Alla fine della proiezione all'interno dell’Egyptian Theater di Park City, nello Utah, è standing ovation, sono tutti in piedi, ma, mentre sullo schermo scorrono le immagini il pubblico, sotto shock, fatica a non distogliere lo sguardo. È venerdì e al prestigioso Sundance Film Festival (il festival del cinema indipendente più importante al mondo) è il giorno di Leaving Neverland, il documentario che denuncia i presunti abusi subiti da due minorenni, ora adulti, da parte di Michael Jackson.
Nelle 4 ore del film diretto da Dan Reed, si intrecciano le storie di Wade Robson e James Safechuck che raccontano nei dettagli le violenze sessuali: dall’incontro alle avances, fino alle accuse di masturbazione reciproca e i lunghi discorsi di Jackson su come quelle fossero semplici dimostrazioni di affetto da tenere segrete. Ogni parola pronunciata dai due uomini, è un pugno dello stomaco che il pubblico fatica a sopportare. David Fear, senior editor e writer di Rolling Stone scrive su Twitter:

"A metà della proiezione di Leaving Neverland, il pubblico in sala sembra sotto shock. Non ci sono abbastanza docce calde per togliersi di dosso la sensazione che si ha dopo aver visto questo film."

Leaving Neverland: il doc sugli abusi di Michael Jackson L’anteprima del documentario sui presunti abusi da parte di Jackson a due bambini sconvolge il Sundance Film Festival | Image 0

Non la pensano tutti allo stesso modo. In molti criticano la scelta del regista di intervistare solo i due protagonisti e i loro stretti familiari, infiocchettando le loro parole con primi piani, lacrime e musiche ad hoc, senza preoccuparsi di offrire un pluralità di voci, tanto che qualcuno preferisce riferirsi al progetto con la parola mockumentary cioè documentario di fantasia. La famiglia Jackson, come prevedibile, ha rilasciato una dichiarazione che sottolinea come Leaving Neverland sia

“quel genere di massacro da tabloid di un personaggio che Michael Jackson ha sopportato in vita, e che ora gli tocca anche dopo la morte. Il film prende accuse non confermate legate a cose che presumibilmente sono accadute 20 anni fa e le tratta come fatti”.

Il Re del pop fu arrestato nel 2003 con sette capi d'imputazione a carico per presunte molestie su minore, ma il processo, si concluse con l'assoluzione piena da tutte le accuse. In quell'occasione Wade Robson, che ora ribadisce con forza e pathos le accuse di pedofilia, sua fu uno dei testimoni che contribuirono a scagionare Jackson. Quale sia la verità resta difficile da stabilire, non solo per i fan di Michael. Sicuramente il documentario presentato al Sundance Film Festival rappresenta una possibilità difficile da ignorare. Se volete saperne di più guardate il trailer di Leaving Neverland, mentre per vedere il film intero andrà prossimamente in onda in Gran Bretagna su Channel 4 e negli Stati Uniti su HBO, in Italia ancora non c'è una data di release, ma vi terremo aggiornati.

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