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Le 10 promesse della moda a Milano

Tutti gli studenti premiati al Teatro Dal Verme

Le 10 promesse della moda a Milano
Tutti gli studenti premiati al Teatro Dal Verme
Le 10 promesse della moda a Milano Tutti gli studenti premiati al Teatro Dal Verme

Vi abbiamo mostrato le immagini del backstage di Marangoni Playlist, il concorso di fine anno in cui vengono presentati i migliori progetti della scuola di moda più prestigiosa di Milano. L'esibizione live di Chadia Rodriguez ha accompagnato i 60 look realizzati dai 10 finalisti, divisi in 3 proposte Menswear e 7 Womenswear. Gli abiti hanno preso ispirazione dai concetti del funzionalismo, dai costumi tipici del Sud Italia e del Giappone, ma anche dalla letteratura futurista e alla figura degli artisti bohémien italiani di inizio '900.
Una festa in cui si premiano le fatiche e la ventata di freschezza dei nuovi creativi, un modo per rilanciare la moda a un atto di avanguardia e pura sperimentazione. 
Il DNA internazionale dell'Istituto Marangoni, che ad oggi conta sedi sparse in tutto il mondo (Milano, Firenze, Parigi, Londra, Shanghai, Shenzen, Mumbai e Miami), è confermato anche nell'ultimo show, al quale hanno aprtecipato studenti provenienti da Italia, Cina, Giappone, Russia e Brasile. 

Diamo un'occhiata ai volti dei 10 finalisti, tra i quali ha prevalso la moda di concetto e i contrasti cromatici di Pietro Fadda, studente del terzo anno di Fashio Design.

La mia collezione è ispirata alle avanguardie artistiche degli anni ’70. La moda deve essere multifunzionale e versatile. Vestirsi non è un atto passivo ma una condivisione di ideali.

Le fibre naturali sono ancora l’arma più forte per ottenere una collezione di qualità, lavorare con la maglieria in un'era in cui domina lo streetwear è una cosa molto stimolante.

La globalizzazione ha portato i creativi ad essere sempre più coraggiosi, una qualità necessaria per ispirare un cambiamento positivo.

Adoro la pazzia e lo straordinario talento di Galliano, mi piace l’idea di rivisitare il suo stile in relazione ai simboli della tradizione cinese.

L’uomo in un futuro 3.0 potrebbe cambiare fisicità, per questo la mia collezione vuole essere un salto all’interno di una moda ancora inesplorata, lontana dalla nostra comprensione.

Vedo molta velocità nella moda, tutto ciò sta mettendo in secondo piano le memorie e le tradizioni, nei miei capi ho voluto recuperare proprio il valore della manualità.

Noi studenti dobbiamo prendere come esempio quegli stilisti che non si sono fatti condizionare dai trend. Dobbiamo creare sempre nuovi mondi e il mio modello è Ann Demeulemesteer.

Dalla Russia sono venuto a studiare a Milano perché qua ogni cosa acquista una potenza maggiore, la sensualità delle donne è la mia più grande fonte d’ispirazione.

Non ci si può ancora staccare dallo sportswear, è un territorio troppo inesplorato e i materiali tecnici possono ancora dare tanto ai designer.

Cambiare sempre stile penso che possa essere per i designer un modo di immergersi nell’arte senza limitazioni, rimanendo lontani da regole di stile o da un unico modello di fisicità.