
Come Soho House Rome ha reso l’arte protagonista insieme a Romadiffusa Un weekend per celebrare il mondo degli artisti del quartiere di San Lorenzo
A Roma, il quartiere di San Lorenzo è da anni il centro di una comunità artistica straordinariamente vitale, specialmente grazie alla presenza dell’ex-pastificio Cesare ora Fondazione Pastificio Cerere che, dopo la sua rinascita come polo culturale, ospita gli studi e le mostre di numerosi artisti come Gianni Politi e Pietro Ruffo che espongono le proprie opere in tutto il mondo. È un quartiere universitario, è un quartiere creativo ed è anche il quartiere in cui Soho House ha deciso di aprire nel 2021 la propria prima sede italiana, sempre in onore a quel mondo creativo che fin dagli inizi ha voluto riunire. Il celebre club privato ha saputo integrarsi perfettamente nel tessuto artistico del rione, trasformandosi nel tempo in un hub culturale a tutti gli effetti.
E ciò che rende unica questa House non è solo la piscina sul rooftop, il ristorante Cecconi’s, il Soho Health Club o le camere che accolgono i suoi ospiti ma è soprattutto l’attenzione dedicata all’arte contemporanea. Le pareti e gli spazi comuni, infatti, ospitano una collezione enorme di opere realizzate prevalentemente da artisti che vivono e lavorano in Italia, con un focus particolare su quelli attivi proprio nel Lazio e spesso proprio a San Lorenzo. Una scelta che dimostra il legame della House con la scena artistica locale e la sua capacità di diventare un ponte comunicativo tra il ricchissimo ecosistema culturale del quartiere e un pubblico internazionale di membri e ospiti.
Proprio in questa cornice si inserisce il sostegno all'ultima edizione di Romadiffusa, il festival itinerante che dal 21 al 22 marzo 2026 ha acceso i riflettori su San Lorenzo come uno dei distretti artistici più densi e vitali della capitale e di tutta Italia. Co-fondato da Sara D’Agati, che ne è la direttrice creativa, e da Maddalena Salerno, Romadiffusa ha l’obiettivo di rompere il cliché della Roma turistica e antica per raccontare invece una città in cui la cultura e l’arte non si sono fermate a epoche passate ma in cui la storia si fa ancora oggi e con una vivacità praticamente unica in tutto il paese.
L’edizione di Romadiffusa dedicata a San Lorenzo ha avuto l’obiettivo di aprire le porte di un mondo artistico che spesso rimane nascosto dentro musei contemporanei e di dimostrare quanti legami esso abbia con la vita quotidiana del quartiere e dei suoi abitanti, ma anche come l’arte stessa, scendendo dal piedistallo e presentandosi al pubblico, possa rivelarsi approcciabile e accessibile al pubblico. Il festival ha reso infatti aperti oltre 40 location tra studi privati d’artista, gallerie come Monitor, Matèria, Monti8, Gilda Lavia e spazi indipendenti, portando nei bar, nelle osterie e nei negozietti di quartiere performance, installazioni, talk e visite guidate sia di importanti artisti che di studenti e di giovani nomi emergenti, immerse nei luoghi della vita quotidiana e comunitaria del quartiere: dalle osterie storiche ai bar, dai macellai ai marmisti.
Fondazione Pastificio Cerere ha attivato il suo cortile con installazioni e incontri, Numero Cromatico ha aperto lo studio con lecture-performance, mentre spazi come ORO Project, Porte Rosse e Lembi hanno offerto sguardi ravvicinati sulle pratiche artistiche emergenti. L’iniziativa vuole fare accedere migliaia di visitatori romani e internazionali a studi solitamente chiusi, incontrando direttamente artisti, collettivi e curatori.
Soho House Rome ha giocato un ruolo da protagonista assoluto in questo fine settimana non solo aprendo eccezionalmente il San Lorenzo Studio al pubblico dei visitatori ma anche ospitando un tour della propria collezione guidati da alcuni degli stessi autori delle opere esposte, tra cui anche Edoardo Servadio. Ci sono inoltre stati momenti di incontro tra brunch, workshop e aperitivi mentre, in collaborazione con partner come Porsche, sono stati organizzati percorsi nel quartiere che hanno collegato gallerie, studi e botteghe artigiane, mettendo in rete l’intero ecosistema creativo di San Lorenzo. La sera, le celebrazioni sono continuate sul rooftop della House, con musica live e una vista mozzafiato sulla città eterna che, per due giorni, ha battuto al ritmo della contemporaneità.
Con questa partnership, Soho House Rome non ha solo supportato un evento ma ha rafforzato il proprio ruolo di catalizzatore culturale, confermando come l’arte possa essere un linguaggio condiviso capace di unire tradizione e innovazione, quotidianità e sperimentazione, comunità locale e sguardo globale. San Lorenzo, grazie a iniziative come questa, continua a dimostrare di essere molto più di un quartiere universitario: è il cuore pulsante della Roma creativa di oggi.






























































































