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Harry Styles, dai One Direction a Gucci

Anatomia di un’icona di stile attraverso gli anni

Harry Styles, dai One Direction a Gucci Anatomia di un’icona di stile attraverso gli anni

La prima volta che abbiamo sentito parlare di Harry Styles, il cantante aveva sedici anni ed era all’inizio della sua carriera all’interno dei One Direction. L’estetica teen delle boy band lo ha aiutato a raccogliere un enorme seguito fra le ragazzine di tutto il mondo, ma è stata la sua graduale svolta di stile, iniziata nel 2014 e consacrata con lo stupefacente look del Met Gala 2019, a renderlo l’icona di stile che è adesso. In un mondo invaso dallo streetwear e dalla trap, i look di Styles rievocano il rock ‘n’ roll e gli anni ’70 con un mood sospeso tra il bohémien e il dandy. È diventato il volto preferito di Alessandro Michele che lo ha reso protagonista di quattro campagne per Gucci e ogni sua apparizione pubblica è segnata da look stupefacenti, anche grazie al lavoro del suo stylist personale Harry Lambert.

Harry Styles è, per utilizzare un termine americano, un natural, un autentico animale da palcoscenico. Chi diventa celebre in giovanissima età e cresce famoso ha due strade davanti a sé: una porta verso il dimenticatoio e può essere più o meno accidentata da scandali e depressione; l’altra porta verso la vera fama, quella che proviene non da una folla di fan adoranti ma dal carisma di una personalità definita. Il problema delle boy band è il loro appeal generalista, che obbliga i membri a non avere una spiccata identità, perché devono piacere al più vasto range di pubblico possibile. 

Così ha iniziato Styles nel 2010, con un taglio di capelli definibile in via ufficiosa come “à-la-Bieber” e un guardaroba pieno di abiti generici dal vago sapore preppy. Ancora la personalità mancava, come il suo scialbo spezzato grigio/nero  per la sfilata SS13 di Burberry testimonia. Occasionale guizzo di stile fu però il tre pezzi indossato per i Brit Awards del 2012. Quello stesso anno, apparirà sulla copertina di Vogue in Dior, insieme al resto della band. Lo stile di allora era semplice: camicia, skinny jeans e stivaletto in camoscio. A questi tre elementi si aggiungeva una giacca, come look di scena, e poco altro. Nel 2013 iniziano a fare le loro prime apparizioni le camice sbottonate fin quasi all’ombelico e i numerosi tatuaggi sul petto, cambiano anche i capelli che sono raccolti dentro un fedora bianco. La data del giro di boa è il 16 Settembre 2013, per la SS14 di Burberry. I primi elementi dello stile attuale fanno una prima apparizione: cappotto oversize, capelli spettinati, stivali di pelle nera e una maglia animalier. Nel 2014 una bandana che gli tiene fermi i capelli lo fa somigliare a Mick Jagger e nel suo guardaroba iniziano ad apparire i suede, le camice a fantasia di Alexander McQueen e Marc Jacobs, i completi di Hedi Slimane e Lanvin. Capo essenziale è il bomber leopardato di Saint Laurent con cui stringe la mano al Principe William

Nel 2015, Styles ha diciannove anni. Durante la London Fashion Week è avvistato con un completo a fantasia geometrica di Gucci, di cui Alessandro Michele aveva preso la guida in Gennaio. A Dicembre appare il primo pantalone a zampa e una camicia nera con un enorme fiocco. Questo è il primo look simile a quelli che si vedranno durante la sua carriera da solista. Il rapporto con Gucci si stringe per gli American Music Awards, a cui Styles si presenta con un completo a stampa floreale della Gucci SS16. Altre camice e pantaloni del brand inizieranno a comparire nel suo guardaroba insieme ai suoi onnipresenti stivali in camoscio Saint Laurent. Questi sono gli anni della svolta: il 2016 vedrà l’inizio della sua maturazione con l’inizio della carriera solista e il suo famoso photoshoot per la rivista Another Man, che dimostrerà al mondo che i giorni della boy band sono lontani.

Il 2017 è il suo anno. I suoi completi sono firmati da Edward Sexton, Alexander McQueen, Stella McCartney e Vivienne Westood. Gucci crea per lui abiti customizzati come il completo rosa con draghi ricamati e le camice e giacche di seta con decori floreali e chinoiserie. La sua carriera da solista decolla con il trionfo di Sign of The Times e debutta al cinema con Dunkirk. Viene abbandonata l’estetica teen, le camice a quadri e le felpe. Quando sale sul palco, Styles indossa completi fantasiosi con accenti glam rock. Fra tutti i look da palcoscenico, il più iconico è di sicuro quello dell’ iHeartRadio Music Festival con un completo a losanghe rosse e nere di Gucci e una camicia semitrasparente con un fiocco. Fuori dal palcoscenico, le uniche tracce del passato sono gli skinny jeans e gli stivaletti. Anche i look più street si fanno bohémien con pantaloni dal taglio morbido e Vans.

Il 2018 continua la partnership con Gucci e aumenta l’acceleratore sui completi sempre più plateali. In Marzo, Styles apre il suo guardaroba a una moda più sperimentale con i custom dal sapore vittoriano e gender-fluid dell’astro nascente della moda Harris Reed, stilista e studente al Central Saint Martins, e anche lui parte della family di Gucci. Nella rotazione di costumi del suo tour appaiono anche completi di McQueen e Calvin Klein. Così trascorre il 2018, che è anche l’anno delle prime campagne con Gucci. Decisiva pietra miliare è, nel 2019, il Met Gala. Styles arriva sul red carpet in un completo di pizzo nero trasparente, con una perla all’orecchio, e al fianco di Alessandro Michele. Da lì in avanti, Gucci diventa il fulcro intorno al quale ruota il suo guardaroba, che nel frattempo è diventato così esteso e prezioso da dover essere conservato in un caveau sotterraneo a Londra. Per la copertina del nuovo album Fine Line, uscito oggi 13 dicembre, è ancora in un outfit firmato Gucci a conferma del sodalizio che lo unisce al brand.

Nelle sue più recenti apparizioni, il suo stile è arrivato a piena maturazione. Dopo il tour de force del Saturday Night Live, in cui abbiamo visto tre outfit in una sola sera, Styles è stato avvistato a New York con un gilet di Lanvin che ricorda uno degli iconici maglioni di Lady D e stivali rosa, mentre in un altro scatto indossa jeans oversize, un cappotto monogrammasto di Gucci, Vans e un berretto di jeans. Più di recente è apparso sulla copertina del Guardian Weekend, vestito ancora una volta di un completo su misura firmato da Harris Reed. Il suo stile fonde l’irriverenza vagamente androgina di Mick Jagger con la gioiosa libertà di espressione di Elton John. Non a caso, il suo guardaroba sembra unire insieme tutte le subculture musicali del ventennio ’60-’70 e, nelle parole di Michael Kors, “è l’incarnazione dello stile rock inglese: provocatorio, stravagante e indossato con una spavalderia che non chiede scusa a nessuno”.