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"Love S03": non la solita commedia-hipster-romantica

Mickey & Gus adulting all over the place

Love S03: non la solita commedia-hipster-romantica Mickey & Gus adulting all over the place

L'ultima stagione di Love - la serie di Judd Apatow, Paul Rust e Lesley Arfin si annunciava come l'apoteosi del filone di commedie indie-romantiche che negli ultimi cinque anni si è creata una nicchia di appassionati binge-watcher (ultimi esempi, It's the end of the F***ing World, You're the worst, Casual). Le prime due stagioni rincorrono la relazione tra i due protagonisti ambasciatgori della generazione di hipster 30enni insicuri che vivono al confine con il baratro. Lei, Mickey (interpretata da Gillian Jacobs) è la ragazza problematica, dipendente dagli eccessi, impulsiva, manipolatrice e impossibile da non amare follemente. Lui, Gus (Paul Rust) è bruttino, bisognoso di attenzioni, socialmente imbarazzante e con un sorriso che mostea la sua drammatica insicurezza. Il risultato è una relazione ironica e goffa che alterna tenerezza e sarcasmo - a tratti irritante - ma magneticamente attraenete. La serie è ambientare in una Los Angeles spoglia e periferica che mette ancora più a nudo le superficiali velleità umane di Mickey e Gus e dei personaggi secondari che gli orbitano intorno.

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Il finale della seconda stagione - in cui i due decidono di iniziare una relazione - lanciava un assist perfetto ad Apatow per 12 episodi di scene imbarazzante e cannonate sulle relazioni. Invece la terza stagione di Love ha preso una strada diversa uscendo dalla comfort-zone della commedia roamantica indie: racconta in maniera delicata e meno ironica la relazione tra Gus e Mickey e il passaggio dei personaggi alla vita adulta.

 

Wow! Look at you, adulting all over the place

Mickey ha affrontato i suoi problemi - alcolismo e dipendenza dal sesso - nell'arco della seconda stagione, e nella terza raccoglie i frutti. Ha successo al lavoro - come producer di un podcast sul sesso dedicato alle millenials (grazie Apatow!) -, è profondamente innamorata di Gus e mantiene senza crisi la sua sobrietà. Gus è invece rimasto più indietro, inosiddisfatto dal lavoro, nasconde parti del suo passato a Mickey ed investe soldi ed energie in un progetto di un corto cinematografico girato con l'aiuto di amici prevedibilmente fallimentare. La relazione sfiora vari momenti di potenziale rottura senza mai esplodere. La coppia resiste a un weekend tremendo a Palm Springs, all'incontro con una ex e alla tentazione alcolica di Mickey. Lo spettatore si trova a tifare per il drama per togliere un po' di miele a una relazione onesta e resistente: la tragedia sembra matura quando la coppia visita la famiglia di Gus in South Dakota, facendo un breve tour nelle profonde insicurezze maschili del protagonista.

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In quell'episodio viene fuori l'evoluzione della relazione e il ribaltamento dei capisaldi della commedia hipster romantica: i binari della commedia lei-problematica-lui-bravo-ragazzo-sfigato vengono ribaltati dal fatto che Mickey ha affrontato i suoi problemi spumeggianti e rumorosi, mentre Gus ammette per la prima volta le sue insicurezze. Il focus della serie in questa stagione si sposta dai problemi dei protagonisti al modo in cui gli stessi li affrontano. L'evoluzione della storia è una buona metafora del passaggio dall'adolescenza all'età adultà, argomento da romanzo di formazione più che commedia romantica. Il risultato è che rispetto alle stagioni precedenti Mickey risulta leggermente meno "la donna problematica dei sogni di ogni uomo" con la sigaretta in bocca alla guida di una mcchina scassate e Gus un po' più sopportabile nella suo essere repellente e socialmente inadatto a qualunque contesto. I due entrano in quel momento della vita in cui sono più chiare le cose che vuoi o non vuoi, le persone che vuoi avere intorno e come impiegare i tuoi soldi.

 

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Non è vero, ti amo ancora alla follia Mickey.

 

Il tocco di Judd Apatow

Se da un punto di vista tematico la terza stagione cambia radicalmente, da quello cinematografico rimane una stupenda scorpacciata di estetica hipster americana, dialoghi imbarazzanti e scenette cringe. I costumi sono dominati dalle camicie a quadri e maniche corte di Gus, le salopette di Mickey e le piscine dei comprensori della periferia di una Los Angeles nascosta. Anche lo spostamento di set nel South Dakota prima e nell'isola di Catalina dopo, mantengono un'estetica molto americana che inserisce la serie in un sottogenere che è stato chiamato "Sad California", di cui fanno parte Transparent, Casual You’re the Worst. Le small talks che Gus affronta a un matrimonio con la sua ex fidanzata toccano livelli di orticaria vicini al disagio fisico. In particolare, tutti personaggi maschili della serie sono goffi, maldestri, incapaci o inetti in maniera differente.

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La terza stagione regala più spazio a Bertie (Claudia O’Doherty), il personaggio migliore e divertente della serie. La coinquilina asutraliana di Mickey - conciata sempre in frangetta e salopette - ha un senso dell'umorismo che rimane costantemente sospeso tra sarcasmo e sincerità grazie al suo accento aussie. Apatow si affida a lei per dare una dimensione più complessa al finale di stagione. Love promette un finale impulsivamente romantico che prende improvvisamente delle sfumature amare grazie solo a qualche battuta nell'ultima puntata ambientata a Catalina.

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Da guardare?

Sì se avete visto le prime due stagioni, assolutamente. Potreste perdervi d'animo nel mentre ma arrivate in fondo, rimarrete soddisfatti. 
Nì se non avete visto le prime due stagioni: le serie sono molto scorrevoli, tuttavia dovete immergervi in un estetica hipster molto autorefenziale, se non è il vostro genere è molto stucchevole. 
Riferimenti utili: guardatela se vi sono piaciuti Lady Bird, Master of None, Girls, 40 anni Vergine, Juno.

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