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Lo stile secondo Jeff Goldblum

Come diventare un’icona di stile a quasi settant’anni

Lo stile secondo Jeff Goldblum Come diventare un’icona di stile a quasi settant’anni
'Annie Hall' (1977), Woody Allen
'Grand Budapest Hotel' (2014), Wes Anderson
Jeff Goldblum & Andrew T. Vottero
'Isle of Dogs' (2018), Wes Anderson
'Jurassic Park' (1993), Steven Spielberg
'Jurassic Park' (1993), Steven Spielberg
'The Life Aquatic with Steve Zissou' (2004), Wes Anderson
'The Big Chill' (1983), Lawrence Kasdan
'The Fly' (1986), David Cronenberg
'Thor: Ragnarok' (2017), Taika Waititi

Qualche giorno fa è arrivato in Italia Disney+. In un’offerta di titoli originali non troppo convincenti ce n’è uno che non ha suscitato il clamore che merita: Il mondo secondo Jeff Goldblum (The World According to Jeff Goldblum), una docu-serie prodotta da National Geographic in cui Jeff Goldblum (il daddy più cool di Hollywood) se ne va a spasso per il mondo inseguendo le sue passioni. Nel primo episodio, l’attore americano indaga il mercato multimiliardario delle sneaker con incursioni allo Sneaker Con e nei laboratori adidas, fino a farsi regalare una sneaker customizzata dal “Chirurgo delle Scarpe” Dominic Ciambrone. 

In Italia non è ben chiara l’influenza di Jeff Goldblum sul costume contemporaneo. Forse non è ben chiaro nemmeno chi sia Jeff Goldblum, anche se le immagini dei suoi outfit più “eclettici” hanno fatto il giro del mondo. Eppure, di film famosi ne ha un bel po’ sul curriculum. In molti se lo ricorderanno nei panni del Dottor Ian Malcolm di Jurassic Park (un ruolo che ha ripreso anche nei capitoli più recenti della saga, con Chris Pratt). Anche per questo oggi è musa per tanti autori del cinema pop: Steven Spielberg, David Cronenberg (La mosca) e Wes Anderson (Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Grand Budapest Hotel e L’isola dei cani). Fra i suoi titoli più celebri, non si possono dimenticare Io & Annie di Woody Allen, Il grande freddo di Lawrence Kasdan e il doppiaggio de Il principe d’Egitto della Dreamworks. Insomma, un fuoriclasse.

'Jurassic Park' (1993), Steven Spielberg
'Jurassic Park' (1993), Steven Spielberg
'The Fly' (1986), David Cronenberg
'The Life Aquatic with Steve Zissou' (2004), Wes Anderson
'Grand Budapest Hotel' (2014), Wes Anderson
'Isle of Dogs' (2018), Wes Anderson
'The Big Chill' (1983), Lawrence Kasdan
'Annie Hall' (1977), Woody Allen
'Thor: Ragnarok' (2017), Taika Waititi

Da qualche anno, Jeff Goldblum è il protagonista di un enorme “fashion moment”. Dopo una partenza abbastanza ridicola (i suoi outfit degli anni Ottanta e Novanta sono abbastanza raccapriccianti), oggi il suo stile è completamente impazzito: basta cercare “Jeff Goldblum style” su Google Immagini per far crashare il sistema (neanche si stesse cercando il Jungle Dress di Versace di Jennifer Lopez). Grazie a scelte di stile sicuramente coraggiose, Jeff Goldblum è una style icon al pari di Kanye West (a questo proposito, in un recente episodio di Sneaker Shopping di Complex ha comprato un paio di Yeezy Boost V2 per tutta la famiglia).

Più che un daddy, Goldblum è quasi un gran-daddy: classe 1952, ormai è più vicino ai 70 che a un nuovo matrimonio. Il suo stile è molto confuso: un mix di pattern e colori sgargianti, tra pantaloni zebrati e stampe pop, abbinati senza un senso apparente. Ha le dita sempre piene di anelli (comprese alcune patacche sul mignolo), indossa ancora i pantaloni a vita bassa e va molto fiero della sua collezione di occhiali da vista. Nonostante la confusione, su di lui tutto funziona: complice un atteggiamento naïf, al confine tra il flirty e lo scherzoso, Goldblum riesce a non sembrare ridicolo anche con gli item più assurdi. In effetti, ci vuole carisma per azzardare alcune camicie di Prada alla sua età (e sfidare Pusha T per vedere chi la indossa meglio).

Lui si definisce un tipo “bohémien”, ma come per ogni star che si rispetti (si pensi ad A$AP Rocky), dietro ogni grande style icon c’è il talento di un grande stylist. Nel suo caso si tratta di Andrew T. Vottero, conosciuto nel 2014 sul set di un photoshoot per GQ. Da quando si sono incontrati, Goldblum ha rivoluzionato il suo stile (e buttato via tutte le Converse). Fra i suoi brand preferiti: Calvin Klein, Saint Laurent, Acne Studios (sostiene di avere un paio di jeans Acne per ogni giorno della settimana), ma soprattutto Prada. È ben consapevole dell’importanza di uno stile riconoscibile: “I consider dressing myself up or presenting myself one way or another part of my creative path”, racconta a Vanity Fair. E come dargli torto? 

Jeff Goldblum è l’opposto di tutto quello che va di moda in questo momento: niente minimalismo, niente design futuristici, solo un fuoco d’artificio di creatività. E stare al passo con la sua creatività è abbastanza difficile: lui è un po’ come quell’amico che, quando gli chiedi di uscire, ti risponde “Stasera non riesco, sono al Berghain a Berlino, ci vediamo domani quando torno per un caffè?”, per poi sparire dopo aver visualizzato e non risposto. È un simpaticone non si vergogna di niente, non perde tempo su Instagram (lo usa, ma non lo prende davvero sul serio) e nel tempo perso preferisce incidere un album jazz (l’ha fatto davvero). Alla domanda “Perché hai scelto questa camicia di Prada?”, probabilmente risponderebbe “perché è colorata”. Jeff Goldblum è uno che si compra le Track di Balenciaga e le usa davvero per allenarsi (anche questo l’ha fatto davvero).

Jeff Goldblum & Andrew T. Vottero

Se c'è un segreto per diventare fighi come Jeff Goldblum, forse è proprio fregarsene. Fregarsene, ma con stile. É proprio un po' di sana nonchalance che permette a un gran-daddy come lui di vestirsi da pagliaccio, ma (non si sa come) senza mai essere cringe. Per imparare qualcosa, non resta che guardare la sua nuova serie su Disney+. Per dirla con parole sue: “Taste it, and enjoy!”