Vedi tutti

"T" by Alexander Wang

T by Alexander Wang

Alexander Wang è il classico tipo che non ne sbaglia una. Dal tocco magico e dalla creatività irrefrenabile, riesce laddove gli altri falliscono, per cui qualsiasi cosa egli crea diventa in un attimo trendy e assolutamente da avere.

E’ stato così per la sua prima linea, lanciata a soli ventitré anni nel 2007, per la sua collezione di accessori datata 2008, per la sua seconda, la "T by Alexander Wang", nostro quotidiano oggetto di dibattito nonché nuovo must-have della stagione.

Prima di tessere le lodi di una collezione che fa del tempo libero, dei tessuti rilassati ed easy, di un mood sobrio e leggero la sua ricetta per il successo, voglio però parlarvi un attimino di questo enfant prodige della moda internazionale, giovanissimo ma, decisamente già “grande”.

Nato in California nel 1984, dove è cresciuto baciato dal sole, coccolato dalle onde del mare e da una tradizione di famiglia di origine cinese, a soli 18 anni, Alex si trasferisce a New York per inseguire un sogno: iscriversi alla prestigiosa Parsons School e diventare stilista.
Lì, Marc Jacobs lo nota e gli offre un posto come freelance. Alexander accetta ma non è abbastanza, lui vuole creare una linea tutta sua, che riporti il suo nome. E’ il 2006 e nasce l’etichetta “Alexander Wang”, asciutta, semplice ma con un rock&roll twist, che fa ancora girare la testa.
Il resto è storia della moda. Gli esperi del settore lo notano, vince il prestigioso CFDA Award nel 2008, comincia ad esportare in tutto il mondo e personaggi dello show biz, come Julia Restoin Roitfeld e Sarah Jessica Parker, diventano sue fan incondizionate.

 

Ma veniamo a noi, cosa c’è di bello in questa linea “T di Alexander Wang”?
Prima di tutto il sapore, che sa di domeniche pomeriggio spese ad oziare sul divano di casa piuttosto che sul retro bevendo una birra tra amici.
Poi la qualità; trattasi, infatti, di pezzi realizzati in un cotone resistente, puro, che nella sua rugosità diventa seta preziosa, nella suo modo di proporsi pregiato e ricercato.
Terzo l’animo, assolutamente leggero, che cerca nei capi basici, dai colori neutri e dai tagli e dalle proporzioni asimmetriche – come le scollature esagerate, i giromanica low cut, le felpe che non arrivano all’ombelico – quel fascino accogliente e distratto del grunge, che nel non prendersi troppo sul serio diventa irrimediabilmente sexy e on-the-go.

“Non m'interessa”, scrive lo stilista sul suo sito, “la donna che si veste bene per andare ad un evento speciale. Tutte possono farlo. Quello che mi intriga è come veste la donna nel suo tempo libero, quando si nasconde nella sua routine quotidiana, tra i suoi doveri e obblighi, manie e vizi”.

Una donna che tutti i giorni vive e respira, si muove e lavora, ride e soffre, di là dai riflettori e dalle copertine, aggiungerei.
Una donna proprio come me, che vi scrive dalla sua stanza in un paesino di provincia e un come voi, che mi leggete dalla vostra camera in un palazzo di città. Questa collezione -ed è forse il motivo principale per cui ci piace tantissimo- è pensata anche per noi.
Grazie Alex!