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LVMH ha comprato Tiffany&Co.

Il colosso del lusso di Bernard Arnault ha acquisito la gioielleria americana per 16,2 miliardi di dollari

LVMH ha comprato Tiffany&Co. Il colosso del lusso di Bernard Arnault ha acquisito la gioielleria americana per 16,2 miliardi di dollari

UPDATE 25.11: dopo le indiscrezioni trapelate nella giornata di domenica, la notizia è stata ora resa ufficiale. Il gruppo del lusso di Bernard Arnault ha finalizzato l'acquisizione di Tiffany&Co., la storica gioielleria americana con oltre 180 anni di storia, con una transazione del valore di 16,2 miliardi di dollari - pagati in contanti, circa 135 dollari per azione. LVMH quindi continua quindi a diversificare il suo portafoglio, spaziando tra brand luxury come Louis Vuitton, Dior, Celine, l'alta gioielleria di Bulgari, la cosmesi, gli champagne, di fatto riscrivendo la definizione di lusso moderno. 

 

 

LVMH sarebbe interessato ad entrare in uno dei settori in più forte crescita sul mercato del lusso: i gioielli. Lo conferma il Wall Street Journal che ha svelato l’intenzione del colosso francese di acquistare Tiffany&Co. L’offerta ammonterebbe a circa 14,5 miliardi di dollari (circa 13 miliardi di euro), valutando circa 120 dollari (circa 108 euro) per azione raggiunti dalla catena di negozi statunitense alla chiusura di Wall Street venerdì scorso. 

Se andasse in porto per il gruppo francese si tratterebbe della maggiore acquisizione mai effettuata, superiore anche a quella (circa 12 miliardi di euro) per acquistare la quota restante di Christian Dior nel 2017. Con questa mossa, Bernard Arnault non mira solo ad aggiungere a Cartier e Bulgari, già di sua proprietà, un marchio icona reso indimenticabile dal famoso film con Audrey Hepburn, ma, soprattutto, aspira a rafforzarsi sul mercato americano, come confermato dal nuovo stabilimento di LVMH aperto in Texas la scorso settimana alla presenza di Donald Trump e di sua figlia Ivanka.

Pare che le cose per ora non stiano andando nella giusta direzione. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Tiffany sarebbe pronta a rifiutare all’offerta presentata dal gruppo controllato da Bernard Arnault, considerata “insufficiente”. Questo nonostante il marchio non stia attraversando un periodo positivo. Recentemente la catena di gioiellerie ha visto fermarsi le sue entrate a 4 miliardi di ricavi l'anno e crollare a 60 dollari per azione i suoi titoli. Ora, sotto la guida di Alessandro Bogoglio, il colosso americano sta cercando di ritrovare un equilibrio. Tra le sue prime azioni ci sono state il restyling del flagship sulla Quinta Strada a New York e dello store londinese di Covent Garden, all'interno dei quali ha aperto anche un ristorante, ed il lancio di una linea di gioielli dedicati all’uomo.

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