"Unchosen" e l'ossessione di Hollywood per le sette religiose Il nuovo amatissimo titolo di Netflix ne è un nuovo esempio
Unchosen, fin dalla sua uscita su Netflix, ha conquistato il podio della piattaforma con la storia di una donna appartenente a una cerchia religiosa che comincia pian piano a mettere in discussione non solo il suo credo, ma l’intera esistenza che ha condotto fino a quel momento. È il secondo show che nel 2026 tratta di comunità ristrette e controllate che finisce ai primi posti tra i titoli seriali più visti sullo streamer, segnando un andamento nei gusti degli utenti di Netflix e facendo interrogare attorno alla fascinazione dei creatori nel raccontare tali generi di storie e, da parte del pubblico, di accoglierle.
Ci piacciono le serie sui culti religiosi?
jolie will not rest until she’s made me watch every docu series about religious cults that has ever been made
— jorts (@ftmensch) June 20, 2022
È stata Fuga, ideata da Danny Brocklehurst, a rimanere in testa nella classifica delle serie più seguite della piattaforma proprio nei primi giorni dell’anno, basata sul romanzo di Harlan Coben e in cui la ricerca di una giovane da parte del padre si trasforma nella scoperta di un giro di figli illegittimi nati in una setta di cui verranno scoperti diversi e gravi illeciti. Una serie con più intrighi e più indagini rispetto all’Unchosen della creatrice Julie Gearey, in cui lo status quo viene sconquassato dall’interno rispetto agli avvenimenti di Fuga. Ma che porta a riflettere sul richiamo che simili titoli hanno nei confronti degli spettatori, da ritrovare probabilmente nella possibilità di guardare al torbido che solitamente rimane nascosto nella vita di tutti i giorni e che questi racconti portano alla luce.
Sarà per questo che in una serie come The Studio, alla sua prima puntata, quando al produttore Matt Remick (il co-creatore e protagonista Seth Rogen) viene commissionato un film sulla bevanda Kool-Aid trova che una maniera per poterlo realizzare nel modo più intrigante possibile sia affidare il progetto a Martin Scorsese che vuole incentrare il racconto attorno al massacro di Jonestown. Un fatto reale avvenuto nel 1978 che ha visto un’intera setta commettere un suicidio di massa dopo gli ordini del leader Jim Jones, già stato oggetto di rivisitazioni cinematografiche se si pensa al The Sacrament di Ti West uscito nel 2013.
"Unchosen" su Netflix – personaggi e trama
Mentre il film di Scorsese in The Studio viene scartato, Netflix e altre piattaforme hanno investigato gli aspetti delle comunità chiuse, cercando ogni volta di analizzarne le dinamiche che, ai fini del racconto, cominciavano a presentare delle fratture. Nella comunità mostrata in Unchosen, dogmatica ma a suo modo non così violenta come tante altre raccontate, i dubbi della protagonista hanno una doppia provenienza, arrivando sia dall’esterno con il sopraggiungere dell’elemento discordante rappresentato dalla figura di Sam (Fra Fee), sia dall’interno iniziando a mettere in discussione le regole della confraternita.
L’arrivo nella vita di Rosie (Molly Windsor) dell’uomo, un criminale che deve cercare riparo, non è però l’unico motivo della sua insorgente rimostranza rispetto ai modi di pensare e vivere della comunità, semmai ne è la conferma dopo una serie di dilemmi che avevano già cominciato a turbarla. Come è facile immaginare, nella Fellowship of the Divine del Regno Unito in cui si svolgono gli eventi sono gli uomini a ricoprire i ruoli di potere mentre alle donne vengono riservate le faccende di casa, la cura dei bambini e la completa devozione nei confronti dei propri mariti. Una struttura sociale di stampo patriarcale che Unchosen rispecchia simile a tante altre, per un rapporto eteronormativo che nel corso delle puntate mostra le proprie storture proprio a causa della forzatura di imposizioni di genere che hanno a che fare con la religione, ma sono riportabili anche a tanti altri ambiti all’interno della quotidianità.
Ciò che avviene nel sistema delle sette, infatti, tende ad essere solitamente l’estremizzazione di comportamenti sociali già codificati all’esterno che hanno poi una maggiore ristrettezza quando vanno a focalizzarsi su un gruppo ridotto di persone. Rendere i ruoli fissi, immobili, impossibili da modificare o scambiare è un ulteriore metodo di controllo per far sì che l’ordine venga mantenuto e non è casuale che in Unchosen una dei personaggi sottolinei come in un meccanismo di dominio da parte del maschile nei confronti del femminile gli uomini della comunità tendono a non cambiare. Non ne hanno bisogno: detengono il potere, hanno compiti rilevanti e ogni loro desiderio viene esaudito. Per questo, spesso, la rivoluzione parte dal “basso” anche in queste comunità, ovvero da personaggi femminili, anche se in Unchosen sono più di uno i fronti che iniziano a mettere in discussione la piramide religiosa e collettiva della Fellowship of the Divine.
La strana passione per i mormoni
@secretlivesonhulu Pray for us sinners. Season 4 premieres March 12 on @hulu and with #HuluOnDisneyPlus. #TheSecretLivesOfMormonWives original sound - secretlivesonhulu
A volte la realtà supera la fantasia che, a sua volta, diventa reality show. Per questo una miniserie come In nome del cielo, su Disney+ nel 2022, ha avuto meno risonanza de La vita segreta delle mogli mormoni, arrivata a quattro stagioni e con in aggiunta lo spin-off The Secret Lives of Mormon Wives: Orange County.
L’indagine in una comunità mormona con protagonisti Andrew Garfield e Daisy Edgar-Jones non ha potuto nulla contro lo scandalo reale sullo scambismo del 2023 portato alla luce dall’influencer (a sua volta mormona) Taylor Frankie Paul, dove il sacro vincolo del matrimonio è stato contraffatto da festini condivisi da più coppie all’interno della sua cerchia e che, invece di finire come polvere sotto un tappeto, sono stati resi noti e hanno fruttato visibilità alle persone coinvolte. Un cortocircuito viste le continue contraddizioni dei dettami religiosi dei mormoni, che portano a due punti: che è impossibile pensare a tali collettività senza le loro crepe e che c’è un Dio spesso più grande persino per queste persone, soprattutto se porta denaro e notorietà.