
Usereste un flip phone per 30 giorni? L'ennesima trovata dell'internet per cercare di mitigare la dipendenza dai cellulari
Meditazione, journaling, ritiri silenziosi e libri come Il mio Anno di Riposo e Oblio sono diventati un fenomeno culturale diffuso in risposta all’epidemia del brain rot. Sebbene il nome possa spaventare, non si tratta di una malattia clinica, ma di una condizione di deterioramento dello stato mentale di una persona in seguito alla sovraesposizione ai social media e ad altri contenuti online. Negli Stati Uniti, Dazed riporta che stanno emergendo iniziative come Month Offline, un programma di trenta giorni che invita i partecipanti a sostituire lo smartphone con un flip phone, incontrarsi settimanalmente e riscoprire attività creative lontano dallo schermo. Si tratta di un esperimento collettivo che rende evidente quanto il bisogno di disconnessione stia diventando una vera e propria esperienza condivisa.
Nei 30 giorni della challenge, i partecipanti hanno recuperato pratiche analogiche del passato, rinnegando l'avanzamento tecnologico degli smartphone. Privi di grafiche colorate, di Instagram e di TikTok, i dumb phone contengono poche funzioni come le chiamate, i messaggi e la fotocamera. Il mercato della telefonia si trova dunque di fronte a un nuovo capitolo: da un lato, la Apple continua a sfornare nuove edizioni dell’iPhone, con l’aggiunta di intelligenza artificiale e altre tecnologie all’avanguardia, dall’altro alcuni brand stanno sfruttando l’interesse dei giovani per i dumb phone lanciando nuovi prodotti.
La passione della Gen Z per i flip phone
@kelseynormanight The pros and cons of switching to a flip phone! I’ve been using this for two years now as my way of detoxing from the scroll and I still am in love. But there are some things to consider before you’re doing the switch. For example, personally I don’t think I could ever fully switch to a flip phone because I make social media content and even for basic things like banking etc it’s a lot harder. But it is a wonderful tool for lowering your screen time if a time limit app just isn’t enough! This is the LG Smart Flip which I got on eBay! #digitaldetox #flipphone Chopin Nocturne No. 2 Piano Mono - moshimo sound design
Negli Stati Uniti, le vendite di flip phone hanno cominciato ad aumentare nel 2022 - non appena finito il lockdown della pandemia Covid-19 - e da allora la Nokia ha continuato a vendere milioni di dispositivi dei primi anni 2000. Insieme alla casa produttrice di punta del y2k, altre aziende come Punkt e Light hanno risposto alla tendenza, lanciando sul mercato opzioni dall’estetica minimalista. Si tratta di dispositivi «creati per semplificare la tua vita e aiutarti a focalizzarti su ciò che conta davvero», legge il sito di Punkt, un’azienda nata nel 2008 che afferma di aver creato il primo smarter phone al mondo.
Per 599 euro, il MC02 è un telefono fornito di display che vanta, oltre a favorire un’interazione «conscia» con la tecnologia e internet, un livello potenziato di protezione dei dati. Il telefono ha da poco integrato Threema, un’app di messaggistica sviluppata attraverso il software svizzero Apostrophy per la privacy degli utenti.
Le nuove alternative agli iPhone
Mentre in Svizzera Punkt prova a rivoluzionare il mercato telefonico europeo, in America una start-up propone un’alternativa agli iper-connessi connazionali iPhone. La Light è un’azienda nata a Brooklyn nel 2015 che ha da poco svelato la terza edizione del proprio dumb phone, il Light Phone III. Per 600 dollari (circa 520 euro) verrà lanciato sul mercato a luglio. Negli ultimi mesi la start up ha avviato una campagna mirata per la pubblicizzazione del prodotto, che può solo chiamare, mandare messaggi, fare foto, seguire le mappe o riprodurre musica e podcast.
A differenza di Punkt, su questo telefono non ci sono app per le email, non c’è neanche un App Store. In un articolo del New York Times in cui si racconta la sua settimana provando il nuovo dispositivo, il giornalista Brian Chen spiega che all’inizio «Mi ha ricordato i tempi più semplici, quando usavamo i telefoni soprattutto per conversare, prima di metterli via per concentrarci su altre attività». Dopo poco, però, si è reso conto che non riusciva a fare alcune cose che adesso sono accessibili solo tramite smartphone. Il problema è che, spiega Chen, «la società nel suo complesso è diventata dipendente dalle funzioni avanzate degli smartphone».
Accanto a questi dispositivi radicalmente minimalisti, si sta facendo strada anche una terza via: quella degli smartphone che cercano di ridurre la dipendenza senza rinunciare completamente alle funzionalità avanzate. È il caso del Nothing Phone, sempre più popolare tra i più giovani grazie al suo design trasparente e a un’interfaccia essenziale che prova a restituire un rapporto più consapevole con la tecnologia, senza però arrivare all’estremo dei dumb phone.
Combattere il brainrot
Sebbene strumenti come i dumb phone possano certamente offrire un valido aiuto a tutti quelli che pensano di essere vittima del brain rot, la scelta migliore per chi vuole imparare a interagire con la tecnologia in maniera consapevole continua a essere spegnere il dispositivo - qualsiasi esso sia. Se il colpevole della nostra dipendenza è la società, che ha reso impossibile la vita senza smartphone, allora acquistare un secondo telefono non può essere una risposta sostenibile al problema, anzi. Proprio perché siamo condannati a una vita con un dispositivo smart, averne un altro non potrà mai estinguere davvero le nostre ansie. Per fortuna c’è la modalità aereo, ci sono le ferie e ci sono i posti in cui il telefono non prende, dispositivi per cui, per adesso, non c’è prezzo.










































