L’importanza dei brand di moda per le stelle nascenti del cinema Dimmi che brand indossi e ti dirò se reciterai ancora

Dalla sua ascesa mediatica a oggi, lo stile di Carolyn Bessette Kennedy è stato adulato di generazione in generazione, senza mai passare davvero di moda. È proprio per questo che Love Story, la serie di Ryan Murphy sulla sventurata storia d’amore tra Bessette e il marito JFK Jr., è stata una scommessa vinta in partenza. La piattaforma di distribuzione Disney+ deve ancora pubblicare gli ultimi episodi, ma i principali media internazionali decantano già il progetto di Murphy attribuendo a esso il merito di aver riportato in auge gli eleganti anni ‘90. Cerchietti tartarugati e gonne a matita a parte, il pubblico sta ringraziando il regista anche per aver scelto Sarah Pidgeon e Paul Anthony Kelly, protagonisti della serie che fino a poco fa erano sconosciuti ai più - tanto che PAK non aveva alcuna esperienza di recitazione prima di Love Story - e che adesso, invece, sono sugli schermi di tutti. Dalla Fashion Week agli Oscar, dalle interviste lampo su TikTok alle copertine, le due star nascenti sembrano essere onnipresenti. Ma quanto brillerà questa scintilla? La risposta è in come si vestono. 

Il nuovo look di Sarah Pidgeon e Paul Anthony Kelly 

Per interpretare le due icone newyorchesi, Pidgeon e PAK si sono sottoposti a una radicale, seppur semplice, trasformazione estetica. L’attrice ha dovuto abbandonare il suo colore naturale e tingersi di biondo, mentre lui ha dovuto rasarsi, lasciare per un attimo l’accento canadese, allenarsi a perdifiato e coprirsi i tatuaggi. Un po’ per pubblicità, un po’ per riconoscibilità, sembra che entrambi si siano affezionati al nuovo look, una tecnica che abbiamo visto ripetersi più e più volte nel cinema contemporaneo, da Barbie (infinite le volte in cui Margot Robbie è apparsa sul red carpet con abiti ispirati alla bambola Mattel) a Marty Supreme. Durante tutta la campagna marketing di Love Story e fino agli Oscar di ieri sera, Pidgeon ha adottato uno stile che si confà a quello di Bessette, dai cappotti leopardati al total black, passando per il custom Calvin Klein indossato questa notte sul red carpet più ambito di Hollywood. Lo styling fa servizio alla serie di Murphy, ma contemporaneamente aiuta la carriera di Pidgeon ad andare oltre, al di là dell'ufficio stampa immaginario di Calvin Klein.

È tutta questione di brand-ing

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Mentre media e pubblico si godono il ritorno della sublime eleganza anni ‘90 di Carolyn Bessette e JFK Jr., berretto Kangol infilato al contrario incluso, a Sarah Pidgeon, Paul Anthony Kelly e ai loro team tocca adesso una sfida difficile: onorare il legame degli attori alle icone che li hanno portati alla ribalta senza cementificare i loro ruoli nell’immaginario comune. Come insegnano esempi passati, da Harry Potter a Friends, quando un attore viene associato a un ruolo così famoso e singolare, corre il rischio di rimanere incastrato nel personaggio. Per superare questo ostacolo, entra in gioco la moda. 

In un’intervista del podcast The Cutting Room Floor, la celebrity stylist Karla Welch spiega benissimo la relazione di interdipendenza che si è ormai stabilita tra star del cinema e brand. La moneta di scambio di questo rapporto commerciale, spiega Welch, è il «momentum», l’alone di popolarità che cresce attorno alle figure pubbliche e ai brand di riferimento: «Si tratta di una macchina per fare soldi, quindi vuoi che i tuoi clienti ottengano contratti dai brand», spiega la stylist. Attraverso styling, apparizioni specifiche e collaborazioni con brand di lusso - vedi Pidgeon in Calvin Klein agli Oscar ma anche la sua costar in full look Dior alla sfilata del brand - le star restano non solo si assicurano contratti da milioni, ma riescono a distogliersi dal ruolo che li ha resi famosi, ottenendo così nuove parti. Un altro esempio lampante di questo processo arriva da Heated Rivalry, una delle serie più hot dell'anno: Hudson Williams, co-protagonista dello show, dopo aver partecipato alla sfilata di Dsquared2 alla Milano Fashion Week è oggi uno dei nuovi ambassador di Balenciaga.

Ma c'è un ma 

Questa nuova dinamica che si è stabilita tra brand di moda e cinema è affascinante, considerati lo sforzo, la visione collettiva e la strategia che devono coordinare sia i team di comunicazione delle Maison, che le agenzie di queste nuove star. Il fattore che però determina il risultato di tutta questa fatica non è l'ubiquità - come potrebbe far sembrare la presenza di Pidgeon, Kelly e anche Williams a tutti gli eventi più popolari di stagione - bensì la direzione. Un utilizzo eccessivo di partnership e campagne mediatiche potrebbe produrre un effetto indesiderato sulla celebrity coinvolta, inflazionando la sua immagine e finendo così per diluire il momentum di cui parla la stylist Karla Welch, ossia il valore del talent agli occhi dei brand e dell'industria cinematografica. Un rischio che potrebbe stare passando Sydney Sweeney, che tra pubblicità virali, ragebait e controversie, sta perdendo un po' della magia e dello status che aveva fino a poco fa. Per quanto riguarda lo stardom di Sarah Pidgeon, Paul Anthony Kelly e Hudson Williams, solo il tempo (e lo stile) potrà dirci quanto brillerà. 

Takeaways 

  •  - La serie Love Story di Ryan Murphy sfrutta il fascino elegante degli anni ’90 di Bessette, conquistando l’attenzione dei media prima ancora della pubblicazione completa su Disney+.

  • - Sarah Pidgeon e Paul Anthony Kelly hanno subito cambiamenti estetici radicali (capelli, tatuaggi, accento, fisico) per incarnare Bessette e JFK Jr., aumentando la loro riconoscibilità e appeal mediatico.

  • - Lo stile adottato dagli attori serve non solo alla serie ma anche a costruire la loro carriera, creando un legame strategico tra celebrity e brand di lusso.

  • - La popolarità degli attori cresce attraverso partnership con marchi come Calvin Klein o Dior, permettendo loro di uscire dal ruolo iniziale e ottenere nuove opportunità professionali.

  • - Troppa visibilità o campagne mediatica possono inflazionare l’immagine della star, riducendo il valore percepito; il futuro successo delle stelle nascenti dipenderà dall’equilibrio tra visibilità e strategia di stile.