Hugh Hefner, il fondatore di Playboy, la rivista erotica più famosa al mondo, è morto a 91 anni mercoledì, nella sua casa vicino a Beverly Hills, la celebre “Playboy Mansion”.

Nato a Chicago nel 1926, fondando la rivista nel 1953, non solo ha creato il mito delle conigliette ma ha ridefinito la cultura sessuale della seconda metà del ventesimo secolo

È il 1953, Hefner ha 27 anni, è sposato (con la prima ragazza con cui ha fatto sesso) ed da poco diventato padre. Si è fatto le ossa lavorando come copy pubblicitario per un grande magazzino, da Esquire, e poi come responsabile della vendita di una rivista per bambini, fino a quando decide di fondare un magazine tutto suo. Il budget iniziale? Tutti i suoi risparmi, 600 dollari, più altri 1.000 presi in prestito dalla madre e i restanti 6.000 da amici e conoscenti.

Nel primo editoriale scrive:

"Se sei un uomo tra i 18 e gli 80 anni, Playboy fa per te … vogliamo chiarire fin dall’inizio che non siamo un magazine per famiglie. Se sei la sorella, la moglie o la suocera di un uomo, e hai preso questa rivista per sbaglio, per favore passala a lui e torna al tuo “Ladies Home Companion” (una rivista femminile dell’epoca)".

È l’inizio di Playboy e la prima cover girl è Marilyn Monroe, in quel momento all’apice della sua carriera, ma dentro Playboy c'è molto altro, una formula vincente.
Dentro Playboy le pagine sono piene di articoli ed interviste a personaggi famosi, da Malcolm X a Henry Miller, da Muhammad Ali a Ingmar Bergman, ma anche di racconti brevi di grandi scrittori, tra i quali Jack Kerouac, Vladimir Nabokov, Gabriel Garcia Màrquez, Norman Mailer o Chuck Palahniuk.

"Coloro che acquistano Playboy solo per le donne ricevono ben poco in cambio del loro denaro" - spiega Hefner - "I miei lettori, io credo, hanno anche altri interessi: le automobili, la musica, i bei vestiti, la buona cucina, la letteratura, le idee. Quello che io cerco di fare ogni mese è un giornale che dia un quadro completo e il più possibile esatto del raggio d’azione e d’interessi dell’uomo tra i venti e i quaranta. Pubblicare un giornale per questo tipo di lettore senza riconoscere l’importanza delle belle ragazze sarebbe un’idiozia".

Sessant'anni dopo,tre mogli, migliaia di donne, un impero finanziario, una rivoluzione sessuale, edonismo, consumismo, e, soprattutto, rifiuto delle regole, del perbenismo borghese americano, del moralismo, dell’intolleranza. 

Tutto questo e molto altro si nascondeva dietro Playboy e dietro l’uomo in pigiama di seta e il cappello da capitano sempre circondato da belle ragazze.

Addio, Hef.