Nudo e crudo, schietto e senza peli sulla lingua.

Ernia, uno dei più influenti rapper italiani della scena contemporanea, ha sempre una parola pronta per tutto e tutti e senza paura si lascia andare, pronto a cadere ancora una volta in piedi. I suoi testi sono un inno alla cruda schiettezza della strada, specchio di quello che Ernia stesso è, un giovane legato alle sue radici e dal futuro scritto (So da dove vengo so anche dove vado - Pelle del Puma) ma che nel frattempo segna la storia della musica a colpi di versi e collaborazioni senza sosta. Questo weekend sarà uno degli special guest del Nameless e, in attesa del suo live, noi di nss abbiamo deciso di fargli qualche domanda... 

 

Intervista a Ernia  Aspettando il suo live questo weekend al Nameless  | Image 1

#1 Questa è la tua prima esperienza al Nameless, hai mai avuto modo di partecipare a questo Festival come spettatore? Cosa ne pensi di queste iniziative musicali che coinvolgono sullo stesso palco artisti della scena italiana e, nello specifico, della scena hip-hop/trap? Tutti amici o tensioni dietro le quinte?

Si è la prima volta che partecipo e sono curioso! Trovo che sia un’ottima opportunità per la musica italiana e per noi artisti che facciamo questo mestiere. È importante che ci uniamo e facciamo squadra! Ed è grazie a queste occasioni che abbiamo modo di confrontarci e trovare anche gli spunti giusti per realizzare qualcosa di bello insieme.

 

#2 Che significato ha avuto per te rimettersi in gioco da solista?

È stato sicuramente un rischio! Quando ho mosso i primi passi nella musica hip hop italiana non è stato semplice: io e il mio gruppo musicale siamo stati vittime di critiche. Ma oggi sono contento di essermi buttato in questa nuova esperienza. Ed è sicuramente merito anche dei miei amici che mi sono stati vicino. Come uccidere un usignolo/67 è disco d’oro per cui è stata la prova del nove.

 
Intervista a Ernia  Aspettando il suo live questo weekend al Nameless  | Image 0

#3 Da dove nasce il nome "Ernia"?

Questo nome mi è stato dato da una mia compagna di classe che a scuola chiamavo ernia, perché aveva un'ernia ombelicale. Poi ha iniziato lei a chiamarmi così e da lì tutti hanno cominciato a chiamarmi Ernia, mi è rimasto ancora oggi...

 

#4 Tornando indietro, agli inizi della tua carriera, cambieresti qualcosa?

No, penso che tutto ciò che mi è capitato è giusto che sia capitato. Credo nel destino e nel fatto che la vita è un cerchio e tutto torna.

  

#5 Con quale artista italiano ti piacerebbe fare un featuring?

In realtà non ho un duetto ideale nel cassetto. Sono già molto soddisfatto di quelli realizzati fino ad oggi, come quello con Guè Pequeno che è uno dei maestri del rap italiano.