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Going Short!!!

Going Short!!!

Questa moda bizzarra, me ne sta facendo di tutti i colori. Prima il tutone da giorno, simpatico remake di Flash Dance e Saranno famosi insieme. Poi il sandaletto con calzino, che ricorda teutonici vacanzieri di passaggio, con tanto di zaino stracolmo a seguito e boraccia.
Sì, borraccia. Se pensavate che fossero uscite fuori produzione, vi sbagliate di grosso.

Oggi vi parlo, di un’altra nuova tendenza dell’ultima ora, che è forse quella che più di tutti mi colpisce, essendo stata il mio spauracchio per anni: lo short formato mini, versione culottes.
Pare universale il fatto che si riporti.
A testimonianza, ci sono milioni di foto caricate sui blog, dalle varie filiformi biondazze d’oltreoceano, peso piuma e ossatura minuscola, che si divertono ad indossarne di minimali, abbinandole a tshirt sempre più lise e a capelli messy (disordinati) ad arte.
Da Rumi a Song of Style da Alexa Chung a Caroline è tutto un rincorrersi di mini, striminziti, abbuffati, stretch, avvitati pantaloncini, evidenzia fondoschiena.

Se con loro (mi riferisco alle biondazze di cui sopra) la natura è stata gentile, regalando fianchi stretti e cosce slanciate, permettendo indi lo sfoggio di quest’ultima trovata modaiola, mi chiedo come può fare la povera ragazza mediterranea normodotata, con il fianco alla Loren, a portare tale indumento, senza rischiare di essere tacciata di “atto osceno in luogo pubblico”.
E’ dai tempi di “Non è la Rai”, che io ci provo.
Provo cioè a comprare uno short da metter su, quelle mattine d’estate, quando fa figo uscire di casa con sandaletto cuoio e pantaloncino di jeans sfilacciato.
Ma mai, dico mai, sono riuscita a superare la prova specchio; per cui dopo cinque minuti, il mini-pant tornava nell’armadio ed io uscivo con i bermuda, comodi e lunghi.

Adesso che la moda mi mette alle strette, ci sto ripensando: che fossi diventata pronta? Magari, anche un po’ più snella? Chissà. Il punto è che io lo short di jeans l’ho sempre rifuggito, presa dalla paura atavica di camminare per strada quasi nuda o peggio con una versione en-plein-air di una culottes, più alla Bridget Jones però, che alla Daria Werboy.

“Eppur”, direi, “si muove”. Si muove leopardato tra le pagine di internet, di denim consunto indossato nei vari video postati da bloggers coraggiose, si delinea di pizzo o di garza sui vari editorial, tipo ciclista nelle foto dei magazines, che sembrano non poterne più fare a meno. Insomma, per farla “short”, questo è anche il suo momento. Ecco perché, finalmente, arriviamo al motivo del mio intervento. La voglia di sostenere digitalmente e con il pensiero, tutte quelle che effettivamente vorranno cavalcare il trend, auto-munendosi di pantaloncino culottes-forme.
Va proprio a loro la mia stima e la mia invidia rosicona (io non ce la farò mai).
Buona fortuna.