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C'è un futuro per il mercato delle mascherine?

Anche se la domanda sta calando, sono ancora moltissime le possibilità per i brand

C'è un futuro per il mercato delle mascherine? Anche se la domanda sta calando, sono ancora moltissime le possibilità per i brand
Ermendegildo Zegna
Missoni
Marni
Marine Serre
Louis Vuitton
Kenzo
J.W. Anderson
Fendi
Dolce & Gabbana
Chloè
Balmain
Rick Owens
Palm Angels
Off-White
Balenciaga

Le mascherine sono diventate l’oggetto-simbolo del 2020: sold-out ovunque nelle prime settimane della pandemia; poi prodotte da quasi ogni major brand sia in versione brandizzata che per sopperire alle carenze di ospedali sparsi in mezzo mondo; infine, per le mascherine più hype come quelle di BAPE, Off-White o Travis Scott, è arrivato anche il resell sul StockX mentre un gran numero di creativi ha prodotto nuovi concept di mascherina, usando i materiali più vari, dalle borse Ikea fino ai diamanti. Tutto questo senza nemmeno considerare l’enorme quantità di brand più o meno noti e più o meno localizzati che hanno prodotto in proprio le mascherine e che in molti casi sono sopravvissuti al 2020 proprio trasformandole nel proprio design principale. In breve, il mercato delle mascherine è esploso negli ultimi mesi – eppure è stato in breve saturato e la domanda inizia ad abbassarsi. Come potrà andare avanti il mercato? 

Secondo un report di Graphical Research, per esempio, il calo di domanda per le mascherine tra il 2020 e il 2026 dovrebbe essere dell’11,3%, un altro report invece prevede che entro il 2027 il mercato americano delle mascherine mediche si sgonfierà di 51,09 miliardi di dollari – un giro di affari molto più elevato dell’era pre-Covid ma comunque molto più basso di quello del 2020. Chiaramente qui si parla di mascherine mediche – c’è un intero mercato collaterale di mascherine brandizzate che questi sondaggi non tengono in considerazione. Nondimeno, se la domanda per le vere supply mediche calerà è indubbio che lo stesso succederà per tutte le altre – anche se per i brand di lifestyle e lusso il mercato delle mascherine potrebbe ancora riservare delle opportunità. Su StockX, per esempio, mascherine-merch come quelle di Travis Scott e Juice Wrld resellano al 70% o al 90% del loro valore originale; su un sito come Farfetch invece si possono acquistare mascherine di Fendi, Balenciaga, J.W. Anderson e Marine Serre e persino una designer di moda avant-garde come Deepti Barth, che opera all’interno di circoli ristrettissimi, ha prodotto le sue mascherine con seta da paracadute e un coating di argento ossidato.

Louis Vuitton
Marine Serre
Fendi
J.W. Anderson
Balenciaga
Off-White
Rick Owens
Ermendegildo Zegna
Palm Angels
Missoni
Marni
Dolce & Gabbana
Chloè
Balmain
Kenzo

La categoria delle mascherine è insomma un campo di esplorazione abbastanza versatile. La sua sarà infatti un’eredità duplice: da un lato, infatti, la mascherina brandizzata apre l’offerta del brand a nuove basi di clientela, presentando un prodotto di prezzo relativamente basso ma che è a tutti gli effetti un accessorio con logo che potrebbe anche prestarsi a sperimentazioni sul successo di nuovi motivi o pattern; dall’altro, la saturazione del mercato delle mascherine mediche/professionali lascerà spazio a opzioni più “specializzate” come ad esempio quella prodotta di recente da Will.i.am che presenta opzioni hi-tech come la connettività Bluetooth, un sistema per integrare gli AirPods e che è andata sold-out in nove minuti nel giorno del drop. Commentando la vendita di mascherine brandizzate su StockX, ad esempio, che da marzo a dicembre aveva già toccato il milione di dollari, Jesse Einhorn, senior economist per StockX, ha detto:

«Quando le categorie premium hanno vendite così forti, è un’indicazione che la domanda è ancora alta. Nel mercato c’è ancora un grande livello di entusiasmo».