A nessuno è piaciuto il matrimonio di Taylor Swift Ma nessuno l'ha visto

Cosa succede quando la pop star più famosa al mondo si sposa? Succede che il Madison Square Garden di New York viene barricato per due giorni, diverse aree di Manhattan sono completamente chiuse al pubblico, Paul McCartney canta per la prima volta in sessant’anni I Want to Hold Your Hand dei Beatles, le più grandi celebrity dello star system sono riunite per 48 ore di festeggiamenti e gli sposi vestono custom Dior Haute Couture disegnato da Jonathan Anderson.

È questo il recap di quanto sappiamo per ora sullo sposalizio tra Taylor Swift e Travis Kelce, la coppia più americana della storia, che lo scorso 3 luglio hanno detto «sì». Tra milioni di meme nati online, con gli stessi swiftie che hanno ripudiato le scelte della star (un tweet legge «she was always corny but never tacky»), il matrimonio più atteso dell’ultimo decennio è diventato immediatamente uno dei momenti più controversi dell’internet contemporaneo

Cosa sappiamo sul matrimonio di Taylor Swift 

@nypost

It's official! Taylor Swift and Travis Kelce are in their newlyweds era. MSG confirmed the news with a massive sign that read, “JUST&T MARRIED!” : Christopher Sadowski / New York Post

original sound - New York Post | News

Stando a quanto ricostruito dalla BBC, il matrimonio di Taylor Swift e Travis Kelce è stato organizzato con un livello di segretezza mai visto prima. Il Daily Mail aggiunge che l’intero allestimento sarebbe costato tra i 10 e i 15 milioni di dollari e che l’evento sarebbe stato ripreso integralmente da una troupe, alimentando le speculazioni su un futuro documentario o film ufficiale. Gli invitati, circa un migliaio, hanno firmato accordi di riservatezza prima ancora di ricevere l’invito e hanno dovuto consegnare i telefoni all’ingresso, mentre l’intera area intorno al Garden è stata blindata da un apparato di sicurezza paragonato da molti a quello di un aeroporto. 

A condividere la serata con gli sposi c’erano praticamente tutti i nomi che hanno accompagnato l’ascesa di Swift: Paul McCartney, Stevie Nicks, Ed Sheeran, Selena Gomez (vestita in custom Oscar de la Renta), Sabrina Carpenter, Camila Cabello, Gwen Stefani, fino a Steven Spielberg, Bradley Cooper, Dakota Johnson, Hugh Grant, Zoë Kravitz, Lena Dunham, oltre a figure dello sport (gli invitati dello sposo, insomma). La cerimonia è stata officiata da Adam Sandler, mentre pochi momenti dopo il sì, i billboard fuori dal MSG si sono illuminati con la scritta «JUST T&T MARRIED» e l’Empire State Building è stato illuminato di blu in loro onore. 

Tutte le critiche sul matrimonio di Taylor Swift e Travis Kelce

Più che del matrimonio in sé, dato che senza foto e senza testimonianze effettive era difficile giudicare, l’internet ha colpito direttamente le scelte di gusto di Swift. Nel giro di poche ore il dibattito si è spostato dalla cerimonia all’estetica: il Madison Square Garden era una scelta geniale o semplicemente pacchiana? Con il patrimonio di Taylor Swift non sarebbe stato più elegante sposarsi al Met (se ci teneva così tanto a sposarsi a New York) o affittare un’isola privata? Mille invitati sono troppi? Negli ultimi dodici mesi abbiamo visto  matrimoni come quelli di Dua Lipa e Charli xcx, celebrati tra abiti couture, location da cartolina e moodboard finite direttamente su Pinterest; quello della mega star, invece, è stato tutto tranne che aesthetic.

Un paradosso, considerando che Swift non ha mai costruito la propria carriera sull’essere una fashion icon, anzi forse quasi il contrario. A differenza di molte sue contemporanee, la sua immagine è sempre stata legata più al racconto di sè che all’estetica. In Miss Americana, il documentario del 2020 sulla vita della star, raccontava quanto fosse impossibile rincorrere l’approvazione di tutti e quanto, al di fuori delle occasioni ufficiali da pop star, Swift preferisca vivere in onesie con orecchie di gatto.

Come sottolinea anche Vogue Business, oggi i celebrity wedding sono diventati potenti macchine culturali, capaci di dettare tendenze e generare milioni di dollari di visibilità per i brand coinvolti. Eppure il caso Taylor Swift sembra seguire un’altra logica: quella di una popstar che, pur essendo la più grande della sua generazione, continua a essere giudicata per ciò che non ha mai preteso di rappresentare. Perché comunque essere la celebrity più famosa del mondo non significa necessariamente avere buon gusto.

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