Elon Musk e il suo chatbot continuano a collezionare scandali Lo dimostra l'ennesima causa intentata nei confronti del tool, per via di sue passate controverse funzionalità

Di recente tre giovani donne hanno avviato una causa legale in California contro xAI, l’azienda di intelligenza artificiale fondata nel 2023 da Elon Musk. Il caso riguarda la creazione di immagini sessualmente esplicite generate con l’intelligenza artificiale a partire da fotografie reali delle persone coinvolte, senza il loro consenso. Le immagini manipolate sarebbero state prodotte con Grok, il chatbot sviluppato da xAI e integrato su X.

@thetimes

Laws to criminalise non-consensual sexual deepfakes will be brought into force this week after digital “undressing” by Elon Musk’s Grok AI chatbot prompted concerns. Women were stripped without their consent and child abuse images created by the tool have been discovered on the dark web, causing an international row. Now, Ofcom is investigating X for possible breaches of the Online Safety Act, which requires it to take down illegal content and prevent users from seeing deepfake nudes. Click the link in bio to read more #Grok #ai #deepfakes #feminism

original sound - The Times and The Sunday Times

Come riporta la BBC, una delle tre ragazze che ha sporto denuncia – due delle quali sono minorenni – ha raccontato di aver scoperto l’esistenza delle immagini che la ritraevano dopo aver ricevuto su Instagram un messaggio anonimo che la indirizzava verso alcuni file condivisi su Discord, una piattaforma online che permette agli utenti di creare server privati e chat in cui scambiarsi messaggi, immagini e video. Nello stesso portale, secondo quanto emerge dalle indagini, circolavano anche immagini simili generate con Grok che ritraevano almeno altre diciotto ragazze minorenni.

Gli avvocati delle tre giovani sostengono che in questo caso la responsabilità della violazione non debba essere attribuita esclusivamente all’utente che ha creato e diffuso le immagini manipolate, ma anche alla stessa xAI – che ha fornito la tecnologia per farlo. Secondo quanto sostiene l’accusa, l’azienda di Musk avrebbe introdotto queste funzioni con l’obiettivo di aumentare il numero di utenti attivi su Grok, e di conseguenza iscritti ad X, pur essendo consapevole dei possibili usi impropri del tool.

I casi giudiziari contro Grok

Quella californiana non è l’unica vicenda giudiziaria che coinvolge indirettamente Musk. A febbraio la polizia francese ha perquisito gli uffici parigini di X, nell’ambito di un’indagine avviata dalla procura locale l’anno scorso, dopo una segnalazione del parlamentare Eric Bothorel, esponente di Renaissance, il partito centrista del presidente Emmanuel Macron. Tra gli elementi esaminati nell’inchiesta c’è anche la funzione di Grok – nel frattempo disattivata – che per l'appunto permetteva di modificare le fotografie condivise sulla piattaforma "spogliando" le persone ritratte. La procura ha inoltre fatto sapere di aver convocato a Parigi per un colloquio lo stesso Musk e Linda Yaccarino, che è stata amministratrice delegata di X dal 2023 al 2025.

Alle indagini su Grok aperte negli Stati Uniti e in Francia si aggiungono quelle già avviate in Australia e Regno Unito, mentre Indonesia e Malaysia ne avevano direttamente bloccato l’accesso. Anche in India il ministero dell’Informatica ha fortemente criticato la sezione locale di X, accusando la piattaforma di aver incentivato la diffusione di contenuti sessualmente espliciti. In seguito alle pressioni ricevute, a gennaio xAI ha fatto sapere di aver introdotto nuove impostazioni volte a impedire la funzione di Grok che consente di modificare le immagini di persone reali per mostrarle «in bikini o in abiti succinti», si legge in un comunicato dell'azienda.

Da dove arrivano questi scandali

@bbcnews Ashley St. Clair, the mother of one of Elon Musk’s children, says she feels ‘incredibly violated’ by images generated by the AI chatbot Grok. #Grok #AI #ElonMusk #BBCNews original sound - BBC News

I software basati sull’intelligenza artificiale in grado di “spogliare” digitalmente i soggetti nelle fotografie sono chiamati "nudifiers": esistono da alcuni anni, ma finora erano rimasti confinati per lo più negli angoli remoti di Internet. L’introduzione su X – che conta oltre 500 milioni di utenti mensili – di una funzione che replica il funzionamento dei "nudifiers", sfruttando per l'appunto il chatbot Grok, ha ampliato significativamente la diffusione online dei contenuti artificiali sessualmente espliciti e non consensuali, con tutte le conseguenze del caso per le persone coinvolte.

Tutto ciò ha generato molte polemiche e discussioni a livello globale sulla tutela della privacy e sulle responsabilità della piattaforma di Musk, e dello stesso imprenditore, nella circolazione di materiale così problematico.Musk, con un patrimonio stimato di quasi 840 miliardi di dollari, è a oggi la persona più ricca del mondo, perciò – vista la sua posizione sociale e le risorse a disposizione – ci si aspetterebbe da lui una qualche forma di filantropia. 

Invece, negli ultimi anni ha collezionato uno scandalo dopo l'altro, innanzitutto acquistando Twitter e facendola diventare una piattaforma – rinominata X – dove viene favorita la circolazione di contenuti controversi, peraltro molto vicini alle correnti politiche di estrema destra. Non stupisce quindi che, alcuni mesi fa, l’agenzia di stampa Reuters nell'analizzare le richieste inviate a Grok ha rilevato che, in soli dieci minuti, erano stati registrati più di 100 tentativi di modificare fotografie per mostrare le persone ritratte in bikini.