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Dove sta andando la moda indiana

Lo abbiamo chiesto ad Abhimanyu Rathore, fotografo di streetstyle della Lotus Make-up India Fashion Week

Dove sta andando la moda indiana Lo abbiamo chiesto ad Abhimanyu Rathore, fotografo di streetstyle della Lotus Make-up India Fashion Week

L'identità di nss magazine è nello street style. Da anni copriamo le così dette fashion week minori, per capire e mappare i trend che si sviluppano fuori dalle big 4 (Milano, New York, Parigi e Londra) e che poi entrano piano piano nel mainstream della moda. 
Qualche settimana fa abbiamo ricevuto il classico WeTransfer da Abhimanyu Rathore con le foto dall'India Fashion Week, oggi meglio conosciuta come Lotus makeup India Fashion Week. Guardando gli scatti, osservati con attenzione i look e il mood della fashion week, emerge chiaramente la peculiarità della moda indiana, totalmente distante da quello che siamo abituati a vedere sia alla grandi Fashion Week che in quelle minori. 

L'originalità della Fashion Week indiana, nata nel 2000 cambiando nome a seconda dello sponsor, sta nel legame con la cultura antica e contemporanea indiana. Da Bollywood fino ai sari tradizionali, essa sembra essere ancora in una fase embrionale - considerando che il paese è il secondo mercato emergente al mondo dietro la Cina - ma proprio per questa ancora autentica e scarsamente influenzato dall'hype globale.
Per capire meglio l'identità e il futuro della moda indiana abbiamo intervistato Abhimanyu Rathore - blogger e fotografo di streetstyle per Buzzfeed, Vogue India, Conde Nast Traveller - per capire il presente e il futuro della moda made in India. 

1. Come è cambiata l'Amazon India Fashion Week (ora chiamata Lotus Makeup India Fashion Week) negli ultimi anni? Quali sono i brand più in voga, sia nazionali che internazionali? 

Qui i designer si dividono in due categorie, quelli based in Nuova Delhi che partecipano all'India Fashion week e quelli di Mumbai che presentano i loro lavori durante la Lakme Fashion Week. Nel corso degli anni lo sponsor dell'India Fashion Week è cambiato tre volte (Wills, Amazon e adesso Lotus Makeup). Tra i grandi stilisti del posto che hanno fatto il salto internazionale potrei citare Anamika Khanna, Rahul Mishra, Manish Arora e Hemant & Nandita.
 

2. E' possibile evidenziare delle differenze fra la vostra estetica e quella delle delle "Big 4" (ossia le fashion week di NY, Londra, Parigi e Milano). Qual è secondo te la più forte distinzione e come vengono percepite in India le maggiori settimane della moda?

Le tendenze mainstream qui non vengono molto seguite dal momento in cui il mercato principale è ancora quello dell'abbigliamento etnico indiano, così i designer fanno i soldi. Al tempo stesso anche la cultura e le celebrità di Bollywood giocano un ruolo chiave nel dettare le mode e i trend qui in India. Ciò che distingue più di ogni altra cosa l'India dalle Big 4 è il fatto che questo Paese è ancora molto legato alla moda nuziale (abiti da sposa, bridemaid), Sarees e Lehangas (gonna) ed è per questo che le collezioni sono molto limitate. Qui i designer osservano e studiano le tendenze della moda estera ma tendono a giustapporgli sempre capi tradizionali indiani, per esempio durante l'ultima FW i marchi si sono concentrati sul tema dei "matrimoni a destinazione", dunque nelle varie collezioni comparivano anche indumenti indo-occidentali o forme ispirate ai sareeso ai bikini. Anche i trends, i colori e i mood qui sono particolarmente dettati da Bollywood, dai suoi film, dalle celebrità che appaiono ai party, agli eventi, sul tappeto rosso. Essenzialmente pochissimi designer qui predicono delle mode, alcuni prendono spunto da alcuni dettagli occidentali, come per esempio la tendenza a disegnare sempre più abiti fluidi, morbidi, come Huemn, Nought One stanno presentando look street in passerella. Altra differenza sta nella selezione dei modelli da far sfilare: in Occidente vi è la tendenza a selezionare modelli anticonvenzionali, dall'aspetto androgino, in India invece si preferiscono ragazzi normali, modelli reali con dimensioni reali.   

3. Quanto la tradizione e la religione influenzano le tendenze? 

L'India è conosciuta per la sua diversità, abbiamo 22 lingue principali. Qui la maggior parte delle volte le persone fanno shopping per i festival e abbiamo appuntamenti di questo genere quasi ogni mese. Quindi, i designer per catturare questo pubblico devono disegnare capi adatti a quei festival e mantenere la collezione attinente ad essi. Abbiamo quattro religioni principali qui, quella mussulmana, quella induista, quella sikh e quella cristiana (induisti e musulmani in maggioranza). I designer stanno prendendo molte ispirazioni dalla storia passata e dai costumi di tutte queste divinità, e lo stesso vale per gli abiti da sposa estremamente ispirati alla Famiglia Reale. Questo fanno i più grandi stilisti quali Tarun Tahiliani, JJ Vallaya e Sabyasachi che scattano i loro lookbook come se fossero delle fotografie vintage della famiglia reale d'India, in particolare del Rajasthan (lo Stato più grande dell'India che confina ad ovest con il Pakistan).

4. Riguardo l'arrivo dell'onda streetwear e sneaker, come i fashionisti indiani interpretano questi trend? 

Tutto è partito con gli influencer di Instagram, a partire dal 2015 iniziarono ad essercene tantissimi e così International Instagram stars e Pop star iniziavano ad essere una forte fonte d'ispirazione. Successivamente le star di Bollywood iniziarono ad essere scattate dai paparazzi negli aeroporti con indosso capi Balenciaga e Gucci. Prima di allora il look da aeroporto non veniva considerato o seguito ma, in brevissimo tempo, iniziò a diventare la principale fonte d'ispirazione per i fashionisti indiani. Brand come Huemn e Dhruv Kapoor trasformarono lo sporty chic in qualcosa di popolare tra il pubblico indiano. Inoltre il film di Bollywood Gully Boy (scritto da Zoya Akhtar e Reema Kagti e diretto da Akhtar, basato sulla vita dei rapper indiani Divine and Naezy) sta svolgendo un ruolo importante nella diffusione dell'abbigliamento streetwear. 
 

5. Quali sono i brand italiani più influenti in India? 

FILA e Gucci sono i più noti tra i giovanissimi. Dolce & Gabbana, Versace e Armani sono concepiti come simboli dell'alta società in Nuova Delhi da ormai tantissimo tempo. 
 

6. Cosa c'è nel futuro del fashion in India?

Credo che l'India stia crescendo e si stia muovendo sempre più verso una moda più responsabile. I designer e gli espositori si concentrano maggiormente sulla moda lenta e sostenibile. Brands e case di moda come Pero by Aneeth Arora, Bhane, Abraham e Thakore, Akaaro, Urvashi Kaur stanno facendo degli ottimi affari e ciò testimonia quanto questo settore funzioni dopo tutto.