Versace non era mai stato così Vitale È durato poco perché era straordinario o era straordinario perché è durato poco?

Nella vita, i gusti migliori sono quelli acquisiti. E lo stesso può dirsi della collezione SS26 di Versace, oggi ricordata con il più pratico soprannome di “Versace by Dario Vitale”. Quando è stata presentata, con uno show più intimo di quanto molti si attendevano, ha inizialmente diviso l’opinione pubblica. Grandiosa rilettura dell’immaginario di Gianni Versace o semplice riesumazione degli anni ’80 nei suoi colori più scioccanti? È stata una forte impressione, che però ha cambiato d’un colpo la percezione di Versace, facendo piazza pulita delle glamazon platinate e delle mega-sneaker logate divenute sinonimo del brand negli ultimi anni. Ma dopo il primo shock, ne è arrivato un secondo.

Dopo essere stato nel brand per soli nove mesi, producendo una singola collezione, una collaborazione sneaker e un’interessante campagna 3-in-1, Dario Vitale è stato licenziato dai nuovi/vecchi padroni del Gruppo Prada che nel frattempo avevano acquisito Versace, ponendo fine alla sua breve stagione nel sole. Adesso, il brand attende l’avvento di un altro designer non meno magistrale, Pieter Mulier, responsabile della rinascita di Alaïa. Nel frattempo, la riconoscibilità e la fama conquistate da Vitale, oltre che le centinaia di editoriali e cover in cui è apparsa la collezione, hanno fatto parlare gli insider del settore di una “rivincita” del designer vittima delle logiche di mercato.

La collezione si trova insomma in una posizione molto particolare: non solo apprezzata dagli insider e altamente riconoscibile, ma anche, data la rapida uscita del direttore creativo, quasi un’edizione limitata degna di essere collezionata. C’è di più: La comunità della moda ama un underdog e Dario Vitale è l’underdog perfetto: giovane, professionista rispettato ma anche un creativo molto apprezzato a cui è stata negata una possibilità da un grande gruppo del settore proprio sull’orlo di un cambiamento che sarà epocale per Versace.

Eppure, potremmo arguire, proprio la sua rapida uscita ha in parte creato un apprezzamento quasi anomalo per la collezione. Anomalo non per mancanza di meriti, ma per insolita intensità ed emotività di cui si è caricato. Da questa vicenda potremmo dunque desumere qualche lezione più ampia sui direttori creativi e sulla psicologia del pubblico della moda?

Versace non era mai stato così Vitale – Cool Haunted by nss magazine by nss magazine

È durato poco perché era straordinario o era straordinario perché è durato poco?

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