Senza troppo entrare nel merito della questione, pare essere news di questi giorni che dietro il fenomeno definito “legit fake supreme made in Barletta” ci sarebbe una società con sede legale nel Regno Unito e priva di qualsiasi legame con la nota comunità tessile barlettana.

In tempi recenti - come è ben noto - la società americana proprietaria dell'originale brand Supreme ha avanzato delle forti contestazioni legali per quanto riguarda la legittimità del marchio Supreme Italia e la sua conseguente ‘concorrenza parassitaria’ sul nostro territorio ma, quanto non è altrettanto risaputo, è che tale società inglese risulti legalmente proprietaria del marchio italiano “Supreme” e abbia quindi preso posizione davanti agli organi interessati nei confronti delle contestazioni avanzate loro.

Restiamo quindi in attesa di capire come si evolverà la vicenda e se il fenomeno battezzato come “legit fake” cesserà o meno.