Ieri notte alla Mercedes Benz Arena di Atlanta si è giocata la 53ª finale della NFL tra New England Patriots e Los Angeles Rams, meglio conosciuto come Super Bowl.
Da ormai quindici anni il Super Bowl è molto più che la semplice finale del campionato di Football Americano, ma è diventato uno di quegli appuntamenti che scandiscono la cultura americana, grazie all'half time show e alle pubblicità durante l'intervallo, che negli anni sono quasi diventate più importanti della partita. Alcune di queste, come l'iconico spot di Apple 1984 girato da Ridley Scott, quello di Coca-cola del 1979 e la pubblicità di Budweiser che lanciò l'espressione "What's up???", sono entrati nella storia del marketing e della televisione.

Alla partita di quest'anno hanno assistito più di 110 milioni di americani, religiosamente raccolti intorno alle TV e circondati da nachos, pizze e alette di pollo (qui se volete avere qualche ispirazione culinaria). Il Super Bowl è stato piuttosto sotto tono: la partita è stata brutta e lenta (l'hanno vinta i Patriots con il punteggio più basso della storia del SB), l'half time show con protagonisti Maroon 5 e Travis Scott non ha entusiasmato nessuno e più in generale la NFL si porta dietro gli strascichi delle polemiche politiche alzate da Colin Kaepernick ormai due anni fa e non ancora risolte.

Anche per le pubblicità non è stata una grande annata, nonostante i brand che hanno acquistato 30 secondi di spazio pubblicitario durante la partita spendendo oltre 5.25 milioni di dollari, circa 170mila dollari al secondo. Per darvi un metro di paragone, gli spot durante la notte degli Oscar arrivano a circa 2,5 milioni di dollari. Pochi spot originali, cultura pop e revival (con la Nostalgia non si sbaglia mai) mentre ci sono stati pochi messaggi politici ed emozionali. Anche dal punto di vista cinematografico niente ci ha fatto saltare sul divano, eccetto per Burger King.
I prodotti sono andati sempre in secondo piano, a favore di una narrazione sul brand produttore e mash up più o meno riusciti di cultura pop. Secondo Vox, ci sono due motivi principali che spiegano questo trend: il primo è che il pubblico non è più abituato a guardare le pubblicità e i brand a produrle, quando lo fanno sperano più nell'amplificazione online che nel colpire lo spettatore; il secondo è la difficoltà del capitalismo e delle grandi corporation - la maggior parte degli spot sono stati prodotti dai Big Tech - di raccontare la propria immagine nel 2019, in un crescente clima di scetticismo e scarso entusiasmo verso il futuro, che hanno fatto appoggiare i brand e le agenzie pubblicitarie a sicuri e rodati prodotti pop.

Come l'anno scorso, vi proponiamo una selezione delle migliori e peggiori pubblicità viste quest'anno.

 

Top

 

#5 Not everything makes the cut - Amazon

 

Un modo piacevole di raccontare i fail della tecnologia e ridere sul fatto che una delle più grandi corporation del mondo potrebbe far andare in black out New York. Alcune battute sono più divertenti di altre, ma il cane di Harrison Ford salva la baracca. 

 

#4 Famous Cars - Walmart

Ciao Mike, mi sei mancato.

 

#3 We All Win - Microsoft

Uno dei sottogeneri più popolari degli spot del Super Bowl è quello emozionale. Qui Microsoft affronta il tema della disabilità nel mondo del gaming, presentando l'adaptive controller. Il risultato è buono: racconta una storia senza essere pietoso e presenta un prodotto alimentando l'awareness del brand. Battuta la concorrenza di Google e del suo spot sulle parole più tradotte al mondo.

 

#2 More than ok - Pepsi

Uno di quegli spot pieno di celebrities che fanno il loro lavoro: OOOOOOOOOKKKK!

 

#1 #ForTheThrone - Bud Light x Game of Thrones

 

Se il tema generale di quest'anno è stato la cultura pop, il premio di miglior pubblicità non può che andare a Bud Light e teaser mash up con l'ultima stagione di Game of Thrones: SPOILER ALERT, scherzo.

  

Top or flop?

#EatlikeAndy - Burger King 

Un footage originale rivisitato da Burger King. Sicuramente è magnetico e raramente capita di vedere uno spot muto, ma mantiene anche un'aura leggermente inquietante. Ci devo ancora pensare.

 

Flop

#5 Change Up The Usual - Stella Artois

The Dude e Sarah Jessica Parker non possono cambiare i loro drink preferiti in favore in una birra. Rimarrebbe solo la parte noiosa dei due personaggi.

 

#4 The Journey - Turkish Airlines

Dicono che l'abbia diretto Ridley Scott ma francamente io ci credo poco.

 

#3 Cashew - AUDI

Poco da dire, l'ho dovuto guardare tre volte perché pensavo di non aver capito qualcosa.

 

#2 Wind Never Felt Better - Budweiser

 

Un dalmata, Bob Dylan e paesaggi americani: bello ma potrebbe esser stato prodotto dieci anni fa.

 

#1 Foodporn - Devour

Lo gag si capisce dopo circa dieci secondi di pubblicità, il resto è francamente non necessario, a tratti squallido.

 

Bonus: La pubblicità di Scientology

Ancora non mi capacito che una confessione religiosa abbia fatto una pubblicità al Super Bowl: curiosi?