
I nuovi proprietari di Coperni e Martine Rose sono italiani Il Tomorrow Group in crisi è stato acquisito da una holding con sede a Milano
Nelle ultime settimane si è molto discusso di ciò che stava succedendo a Coperni e Martine Rose, due brand che insieme a Charles Jeffrey Loverboy facevano parte del portafoglio di Tomorrow Group. Prima era giunta la notizia che Coperni avrebbe dovuto annullare il suo show FW26 a Parigi per una serie di screzi e disallineamenti con il gruppo; poi era stato annunciato che Martine Rose avrebbe dovuto cancellare la produzione della sua collezione FW26. Per fortuna un accordo era stato raggiunto nelle settimane successive e adesso la produzione di Martine Rose è ripresa.
Ma la situazione interna a Tomorrow Group era chiaramente drammatica: un insolito ricircolo di manager assunti e licenziati negli ultimi mesi, i problemi già noti coi brand, nuovi contratti di distribuzione firmati fino a dicembre e un CEO, Stefano Martinetto, che diceva di voler cambiare l’impianto di business del gruppo. Una questione molto confusionaria che ora ha trovato una risoluzione ancora più sorprendente: Tomorrow Group è stato acquisito da una holding italiana, insieme a tutti i suoi network commerciali e tutti i suoi brand. Ma procediamo con ordine.
Chi ha acquisito Tomorrow Group?
@coperni Vittoria Ceretti wearing the new Coperni reflective coat
È stato Progetto 11, la holding che controlla la piattaforma e-commerce The Level Group, ad annunciare ieri la finalizzazione dell'acquisizione di Tomorrow Group. Il gruppo inglese (ma gestito da italiani) che aveva sede a Londra e showroom a Milano, Parigi e New York, possedeva una rete distributiva globale molto forte e negli ultimi anni aveva iniziato a supportare brand emergenti con investimenti e acquisizioni. Tra questi c’erano Coperni, Charles Jeffrey Loverboy e Martine Rose, oltre a possedere le licenze di distribuzione di un gran numero di brand indipendenti, tra cui Roberto Cavalli e Soshotsuki.
Gli ultimi tempi, però, erano stati difficili. Dopo anni di crescita a doppia cifra, con picchi del 35% annuo composto fino al 2023, nel 2024 le vendite sono calate del 9-10% secondo WWD a causa della crisi generale del wholesale tradizionale, il crollo dei grandi e-commerce mondiali come SSENSE o Farfetch, l'aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione in Europa.
Proprio in quell’anno il gruppo aveva acquisito e rivenduto A-Cold-Wall nel giro di pochi mesi e si era liberato del retailer Machina A, un altro asset in suo possesso. Erano anche iniziate richieste di un’ipoteca per aumentare la liquidità. A fine 2025 era iniziato il ricircolo di manager che aveva visto l’uscita di uno dei co-founder (un brutto segno) e questo gennaio l’azienda non aveva fornito i regolari rendiconti alla Camera di Commercio inglese.
E adesso cosa succederà?
L'acquisizione segna l'uscita definitiva degli azionisti precedenti, tra cui il fondatore e ex CEO Stefano Martinetto e il fondo Three Hills Capital Partners, che aveva assunto il controllo qualche anno fa. Andrea Ciccoli, co-fondatore di The Level Group, ha dichiarato a WWD che l'operazione mira a stabilizzare Tomorrow in una fase di profonda crisi del mercato all'ingrosso utilizzando l'esperienza in questo settore e le competenze digitali e direct-to-consumer in possesso del gruppo italiano.
The Level Group, attiva da quindici anni e ha sede a Milano, gestisce soluzioni di e-commerce per oltre venti marchi di lusso e premium, tra cui Dolce & Gabbana, Ferrari, Herno e Off-White e lo scorso anno ha superato i 250 milioni di euro. Cristian Musardo, altro co-fondatore, ha parlato della necessità di adattarsi a un cambiamento strutturale del settore, che deve muoversi verso un modello più sostenibile e integrato e al tempo stesso garantire continuità ai brand, come nel caso dello stop alla produzione di Martine Rose che è stato un fatto davvero gravissimo.
E quindi cosa succederà ai tre brand?
@nssmagazine Yesterday Martine Rose presented its SS26 collection in London. Take a look. #fashiontiktok #tiktokfashion #martinerose #london #lfw #londonfashionweek #londonfashionweek2025 #ss26 L-ON-D-ON rmx - Bassvictim
Realisticamente, in questo passaggio di proprietà da Tomorrow Group a Progetto 11, sia Coperni che Martine Rose e Charles Jeffrey Loverboy si trovano in situazioni diverse con un contesto simile. L’acquisizione infatti è stata pensata per garantire loro continuità operativa e senza stravolgimenti, gli showroom dovrebbero restare attivi e il vero perno dell’operazione sarà una stabilizzazione finanziaria insieme a un’integrazione digitale. Detto questo, un passaggio di mani spesso attiva clausole contrattuali di rinegoziazione o buyback, soprattutto quando ci sono tensioni preesistenti o importanti quote maggioritarie in ballo.
Per Coperni e Martine Rose le probabilità di un’uscita rapida o di un buyback esistono. Sia i fondatori Arnaud Vaillant e Sebastien Meyer che Rose, infatti, secondo fonti di settore citate da BoF, avevano presentato in momenti diversi offerte per riprendere il controllo dei rispettivi brand nei mesi scorsi. Quindi ora il nuovo management italiano potrebbe preferire chiudere questa relazione conflittuale rivendendo la quota ai designer o passandola a un nuovo partner. Potrebbe però anche succedere che, tolti i vecchi investitori, i brand potrebbero decidere di restare.
Nel caso di Martine Rose, però, dato che l’arrivo di The Level Group porterà porta capitali freschi e competenze retail e distributive, potrebbe anche esserci una rinegoziazione amichevole. Gli scenari sono vari: Rose potrebbe riprendersi la quota firmando un accordo di licenza o distribuzione continuativa, il nuovo proprietario potrebbe continuare a supportarla o anche trasformare il rapporto in una partnership più ibrida legata al wholesale e all’e-commerce. Ma una rottura traumatica è difficile perché il brand funziona bene.
Charles Jeffrey Loverboy è invece il più stabile dei tre. Tomorrow ne aveva acquisito solo una quota minoritaria nel 2021 e il brand è riuscito a triplicare il numero di multi-brand in cui è distribuito e a raggiungere mercati chiave. In assenza di problemi e di voci di buyback, Loverboy dovrebbe restare dove sta, magari ci sarà una leggera rinegoziazione della quota o delle condizioni, ma senza rischio di stratti dato che il brand è teoricamente un asset prezioso per i proprietari.
Takeaways
- Tomorrow Group, piattaforma wholesale in crisi con cali di vendite e tensioni interne, è stata acquisita da Progetto 11, la holding italiana che controlla The Level Group, per garantire continuità operativa e stabilizzazione finanziaria.
- L’acquisizione segna l’uscita definitiva di Stefano Martinetto e del fondo Three Hills Capital Partners, mentre The Level Group porta capitali solidi (oltre 250 milioni di euro di fatturato) e competenze digitali direct-to-consumer per rilanciare il modello di business.
- Coperni e Martine Rose, dopo screzi pubblici con Tomorrow (cancellazione show e produzione FW26), avevano tentato di riacquistare il controllo dei rispettivi brand nei mesi precedenti, secondo fonti di BoF, e ora potrebbero negoziare un buyback o un’uscita con il nuovo proprietario.
- Charles Jeffrey Loverboy appare il più stabile dei tre: con solo una quota minoritaria detenuta da Tomorrow, ha triplicato i doors wholesale e non presenta segnali di conflitto, quindi dovrebbe proseguire con una possibile lieve rinegoziazione.
- L’obiettivo dichiarato dell’operazione è mantenere attivi showroom e rete distributiva, integrare l’approccio wholesale tradizionale con strumenti digitali e assicurare continuità a brand, team e partner in un settore wholesale profondamente in crisi.














































