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Comunicando 002

Amazing party in Naples

Comunicando 002
Amazing party in Naples
Comunicando 002 Amazing party in Naples

Per  il secondo anno consecutivo l’Arenile Reload ha ospitato il Comunicando Summer  Festival dove le parole d’ordine della serata sono state, ancora una volta, arte e sperimentazione. Giovani Dj di talento si sono scatenati  con i loro beat fino alle prime luci del mattino e hanno fatto ballare le centinaia di persone che hanno animato questa folle notte di mezz’estate. La location ha sicuramente contribuito a rendere magica l’atmosfera. Avere come soffitto un cielo stellato e come pareti il mare è sempre un’emozione. A contornare il tutto i quadri di Valentina Solano e i collage fotografici di Giorgia Pipino. Sperimentare nuovi suoni,  nuovi immagini, nuove forme d’arte. Dare spazio ai giovani  e al loro talento è stato quindi il filo conduttore del festival. Un obiettivo che, coi tempi che corrono, non è da sottovalutare.

A spiegarci meglio il significato di questa manifestazione è il suo stesso organizzatore Lino Politelli.

Come nasce l’idea del Comunicando Summer Festival ?
Comunicando nasce quasi per gioco, ero insieme ai miei amici e si parlava dei festival delle varie città europee, “Love Parade” per Berlino, “Sonar” per Barcellona, si sognava di crearne uno per la nostra città che non fosse il Festival di Napoli. Ci siamo messi all'opera e il 22 luglio del 2008 è nato Comunicando.

Quali sono le idee di base del progetto e i suoi obiettivi?
Creare un appuntamento che unisca le varie forme di comunicazione, dalla musica alla moda, passando per l'arte e le visual art. Mettere a confronto Napoli con città europee più  attente ai giovani e che proprio con il turismo legato alla nightlife hanno creato lavoro e ricchezza.

Quali  collaborazioni e sperimentazioni hanno caratterizzato questi due anni di festival?
Il Comunicando è un festival non festival. Non ha luoghi di appartenenza. È  di tutti . Gli artisti che ne fanno parte sono tutti giovani promesse o promotori di progetti musicali validi. È un festival giovane, in fase embrionale, un festival che deve crescere con l'ausilio di tutti.

Avremo un'altra edizione?
Certamente .Siamo già al lavoro per l'anno prossimo.

Speri di poter contare sull'appoggio delle istituzioni?
In Italia, le istituzioni tendono a distruggere più che a costruire. Anche questa è una delle differenze fondamentali tra noi e l'Europa: al Sonar, ad esempio, vengono stanziati fondi per l'evento, in Germania la Love Parade va in diretta nazionale. I paragoni sembrano eccessivi? Pensa che alla prima edizione della Love Parade erano in 150 a ballare dietro a un carro, a Barcellona per esempio c'erano 200 persone la notte del primo Sonar. Io ci spero e ci credo, e sogno... COMUNICANDO!

Nel corso della serata si sono alternati alla consolle dj nostrani e altri provenienti dall’est europeo, che hanno dato vita ad un vero e proprio gemellaggio all’insegna della musica elettronica più cool del momento. Tra un passo di danza azzardato e l’altro ho avuto modo di conoscere ognuno di loro.

I primi ad incrociare i miei passi sono stati due dei quattro rappresentanti italiani dell’etichetta  americana “Airdrop”: Riccardo Inizio e Pietro Rianna, in arte “Restart&Stone” .

 

La prima  cosa che mi viene in mente di chiedergli è ovviamente del loro progetto musicale e della loro etichetta.
Restart&Stone: "Airdrop nasce nel 2006 in America, dedicandosi prima alla visual art e poi al mercato discografico. L’obiettivo di Airdrop è di lanciare release di altà qualità caratterizzate da una grande ricerca musicale e visuale. Noi due , insieme ai “Viesse”, siamo gli unici dj a rappresentare l’etichetta in Italia e vantiamo con essa due produzioni: “Madeja Ep” e “A1 Ep”."

Che cos’è per voi lo stile e che importanza gli date?
Restart&Stone: "Lo Stile è tutto! E’quell' elemento che ci rende unici, si può raccontare la stessa storia per infinite volte, ma se lo si fa, adoperando stili diversi, ogni volta, sembreranno infinite storie, distinte e separate. Nel nostro mondo, dove bisogna sopratutto essere degli abili comunicatori, lo stile rappresenta un qualcosa che sicuramente non possiamo mettere in secondo piano, sopratutto ora che il Djing è moda: i grandi Dj/Produttori internazionali sono diventati dei veri e propri punti di riferimento lanciando tendenze musicali e non solo. Basti pensare al fatto che il taglio di capelli di Richie Hawtin è diventato un cult per molti ragazzi! Beh,noi la vediamo diversamente. La nostra visione della musica e di conseguenza il nostro stile non si sofferma sulle tendenze del momento, è  in continua evoluzione, preferiamo, infatti, considerare la nostra musica come lo specchio della vita contemporanea."

C’è voglia dunque di ricercare e sperimentare dietro quest’innovativa etichetta e questa voglia si sente anche nell’odore di pittura spray lasciato dalla bomboletta di una giovane artista che dipinge tele mentre il ritmo Airdrop impazza.

Alcuni metri più avanti ed un trio napoletano tanto moderno quanto old school è pronto ad accogliermi : sono I D+N  accompagnati dalla loro musa Blonde.

 

 

Come nasce questo trio?
A rispondermi è Johnny Dama: "Tutto è iniziato nel 2005 quando suonando nei piccoli club partenopei incontrai Giovanni Napoletano, da quel momento ci siamo fatti da spalla in quasi tutte le serata fino al 2007, anno in cui abbiamo deciso di condividere totalmente musica ed emozioni dando vita al progetto D+N . Dopo circa un anno dalla nascita del progetto tra le varie sperimentazioni provammo ad inserire nei nostri set una voce che c’era sempre stata familiare : quella di Blonde (sorella di Giovanni e mia compagna).?Il risultato di quest’esperimento? Per noi adesso è strano dire D+N se non seguito da feat. Blonde.?

Quali sono le vostre influenze musicali??
A rispondermi stavolta è Giovanni Napoletano: "Partendo dalla passione comune numero uno : la Techno Detroit, cerchiamo di spaziare tra house , techno e dance ‘80/90 inserendo nei nostri set drum machine, le incursioni live della mitica Blonde e qualsiasi altra cosa possa conquistare sia voi che noi.?"

Che cosa rappresenta per voi la moda????
La parola viene lasciata a Blonde : "L'arte è la più nobile forma d'espressione. La moda è uno dei suoi mille volti da cui siamo profondamente affascinati. Esattamente come la musica, la moda per noi è proiettata verso il futuro , ma nasce dal passato. È innovazione e personalità!??"

I D+N feat. Blonde mi lasciano con un post scriptum di non poca importanza: "SAVE THE VINYL!"

Continuando a saltellare tra uno stand e l’altro del festival raggiungo il divanetto “tutto dell’est” dove con simpatia mi accolgono Zotist, Praslea e Ali Nasser, tre giovanissimi Dj rumeni giunti a Napoli per la prima volta proprio in occasione del Comunicando.

 

Chiedo loro,innanzitutto, quali sono state le loro esperienze musicali.
Zotist che è il più estroverso ed intraprendente inizia subito a parlarmi raccontando come si è avvicinato alla musica: "A quattordici anni avevo già una grande passione per la musica, passione che si è trasformata in un lavoro quando grazie ad internet sono riuscito a trovare i miei primi contatti. Da sempre mi sono ispirato a Ralish. Ho iniziato suonando nei locali di Bucarest e poi gradualmente sono arrivato in alcuni club europei. Attualmente mi ritrovo ad aver girato e suonato per tutta l’Europa."
Praslea: "Ho  ventitré anni e già da nove suono, non mi concentro su un unico stile ma preferisco giocare con la musica, mischiare techno, elettronica, hip hop. Insomma divertirmi."
Ali Nasser: "Nel ‘96 ho scoperto la mia passione per la musica, ma solo dopo due anni questa si è trasformata in una professione, quando in pratica con l’aiuto di mio fratello ho potuto mettere su le mie prime produzioni."

Che importanza date allo stile e al vostro look?
Zotist: "Nel mio lavoro è fondamentale porre attenzione all’abbigliamento e agli accessori perché quello che indossi al pari della musica è un mezzo di comunicazione e quindi è indispensabile non sbagliare."
Praslea e Ali Nasser quasi all’unisono rispondo alla domanda: "A differenza della maggior parte dei nostri colleghi vediamo il mondo della moda come un mondo totalmente separato da quello della musica. Non devono essere i nostri abiti o il nostro look a comunicare qualcosa quanto piuttosto la nostra musica."

La vostra musica può essere una forma di rivalsa per la vostra terra e la vostra città ?
Risposta corale: "Che si chiami musica, calcio, quadro o libro non fa differenza. L’importante è che Bucarest venga associata a qualcosa di positivo che permetta di riscattare la sua immagine nei confronti degli altri paesi. Tutto ciò non può che giovare all’economia nazionale."

Cosa ne pensate di Napoli? Avete trovato somiglianze e/o differenze con Bucarest?
Ancora insieme : "Crazy drivers in Naples, ma anche a Bucarest. Quello che accomuna le due città non è, ovviamente, solo questo [risate] ma il fatto che entrambe abbiano una speciale predisposizione per l’arte; città con paesaggi come questi possono solo stimolare la creatività ed il talento che albergano in ognuno di noi, esempio lampante: questa serata."

Quante cose il Comunicando è riuscito a racchiudere in sé. Dopo dodici mesi dalla prima edizione, la passione di questi giovani artisti, la voglia di divertirsi, di mettersi in gioco e far muovere corpi seppur per una sola notte è più viva che mai. Cos’altro dire se non arrivederci alla prossima notte di mezz’estate all’insegna della sperimentazione!

Le foto della serata di Naplestreetstyle