Ci sono artisti (ma vale anche per le persone) così importanti che, a volte, anche solo per un attimo, è bello dimenticarsene. Giusto il tempo di un lungo respiro. Abbastanza per incontrarli di nuovo come fosse la prima volta. Lasciare che, improvvisamente, un piccolo dettaglio li riporti alla memoria, investendoti di emozioni tali da farti sentire come quando ti sei innamorato di loro per la prima volta. È questo il regalo che riceverà chi, sabato 1 dicembre 2018, si troverà in giro per Bologna, a ripercorrere le tracce, le opere e la vita di Concetto Pozzati. Non una data a caso, ma il giorno in cui ricorre la sua nascita, che, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, offre l’occasione di respirare la sua essenza, ammirandone il lavoro e ascoltando pezzi di vita dell’artista che ha fatto nascere la pop art in Italia grazie a quadri iconici come Pera. A scandire il ritmo di questo “Pozzati day” sono tre luoghi per lui significativi: il MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna), l’Accademia di Belle Arti, e la Galleria de’ Foscherari.

 

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È il 1963 quando qui, per la prima volta, l’eclettico artista presenta una propria opera: Grande spettacolo ortogonale, un dipinto di vaste dimensioni, allo stesso tempo personale e collettivo, realizzato “live” lavorando a fianco di Pirro Cuniberti e Luciano De Vita. L’anno successivo, con la prima personale, si sigilla tra l’uomo e la galleria un rapporto costruito su comunanza di visioni, condivisione di passioni, fedeltà di impegno. È un affiatamento fatto di mille incontri e idee, tanto indissolubile da durare mezzo secolo e destinato a continuare ancora oggi. Tra il 1964 al 2014, la de’ Foscherari ha ospitato 16 mostre di Pozzati e, ora, trasforma quella che sarebbe dovuta essere la numero diciassette (annullata a causa della dipartita del pittore) in un’esposizione antologica dell’artista intitolata Lungo gli anni… Concetto Pozzati alla de’ Foscherari. Come? Attingendo dal serbatoio delle sue opere presentate negli anni presso lo spazio bolognese: un dipinto per ciascuna delle 16 mostre che vi si sono tenute, più uno inedito, estratto dall’ultimo gruppo di quadri, ispirati all’evocativa “figura” della Vulva, su cui stava lavorando. 

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Un altro appuntamento da non perdere durante il Pozzati Day sarà alle ore 17 presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Bologna (via delle Belle Arti 54), proprio dove Concetto Pozzati è stato titolare per anni della cattedra di Pittura.

"Mio padre era anche un grande oratore e scrittore… le sue lezioni erano frequentatissime… la sua era un’aula dove lui non dirigeva, ma soprattutto ascoltava. E imparava. Era convivio, accademia, quello che adesso chiameremmo factory o working space. Era quasi come se lui traesse insegnamento dai suoi studenti"

ha raccontato il figlio Jacopo in una recente intervista. Quella stessa atmosfera verrà rievocata da tanti suoi ex studenti e personaggi noti, da Vittorio Boarini a Emidio Clementi, che leggeranno i suoi scritti. Ci sarà anche la proiezione di Via Zamboni 57, un mini film di Maurizio Finotto girato nell’atelier dell’artista.

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Tra tutte queste occasioni speciali per immergersi nel mondo di quello che è stato definito “il corsaro della pittura”, la prima sarà alle 12:00 presso la Biblioteca Emeroteca del MAMbo. Qui verrà inaugurato il Fondo Concetto Pozzati, una nuova sala dedicata interamente alla raccolta di circa 4000 volumi tra cataloghi d'arte e saggi, scelti e collezionati dall'artista nell’arco della sua vita, donato al MAMbo dai figli del’uomo, Maura e Jacopo Pozzati, e reso così accessibile al pubblico. Sono queste le tappe di un giorno unico, l’occasione per scoprire una persona e personalità gigante dell’arte internazionale che descriveva il suo lavoro con queste parole:

“Vengo dall’informale, poi ho tentato di modificare macchie e corrosioni, muri e stratificazioni in fantasmi organici. Figuralità, dicevano e non (nuova) figurazione. Rendere cosa il fantasma e fantasma la cosa. Tutto era fantasma tutto era cosa-figura ma tutto era presentato mai rappresentato”.