I social torneranno mai a essere davvero social? I principali sembrano aver perso rilevanza mentre per i più più piccoli è difficile emergere

Da anni viene teorizzata la fine dei social network - per lo meno quelli principali, che per certi versi sono si trovano effettivamente in un momento di crisi: piattaforme storiche come Facebook stanno perdendo sempre più rilevanza, mentre altre come Instagram vengono criticate perché danno eccessivo spazio alla pubblicità. LinkedIn è ormai visto come un'ambiente inutilmente formale, X è in perenne fase di instabilità dopo l’acquisto da parte di Elon Musk, mentre TikTok viene guardato con sospetto dai Paesi occidentali per via della sua natura societaria. Tuttavia, la possibilità che un nuovo social network riesca a imporsi nel breve-medio termine come alternativa a una di queste piattaforme è poco realistica.

In primis, le nuove piattaforme raramente propongono feature differenti rispetto a quelle già presenti sul mercato. In secondo luogo, manca una reale domanda da parte degli utenti: convincere le persone a lasciare i servizi che già utilizzano in favore di altri è un processo piuttosto complesso, nella maggior parte dei casi quasi impossibile. Inoltre, il successo di una piattaforma dipende anche e soprattutto da dinamiche sociali, culturali e legate al contesto storico: elementi che non possono essere del tutto controllati.

Il caso di X vs Bluesky

@sxsw

Social media should be just that: social. Bluesky Social CEO #JayGraber breaks down how the platform allows users to create their own experience. #SXSW

original sound - SXSW

La manifestazione di interesse verso per una nuova piattaforma è arrivata soprattutto dagli utenti affezionati al modello originario di Twitter. Tuttavia, i diversi progetti nati con l’obiettivo di sostituire l’attuale X non sono riusciti a traghettare la maggior parte degli utenti ancora presenti sulla piattaforma. Anche servizi come Bluesky (così come Mastodon), inizialmente accolti con grande entusiasmo, hanno visto l'interesse nei loro confronti affievolirsi progressivamente nel tempo.

Questo quadro rafforza l’ipotesi che difficilmente assisteremo nell’arco di qualche anno alla nascita di un nuovo social network capace di attirare lo stesso livello di visibilità e partecipazione che oggi detengono le piattaforme più note. È più plausibile che chi sceglie di allontanarsi dalle piattaforme principali si distribuisca su realtà più piccole, con comunità maggiormente fidelizzate e logiche di gestione più sicura.

Non esistono solo Instagram e TikTok

@mister.tomfoolery Lil corners of the internet for when i need a break from social media #websites #creativity Intergalactic Janet - Ley Soul

Da tempo si parla del fatto che gli utenti hanno gradualmente smesso di usare i social network per conoscere nuove persone e condividere opinioni o foto, diventando sempre più spettatori passivi dei contenuti di creator, influencer e celebrità. Eppure esistono ancora alcune piattaforme che ambiscono ad andare in controtendenza rispetto alla direzione seguita dalle realtà dominanti.

Social media alternativi 

Di recente ha parlato della questione Dazed, che ha selezionato i social network che stanno cercando di offrire ai loro iscritti un’esperienza realmente social, evitando pubblicità invasive e gestioni controverse. Il magazine britannico cita per esempio Are.na, piattaforma collaborativa che funziona come una sorta di archivio condiviso, dove però non c’è alcuna forma di pubblicità: l’obiettivo della piattaforma non è favorire la visibilità dei singoli utenti, quanto connettere i contenuti da loro postati.

Un altro spazio digitale simile ad Are.na è Cosmos, pensato per permettere di esplorare i contenuti visivi pubblicati dagli iscritti, senza però favorire in alcun modo una forma di fruizione compulsiva. L’idea alla base di Cosmos è quella di offrire un ambiente senza pubblicità né contenuti generati automaticamente dall'AI. Dazed cita poi Silk, una piattaforma in fase di lancio nata da una comunità di persone appassionate di moda, sottoculture e visual design: anche qui gli utenti possono creare dei moodboard tematici, con l’obiettivo però di favorire relazioni professionali e non nel mondo reale.