Napoli.
Il lungomare.
Il tramonto del 9 maggio.
Il concerto di Liberato.

Ieri sera Napoli si è fermata per quaranta minuti. Il tempo necessario per cantare e ballare le canzoni del suo figlio senza volto che dall'anno scorso celebra la città con beat elettronici e rime che mescolano dialetto e inglese.
Sono le 6 di sera e il lungomare di Chiaia - meglio conosciuto come Lungomare "liberato" - è già pieno, sul palco al tramonto si attende il suo arrivo. Sono più di 25mila le persone che respirano l'aria di salsedine, la tensione cresce e l'atmosfera viene riscaldata dalle vibrazioni elettroniche del duo napoletano Nu Guinea che anticipa il concerto.

Subito dopo il tramonto Liberato sceglie di sorprendere i suoi fan arrivando via mare a bordo di un gommone. Alcuni fan appostati sul frangifrutti lo accolgono con fumogeni azzurri alla mano, aprendo la strada al Liberato che ormai abbiamo imparato a conoscere e ad amare, armato di cappuccio e bandana e le sue Converse One Star customizzate con la rosa e il logo del cantante. Sceso dal gommone si confonde tra alcune sue perfette controfigure che lo aspettano a terra, stesso look, stessa camminata. Assieme spariscono dietro al palco per poi ricomparire, tra i giochi di luci come nella sua scorsa esibizione sul palco torinese del C2C.

Da una tab di un video YouTube al palcoscenico sul lungomare di Napoli continua la collaborazione con Converse, Liberato si è materializzato sul palcoscenico sulle note di Live is Life, brano del 1984 reso noto dal riscaldamento di Maradona il 19 aprile 1989 all'Olympiastadion di Monaco di Baviera. Liberato è arrivato, saluta il pubblico e ovviamente apre il concerto con 9 MAGGIO.

I suoi fan seguono ogni rima ed instancabili intonano le due canzoni gemelle INTOSTREET e JE TE VOGLIO BENE ASSAJE, per poi scatenarsi sul beat ballereccio di Gaiola Portafortuna. Non poteva di certo mancare un omaggio alla tradizione della canzone napoletana: Liberato accenna Quando chiove di Pino Daniele. Il ritmo house di Me staje appennenn’ amò prende poi il sopravvento e si chiude - dopo circa quaranta minuti - con Tu t'è scurdat di me.



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