Come cambierà il settore gastronomico nel 2026 Il New York Times ha individuato una serie di trend da tenere d'occhio

Di recente, la giornalista del New York Times Kim Severson, che da tempo analizza il rapporto tra cibo, società ed economia, ha scritto che nel 2025 la gastronomia è stata particolarmente influenzata dai trend del momento sui social network. Allo stesso tempo, durante l'anno appena trascorso, è cresciuta l’attenzione verso gli alimenti che promettevano benefici per il corpo e la mente, come cibi ricchi di proteine o pensati, in teoria, per migliorare la concentrazione e umore – fenomeno anch'esso figlio di precise tendenze alimentate dalle piattaforme. Nel corso del 2026, invece, secondo Severson l'atto del mangiare seguire meno le mode e si farà progressivamente più misurato – in sostanza, i consumatori oseranno e sperimenteranno di meno, e dipenderanno in misura minore dai trend momentanei: «Il "vale tutto" dello scorso scorso ha lasciato il posto alla cautela. I clienti desiderano più qualità e affidabilità [...]. La parola d'ordine, quest'anno, in ambito gastronomico sarà quit luxury».

Questa nuova attenzione per il cibo, secondo quanto si legge sul New York Times, si tradurrà in una riscoperta delle preparazioni tradizionali e degli ingredienti poco elaborati – il quotidiano statunitense parla di alimenti che fanno meno «rumore»: pane homemade, verdure fermentate o conserve, e più in generale la cucina domestica, saranno tra i leitmotiv della gastronomia contemporanea.

I trend culinari dell'anno

@imissmyfriendsoimakefood the tension between fantasy and affordability is shaping what opens, what survives, and what people actually line up for. scarcity is showing up in ingredients, labor, and pricing, and restaurants are being forced to either justify the bill with real craft or reinvent the format entirely. 1. canteenification: the working-class meal becomes the aesthetic, curated for people who can afford the cosplay. 2. the end of slop bowls: once the bowl stopped being a deal, the spell broke. 3. premium single-item menus: one perfect sandwich, slice, or pastry is the new affordable luxury. 4. diaspora pastries: classic formats, global flavors, founder-driven stories. 5. dressed up discards: scraps, older animals, overlooked cuts, turned into the main event. meat hook’s “vintage beef” is the blueprint. in a nutshell: overpriced and mediocre is over. what replaces the bowl? and what trend are you already done with? #foodie #nyc #2026 #predictions #dining Old Film - Kairo Vibe

Uno dei trend gastronomici del 2026 riguarderà le consistenze dei cibi: secondo Severson, non basta più che siano buoni o salutari, ma devono anche “dare soddisfazione” al morso. Se negli ultimi anni il croccante era particolarmente di moda, nel 2026 l’attenzione si sposterà verso consistenze più morbide e cremose, percepite come maggiormente rassicuranti. È un cambiamento che rifletterebbe un bisogno diffuso di comfort: per sempre più consumatori, infatti, mangiare non significa solo nutrirsi, ma vivere un’esperienza piacevole senza eccessi di gusto o inutili sovrastrutture.

In questo contesto, secondo Severson, acquisteranno valore ingredienti versatili e familiari, come l’aceto, capace di dare carattere ai piatti senza appesantirli. Allo stesso tempo crescerà l’interesse per prodotti legati a territori specifici, a Km0 e poco conosciuti: scegliere certi alimenti rappresenterà sempre più spesso, per i consumatori, un modo per esprimere chi sono e da dove vengono, più o meno indirettamente, e non solo cosa piace loro mangiare.

Come cambierà la ristorazione

In un contesto di crescente incertezza economica globale, nel 2026 la parola chiave della gastronomia sarà “valore”, scrive il New York Times. Secondo il quotidiano statunitense, non si tratterà di spendere meno soldi nella ristorazione, ma di spenderli meglio: in quest'ottica i consumatori saranno sempre più disposti a pagare solo per ciò che percepiscono come affidabile, ben fatto e in linea con le proprie aspettative, evitando esperienze che appaiono inutilmente complesse o troppo costose rispetto a ciò che offrono.

Questo cambiamento influenzerà anche il modo di fare ristorazione. Secondo quanto riporta il New York Times, molti locali stanno già semplificando i propri menu, concentrandosi su pochi piatti ben curati e su un servizio attento e tailor-made. Mangiare fuori, che sia da soli, in coppia o in gruppo,  sarà sempre più percepito come un momento da dedicare a sé stessi. In tal senso, numerosi ristoranti hanno ormai come obiettivo quello di far sentire il cliente sicuro della propria scelta e consapevole di aver vissuto un’esperienza gastronomica di qualità.