Kris Van Assche ha riaperto il suo storico brand La linea del designer belga tornerà dopo undici anni di chiusura

Ne avevamo sentito parlare sempre di più negli ultimi mesi e alla fine è successo quello che tutti speravano: Kris Van Assche ha annunciato la riapertura del suo brand omonimo. La notizia è stata riportata in esclusiva da WWD, che ha aggiunto che la nuova linea includerà sia menswear che womenswear, che avrà una distribuzione diretta al consumatore e che lavorerà con tessuti deadstock, ergo ciascuna collezione sarà prodotta in edizione limitata. Dopo la recente collaborazione del designer con Antazero, la riapertura di Kris Van Assche segna il ritorno alla moda del direttore creativo dopo undici anni. L’ultima collezione era infatti uscita nel 2015. Ma cosa sappiamo della riapertura del brand?

Quando debutterà il “nuovo” Kris Van Assche?

Secondo WWD, il brand tornerà operativo intorno a metà settembre attraverso il sito web ufficiale che sarà del tutto rinnovato. Una novità interessante è che il sito servirà anche a riunire tutti i progetti di cui Van Assche si è occupato nel corso degli anni dopo l’uscita da Berluti nel 2021. Ci saranno dunque le ceramiche per Serax, le sculture in bronzo prodotte con Downtown Gallery e le altre collaborazioni con brand come Fred Perry e Antazero.

A quanto pare, nei piani sono previste anche altre collaborazioni perché l’annuncio parla di altri progetti su cui il designer e il suo nuovo team stanno lavorando e che saranno presentati insieme alla collezione vera e propria. Quest’ultima dovrebbe essere composta da una quarantina di pezzi divisi tra sartoria, camicie, pantaloni e gonne, abiti e maglieria. Tra le immagini-teaser con cui la riapertura del brand è stata annunciata c’è un abito femminile con la schiena scoperta: dettaglio importante dato che la formazione di Van Assche riguardava il womenswear ma la sua intera carriera si era concentrata sul menswear. «In questo senso, si tratta sia di un ritorno che di un nuovo inizio», ha scritto il designer su Instagram.

In generale, l’operazione del designer pare più vicina a quella di un brand di nicchia che un ritorno mega-commerciale. Ma la tendenza allo slow fashion e al piccolo atelier è ciò che sta dominando sempre più il mercato di oggi. «Quello che sto facendo ora è su scala molto più piccola, senza impormi scadenze, realizzando tutto internamente», ha detto Van Assche a WWD. Il brand rimarrà di lusso come in passato ma tenendosi su una fascia più intermedia che, ultimamente, è sempre più attraente per i designer indipendenti che tornano sul mercato lontani da mega-gruppi d’investimento che, proprio per i propri prezzi, stanno ora soffrendo.

Un nuovo trend?

@nssmagazine Fuorimoda returns to Paris this week for Paris Fashion Week. Our first guest is Kris Van Assche, who will be at Lucid Interval this Thursday, January 22, for an afternoon talk with Rombaut, from 6:00 to 8:00 PM. From his time as Creative Director of Dior Homme to his namesake label, and through his most recent work at Berluti, Kris Van Assche has left a lasting mark on contemporary menswear. See you this Thursday? #tiktokfashion #krisvanassche #diorhomme #archivefashion suono originale - nss magazine

La riapertura di Kriss Van Assche sembra tracciare un nuovo trend per la moda  indie, ovvero quello del celebrato designer del passato che torna all’industria con un proprio progetto più personale, distante dalle dinamiche del lusso “globalizzato”  dei mega-gruppi e rivolgendosi a un’audience di intenditori con prezzi più ragionevoli di quelli che sono diventati lo standard del mercato. L’esempio più longevo è quello di Stefano Pilati con Random Identities, aperto nel 2018; quello più recente quello di Olivier Theyskens con Boloria, presentato a ridosso dell’ultima stagione Haute Couture.

Altro esempio supremo del trend è il ritorno di Phoebe Philo, anch’essa con un modello di brand piccolo e sostenibile. Mentre tra i brand di culto che abbiamo visto svilupparsi in questi anni c’è poi Aaron Levine, aperto nel 2024; c’è poi l’evoluzione di Peter Do che ha smesso di sfilare e ora si divide tra un servizio di abiti su misura e la nuova etichetta PD-168 parecchio più sportiva e accessibile. Nel dicembre 2025 è invece stato Heron Preston a rilanciare il suo brand dopo una lunga pausa; sempre negli ultimi mesi ha ripreso vita anche S/Double il “nuovo” brand di Shawn Stussy che in realtà era già aperto nel 2008.

Tutti questi brand hanno in comune dimensioni, obiettivi e modelli di business: produzioni piccole e spesso sostenibili, modelli di vendita diretti al consumatore, una presenza coltivata più online che sul campo e un’assenza di branding troppo evidente. L’unica eccezione è forse Phoebe Philo tra i cui investitori c’è LVMH. Che sia un segnale di una nuova direzione che la moda d’autore sta assumendo in questi mesi?

Continua a leggere