 1997-1998: le chimere

Haute couture AW 1997-1998
Haute couture AW 1997-1998
Haute couture AW 1997-1998
Haute couture AW 1997-1998

Continuando dalla precedente collezione, Les Chimères ha trasformato le donne-insetti in creature fantastiche, che abitano i sogni della stilista. Thierry Mugler ha tradotto questa immaginaria terra lontana, con lo sguardo rivolto all'Oriente e alla sua estetica. Quindi, troviamo pezzi con influenze dalla Russia e dall'Asia orientale. Il clou assoluto della sfilata è stato l'abito Chimera in cui la modella Adriana Karembeu è diventata una creatura ibrida, una sirena alata in tutti i colori dell'arcobaleno. Ideata da Jean-Jacques Urcun e dal produttore di corsetti Mr Pearl, un abito eccezionale, la cui realizzazione ha richiesto due anni: ogni scaglia dell’armatura da rettile è stata dipinta a mano. È considerato uno degli abiti più costosi nella storia della moda.