Se c’è un merito che va attribuito ad Instagram è averci ricordato la bellezza, il mondo che si nasconde in una foto. Anche e ancora di più in un’immagine analogica, nelle polaroid dei vecchi album di famiglia, nei ritratti dai colori saturi di icone del passato, negli editoriali dei vecchi numeri di Vogue, nei raffinatissimi e potenti scatti in bianco e nero dei maestri della fotografia, quelli in cui la luce o la sua assenza scolpiscono una storia. Ogni frammento scatena un effetto nostalgia che ha il sapore della riscoperta, di un tempo che abbiamo vissuto o di cui vorremmo catturare l’estetica. Questo è il romanticismo social che abbraccia Maria Fi nel suo account Instagram @analogvibes.

 

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#photography by #kevincummins 1995 #pjharvey #90s #portrait

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Questa visual merchandiser di origine kazaka con base a Colonia fonde con un gusto estetico coinvolgente icone dell’arte come Frida Kahlo, Yayoi Kusama, Helen Frankenthaler, Tracey Emin e Georgia O 'Keefe con star dell’indie anni ’90 come PJ Harvey, Björk, Fiona Apple e Chloë Sevigny, ma anche con scatti fashion e di fotografi leggendari come Helmut Newton, Martin Parr, Juergen Teller e Glen Luchford. Il risultato è un tesoro di istantanee, ispirazioni che Fi mette insieme seguendo il mood del momento e le cose interessanti che trova in giro.

"È un mix di persone o fotografi che ammiro. Semplicemente mi diverto a condividere scoperte che mi stimolano in un particolare momento, è spontaneo."

Racconta. Tutto è spontaneo, sì, ma non casuale. Perché dietro i suoi post c’è un filo appena visibile che rende il tutto omogeneo, interessante, irresistibile e delizioso. Può essere un colore, un giallo ocra, una pennellata di rosso, un fumoso lilla o un rosa che unisce l’ombretto di Amber Valetta per un editoriale Harper's Bazaar del 1998 ad un ritratto di Yayoi Kusama nel suo studio di New York. Curiosate tra le scelte di @analogvibes e lasciatevi conquistare.

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#photo by #juergenteller 2012 #mariaclaraboscono for #flair

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In 1996, Tracey Emin lived in a locked room in a gallery for fourteen days, with nothing but a lot of empty canvases and art materials, in an attempt to reconcile herself with paintings. Viewed through a series of wide-angle lenses embedded in the walls, Emin could be watched, stark naked, shaking off her painting demons. Starting by making images like the artists she really admired (i.e. Egon Schiele, Edvard Munch, Yves Klein), Emin’s two-week art-therapy session resulted in a massive outpouring of autobiographical images, and the discovery of a style all her own. The room was extracted in its entirety, and now exists as an installation work. _______________ #ph unknown #traceyemin "Exorcism of the Last Painting I Ever Made" 1996 #art #90s #paintings #artwork #nude

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#photo by #mariosorrenti #katemoss #editorial #vogue

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Photography by @harleyweir

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#photo #photography by #glenluchford 1995 #björk #rikamagazine

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