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Cos'è rimasto di Virgil Abloh ad un anno dalla sua scomparsa?

La legacy del founder di Off-White™ vive ancora

Cos'è rimasto di Virgil Abloh ad un anno dalla sua scomparsa? La legacy del founder di Off-White™ vive ancora

È passato esattamente un anno da quando abbiamo ricevuto la notizia della morte di Virgil Abloh, scomparso dopo una lotta contro il cancro durata due anni. Tra i più grandi pionieri della moda contemporanea, ma anche intenditore di musica, amante del design, spirito creativo in grado di spaziare con lo stesso trasporto tra i vari settori che compongono l'arte. Ma dietro a tutto il glamour, alle sfilate tra Parigi e Milano e alle collezioni, Virgil è stato soprattutto capace di dare speranza alle persone. È riuscito a rappresentare le comunità emarginate, ha dato fiducia a coloro che non si consideravano necessariamente benvenuti nell'industria della moda e ha fatto capire ai talenti emergenti quanto potessero andare lontano credendo in loro stessi, prendendo sotto la sua ala protettrice personalità di talento e aiutandole a farsi strada nel settore. Il lusso che incontra lo streetwear, la storia contro il futuro, il "turista contro il purista", Abloh è stato in grado di creare ponti tra mondi all'apparenza estremamente distanti tra loro: dal suo master in architettura all'Illinois Institute of Technology alla fondazione di uno dei più grandi marchi di streetwear, Off-White™.

È stato il primo afroamericano a dirigere il reparto menswear di Louis Vuitton, sfruttando il suo ruolo per creare collezioni che fossero un mezzo di comunicazione per la cultura black e che mettessero in luce tematiche di giustizia sociale. La collezione Precoll 2019 è stata ispirata dal discorso di Martin Luther King Jr. "I have a dream", la collezione primavera-estate 2021 "Message In A Bottle" ha reso omaggio ai colori della bandiera ghanese. In definitiva, ha portato la scena streetwear e la cultura nera nel mondo dell'alta moda. A un anno dalla sua scomparsa, come è stata tramandata la sua eredità? E cosa rimane della sua legacy?

Nonostante i risultati ottenuti da Virgil Abloh in vita, la sua più grande eredità è probabilmente immateriale: la speranza che ha instillato nei giovani. L'influenza della mentalità di Abloh nel fare da sé e nel non smettere mai di lottare per i propri obiettivi ha cambiato la mentalità di una generazione che ora ricerca con coraggio la propria indipendenza. Quanti brand di t-shirt sono nati grazie a Off-White™? Quante carriere di DJ sono state avviate grazie all'approccio di Abloh all'industria musicale? Quanti designer si sono infatuati del mondo delle belle arti, a cui i suoi modelli facevano spesso riferimento? La fede, il desiderio e la speranza nelle persone sono senza dubbio il suo più grande risultato. Oltre a questa eredità intangibile, il suo fondo per le borse di studio "Post-Modern", istituito nel 2020, sta ancora cercando di realizzare la missione perpetrata da Virgil Abloh in vita. «Tutto ciò che faccio è per la versione 17enne di me stesso» era solito dire. Il fondo promuove l'equità e l'inclusione all'interno dell'industria della moda fornendo borse di studio, accesso a servizi di supporto alla carriera e tutoraggi a promesse accademiche nere, afroamericane o di origine africana. I giovani designer, merchandiser e marketer della classe inaugurale del 2021 hanno già ottenuto stimati stage e posti di lavoro nella fashion industry, grazie ai finanziamenti della Post-Modern Scholarship, alle opportunità offerte e, soprattutto, al talento, all'abilità e alla capacità di lavoro dei beneficiari. Un'eredità di cui l'industria della moda non ha ancora sperimentato l'impatto. 

Dopo la sua scomparsa, in molti hanno tentato di portare avanti l'eredità di Abloh. Il più importante è sicuramente Tremaine Emory, che nel mese di febbraio è stato nominato direttore creativo di Supreme. «La supremazia bianca e il capitalismo funzionano da 400 anni in America» aveva detto ad Highsnobiety in occasione dell'assunzione dell'incarico. «Ho bisogno che Nike e tutte le altre aziende miliardarie lavorino ogni giorno per cambiare le cose per le donne, per i neri, per i messicani, per tutti. Questo è ciò di cui ho bisogno.» Allo stesso tempo, Off-White™ ha nominato Ib Kamara come direttore artistico e dell'immagine del marchio, per anni stretto collaboratore di Abloh. Mentre sul suo erede da Louis Vuitton, sono molte le voci che da mesi si rincorrono: Samuel Ross, Martine Rose e Grace Wales Bonner sono nomi che hanno attirato particolarmente l'attenzione, personalità che cercano di sostenere la cultura nera attraverso le proprie etichette e le relative collaborazioni.

Sebbene si assista a un cambiamento positivo all'interno dei ranghi più alti dell'industria della moda, a un maggiore utilizzo di modelli e celebrità black per le campagne e copertine, si discute soprattutto sulla concreta efficacia di questo approccio per creare diversità. All'inizio del 2021, anno della morte di Virgil Abloh, il New York Times ha pubblicato uno studio che mostra con precisione la rappresentazione della diversità dietro le quinte, prendendo in esame 64 marchi, 15 grandi magazzini e rivenditori online e riviste femminili come Vogue, Elle e Harper's Bazaar. Il sondaggio ha evidenziato risultati spaventosi: su 64 marchi, solo uno è stato rappresentato da un dirigente nero, Virgil Abloh. Allo stesso tempo, solo 4 dei 69 designer o direttori creativi di queste aziende erano black. Non c'è dubbio che l'eredità di Abloh sia stata tramandata nel migliore dei modi, ma i dati dimostato che gli sforzi non sono sufficienti in un settore che si vanta di avere un occhio di riguardo per la diversità. Se ora guardiamo indietro a un anno dalla scomparsa di Abloh, la realtà è che forse passeranno anni, se non decenni, prima che si affermi una personalità altrettanto influente e creativa nell'industria, e anche allora la sua eredità sarà probabilmente disponibile solo in riferimento - mai in confronto.