
Gli incassi delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 Parliamo di mezzo miliardo, ma non è abbastanza
A ridosso dell’inizio della settimana di fuoco per la pop culture italiana, tra Milano Fashion Week e Festival di Sanremo, domenica 22 febbraio si sono ufficialmente concluse le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Un’edizione storica sotto più di un aspetto, trattandosi della prima “diffusa”, con gare e venue distribuite tra Milano, Cortina e diverse località montane tra Lombardia e Veneto, e anche di una delle più complesse dal punto di vista organizzativo ed economico.
I venti giorni di competizioni, diventati molti di più se si considerano eventi collaterali, attivazioni e hospitality, oggi permettono di fare un primo bilancio sugli incassi diretti dei Giochi. Secondo le stime di ItaliaOggi il totale ammonterebbe intorno ai 550 milioni di euro, una cifra importante trainata soprattutto dal contributo dei 56 sponsor ufficiali, sebbene inferiore alle aspettative iniziali presentate nei dossier preliminari.
Da dove vengono i guadagni di Milano-Cortina 2026?
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Una delle colonne portanti del modello economico di Fondazione Milano Cortina, l’ente responsabile dell’organizzazione operativa dei Giochi, era la biglietteria. Ed è proprio da qui che arrivano alcuni dei numeri più chiari. I biglietti venduti sono stati circa 1,3 milioni, per un incasso complessivo vicino ai 200 milioni di euro. Il prezzo medio di ciascun tagliando si è dunque attestato intorno ai 154 euro, una cifra elevata che aveva reso il botteghino un posto inavvicinabile fino agli ultimi giorni di gara con riduzioni e svendite last minute, necessarie per riempire impianti molto capienti, soprattutto nelle venue urbane.
Resta invece ancora parzialmente opaca la voce relativa a merchandising, hospitality e attività PR on site, elementi che negli ultimi grandi eventi sportivi internazionali hanno assunto un peso crescente. Secondo quanto riportato da ItaliaOggi, questi dati non sono stati ancora resi pubblici in modo strutturato, rendendo difficile valutare quanto abbiano inciso realmente sull’equilibrio complessivo dei conti. D’altronde, il merch è ancora disponibile per i Giochi Paralimpici, che inizieranno il prossimo 6 marzo, con annessi pop-up in giro per la città.
La terza grande gamba del bilancio arriva dal Comitato Olimpico Internazionale, che riconosce ai Paesi ospitanti una quota derivante dalla vendita dei diritti televisivi e dagli accordi con gli sponsor globali del CIO. Per Milano-Cortina 2026 questa quota è stata stimata intorno ai 570 milioni di euro, legata agli 11 partner premium mondiali del CIO, tra cui Airbnb, Alibaba, Allianz, Coca-Cola, Deloitte, Omega, P&G, Samsung e Visa.
Le Olimpiadi hanno aiutato il PIL milanese
Il quadro però non finisce qui: come sottolineato da un report del 2025 de Il Sole 24 Ore, il vero banco di prova sarà la valutazione degli effetti indiretti sul territorio. Le prime stime parlano di un impatto economico complessivo di circa 5,3 miliardi di euro, tra incremento del turismo, aumento dei consumi e creazione di posti di lavoro. Di questi, 2,5 miliardi riguarderebbero Milano, con una crescita stimata del PIL cittadino pari a +1,7%. Numeri importanti, ma che vanno letti alla luce di un altro dato chiave: i costi complessivi dei Giochi, lievitati rispetto alle previsioni iniziali, superano i 6 miliardi di euro, considerando infrastrutture, sicurezza, promozione e logistica. Quindi, con primissime stime, i bilanci di Milano-Cortina sono decisamente dipinti di rosso.














































