Louvre, d’Orsay, Centre George Pompidou, Rodin … sono solo alcuni dei musei più interessanti di Parigi, spazi che racchiudono al loro interno tesori inestimabili,veri e propri pezzi di storia dell’arte. Negli ultimi anni, precisamente dall’Ottobre del 2014, a tutti questi si è aggiunta la Fondazione Louis Vuitton.

Pensata come “simbolo della profonda tradizione culturale francese”, la struttura è stata realizzata dall’architetto canadese Frank Gehry e si erge come un enorme e maestoso veliero d’acciaio che naviga nel sedicesimo arrondissement, tra gli alberi del parco del Bois de Boulogne, a fianco del Jardin d’Acclimatation e i grattacieli di La Défense.

"Ciò che mi ha ispirato è stata l’idea di costruire un edificio di vetro nel Bois, altrimenti avrebbe potuto facilmente sembrare invasivo" - ha spiegato l’archistar esponendo il progetto - "Siamo dovuti giungere a qualcosa di evanescente, in considerazione delle restrizioni e dei limiti dimensionali imposti, ma quando abbiamo presentato questo progetto, tutti hanno dato la loro adesione ed è stato approvato. Era costoso, ma non si poteva fare altrimenti".  

Così è nato un edificio audace, di 12mila mq e 48 metri di altezza, che si sviluppa su una superficie di 11.000 mq, di cui 7.000 accessibili al pubblico, per un investimento di oltre 100 milioni di euro. Iceberg, casa di vetro, nuvola, barca. Tanti nomi per definire una costruzione resa unica da12 giganteschi pannelli curvi di vetro trasparente, collegati tramite un elaborato intreccio di travi d’acciaio e di legno, che le sostengono e si staccano da un corpo bianchissimo in cemento.

Proprio queste vele realizzate assemblando 3600 pannelli di vetro ispirate al procedimento dadaista del collage e alle grandi serre di fin de siècle, riflettendo come uno specchio l’ambiente circostante, catalizzano l’attenzione di chi osserva la Fondazione.

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Con questo espediente Gehry ha cercato di “umanizzare il materiale per dare all’insieme il senso del movimento, una forma scultorea in grado di portare il pubblico verso un altro tipo di esperienza, aperta all’arte”. 

Nel 2016 l’opera del celebre architetto ha spinto ancora oltre questo concetto trasformandosi in installazione temporanea intitolata L’Observatoire de la lumière, grazie all’artista Daniel Buren. L’uomo, famoso per colorare tutto ciò che tocca, dai ponti ai palazzi, ha coperto le lastre di vetro della Fondazione LV con filtri colorati di rosso, rosa, blu, verde, giallo e arancione.

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Se siete rimasti affascinati dall’architettura della Fondazione Louis Vuitton, siete a Parigi e volete visitarla sappiate che in questo periodo ospita Being Modern: MoMA in Paris, una mostra dedicata ad una vasta selezione delle più importanti opere d'arte ospitate al MoMA dalla sua apertura nel 1929 ad oggi, pezzi di artisti come Walker Evans, Gustav Klimt, Max Beckmann, Alexander Calder, Paul Cézanne, Marcel Duchamp, René Magritte, Pablo Picasso, Paul Signac e molti altri ancora.

 

images via archdaily