Sesso, tecnologia e uno sguardo femminile. Sono questi gli elementi fondamentali di PC Erotic, nuova fanzine erotica creata dall’artista e modella Iris Luz

Il futuro del porno è tecnologico  La fanzine PC Erotic indaga il complesso rapporto tra sesso e tecnologia  | Image 3

La storia delle riviste porno ed erotiche ha sempre viaggiato su due binari paralleli. Da una parte gli uomini, che molto spesso negli anni delle scuole medie iniziavano a scoprire il proprio corpo e i suoi cambiamenti attraverso le immagini di donne seminude stampate su giornaletti che si leggevano insieme agli amici e di nascosto. Dall’altra, la questione femminile. Sì perché per molto tempo quello della masturbazione femminile, o semplicemente la scoperta del proprio corpo da parte di giovani donne, era un argomento considerato tabù. Forse retaggio di un Paese strettamente legato alla chiesa cattolica, almeno in Italia la donna era ancora vista come quella figura angelica, senza desideri né passioni, che in camera da letto era semplicemente un mezzo dell’uomo per raggiungere il piacere (e per fare figli).

Ci hanno pensato le donne protagoniste della rivoluzione sessuale tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta a cambiare tutto. La donna diventa finalmente padrona del proprio corpo, sia per quanto riguarda le proprie scelte, vedi la legge sull’aborto in Italia, sia per quanto riguarda il sesso e il diritto di provare piacere. Questo fenomeno va di pari passo con la nascita di alcune riviste che testimoniano proprio questo cambiamento. La rivista Space Rib apre il dibattito sull’orgasmo e la masturbazione femminile, mentre qualche anno dopo sarà il magazine londinese Skin Two a porre l’accento su un feticismo fatto di capi in latex e donne dominatrici, assolute dominatrici nella camera da letto.

Con il passare degli anni tutto il mondo del porno e di conseguenza quello della masturbazione è cambiato radicalmente, soprattutto a causa dell’avvento di Internet, che ha monopolizzato l’industria del piacere (virtuale). Non serve più uscire di casa per passare in edicola a comprare un giornaletto porno, ciò che serve è solo una connessione ad Internet. Decine di migliaia di siti e portali da cui prendere ispirazione, scorrendo migliaia di immagini diverse. L’intrusione della tecnologia, il suo vero e proprio dominio, su quasi tutti gli aspetti della nostra vita ha spinto l’artista e modella Iris Luz a porsi una domanda: saremo noi a fottere la tecnologia o sarà lei a fottere noi? 

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La questione non è da sottovalutare, e a tutti quelli che hanno appena visto la serie Netflix Maniac non può non venire in mente la scena in cui vediamo per la prima volta il personaggio di James Mantleray – interpretato da Justin Theroux-, intento a masturbarsi con un indosso un visore, completamente immerso in un mondo altro, virtuale, tecnologico, fatto di personaggi inventati e quasi magici. 

Nel primo numero della sua fanzine erotica PC Erotic, Luz indaga proprio il futuro del sesso, e il complesso rapporto tra tecnologia e sessualità. “Ci troviamo in un periodo storico molto strano, in cui grazie alla tecnologia abbiamo praticamente un’infinità di idee e possibilità, ma molto spesso queste vengono accolte con un senso di paura e ansia. Che ci piaccia o no la tecnologia rappresenta un’estensione di noi stessi. In più sono sempre stata molto interessata all’idea di ‘donna ideale’ e di potere della bellezza.

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Ciò che distingue PC Erotic da tutte le altre pubblicazioni erotiche è il suo tono satirico e divertente, estraneo a pubblicazioni troppo politicizzate o altre troppo sessualizzate. La rivista sfida la concezione maschilista della pornografia: la liberazione sessuale passa attraverso un omaggio al passato glorioso delle riviste pornografiche, allo stesso tempo aprendo però il dibattito sul futuro del sesso e della tecnologia ad esso connesso. L’estetica è cyber trash, molto vicina alle grafiche di Windows di inizio millennio.

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La copertina del magazine, scattata da Viktor Naumovski, vede protagonista Maria Forqué, digital sex artist, ritratta nei panni di un alieno genderless fortemente photoshoppato. “Con il suo lavoro, Maria mostra l’importanza dei social nella percezione e nella rappresentazione del proprio corpo, e mostra inoltre un tipo di bellezza che rifiuta e si ribella contro ogni tipo di aspettativa. Per me la bellezza e la nudità di Maria rappresentano una liberazione totale dalla moralità e propugnano l’amor proprio, la scoperta e l’amore di sé.” Questi i motivi che hanno spinto Luz a scegliere Forqué per la copertina.

La fanzine, edita da Ditto, è disponibile ora qui