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Il significato della borsa a forma di cuore di Gucci

Partiamo dal suo nome scientifico: Minaudière

Il significato della borsa a forma di cuore di Gucci Partiamo dal suo nome scientifico: Minaudière
Van Cleef & Arpel (1933)
Van Cleef & Arpel (1938)
Il brevetto della Minaudière
Van Cleef & Arpel (1933)
Van Cleef & Arpels 1933 Catalogue
Van Cleef & Arpels 1933 Catalogue

Con i suoi 97 look, la collezione Aria di Gucci presentata ieri è stata una valanga di reference e citazioni in perfetto stile Alessandro Michele. Fra i richiami all’edonismo dell’era Tom Ford, “hackeraggi” delle silhouette di Balenciaga e dettagli che evocavano l’heritage del brand, uno degli item più interessanti è stata una borsa “anatomica” a forma di cuore presentata sia in versione glitterata, ricoperta di strass, che in versione smaltata, indosso tanto ai look maschili che a quelli femminili.

È un gadget suggestivo, che rientra perfettamente nell’estetica simbolico/esoterica di Alessandro Michele e che, come rivelato dal designer durante la sua conferenza post-show, vuole riassumere idealmente il nuovo status di brand centenario di Gucci. Per spiegarne meglio i significati bisogna partire da una definizione precisa: l’accessorio non è infatti una comune borsa, ma una minaudière.

Cos’è una minaudière?

Van Cleef & Arpels 1933 Catalogue
Il brevetto della Minaudière
Van Cleef & Arpels 1933 Catalogue

A tutti gli effetti una minaudière è uno scrigno, cioè un accessorio più vicino a una preziosa scatoletta che a una borsa vera e propria. Per farla semplice si potrebbe dire così: la borsa può essere di tante dimensioni diverse ma è spesso creata a partire da materiali “morbidi” come la pelle o la tela; una minaudière è invece sempre piccola e sempre rigida e nasce in origine come porta-trucchi. Si tratta dunque di un accessorio abbastanza prezioso, che spesso correda gli abiti da sera e che, classicamente, ha la forma di una vera e propria scatola rettangolare decorata in vari modi.

Van Cleef & Arpel (1933)
Van Cleef & Arpel (1938)
Van Cleef & Arpel (1933)

Il nome dell’accessorio fu registrato negli anni ’30 da Van Cleef & Arpels e venne creato per la prima volta ispirandosi allo stile della scrittrice e mecenate Florence Gould che utilizzava un portasigarette metallico di Lucky Strike come borsetta. Lo stile venne presto adottato da altri famosi gioiellieri come Tiffany & Co., Cartier e Chaumet e divenne in seguito una produzione molto specializzata. Una delle minaudières più celebri della storia della moda la disegnò Alexander McQueen, usando un tirapugni come manico e che rimane a oggi uno dei più celebri accessori del brand.

Cosa significa la minaudière di Gucci?

Come si diceva, la minaudière di Gucci ha la forma anatomica di un cuore. La scelta è stata di certo dovuta alla volontà di creare un accessorio suggestivo e un po’ straniante (alla pari del septum-gioiello visto indosso a molti dei modelli) che fosse una soluzione di compromesso fra il lusso fin-de-siècle amato da Michele e il suo gusto per uno styling dal sapore esoterico. Una versione della minadière era ricoperta di strass – un tema visivo della collezione che si rifà al mondo delle feste e del party-going, che era anche uno dei temi visivi e narrativi del fashion film. Un’altra recava la scritta “Savoy” che, come dicevamo in un articolo precedente, è una reference al founder del brand, Guccio Gucci.

Il “cuore” simbolico rappresentato dalla minaudière è quello dello stesso Gucci, che passa intatto di decennio in decennio attraverso le molte reincarnazioni di Gucci. L’accessorio indica dunque la passione per il brand e per la sua larga mitologia (esplorata tra l’altro anche nella soundtrack dello show, che con l’uso della musica pop ricollegava la fama di Gucci al mondo del clubbing) che rimane immutata attraverso cambi e passaggi di mano – quasi a dire che Gucci uno è e uno solo resterà per sempre. Alla fine dello show, in cui i modelli si trovano in una sorta di Giardino dell’Eden, una donna vestita come Marilyn Monroe lo lancia verso l’alto «restituendolo all’universo», come ha detto Michele stesso a Business of Fashion, e proprio sulla minaudière sospesa in aria di chiude lo show.