5 cose da aspettarsi dalla Paris Fashion Week FW26 Menswear Parigi non delude mai

Dopo quattro giorni pieni a Milano, tra sfilate innevate, presentazioni teatrali, party e after party diventati ultravirali sui social, domani inizia finalmente la Paris Fashion Week Menswear per la stagione FW26. Ed è proprio qui che la fashion season entra davvero nel vivo: con 35 sfilate e una trentina di presentazioni in programma dal 20 al 25 gennaio, l’attenzione del fashion system si concentrerà interamente sulle nuove collezioni uomo, prima di spostarsi sull’alta moda. A differenza dello scorso anno, però, i debutti sono pressoché assenti, ciò non significa che l’hype sia venuto meno, anzi: questa volta l’attenzione sembra spostarsi più sul vestiario i che sugli show. Se siete curiosi, ecco cinque cose da aspettarsi dalla Paris Fashion Week FW26 Menswear.

Il nuovo minimalismo

Se Londra sperimenta e Milano resta ancorata alla tradizione, Parigi e New York si contendono il titolo di capitale del minimalismo. Ma non quello noioso o da quiet luxury: qui si parla di un nouveau minimalismo che gioca con i materiali e con nuove forme di sartorialità, pur mantenendo una forte carica sensuale. A guidare questa corrente ci sono Auralee, Lemaire e SSSTEIN, tutti brand che presenteranno collezioni co-ed durante questa PFW. Gli spoiler, per ora, sono pochi: l’unica certezza è che la FW26 di Lemaire sembra ispirata allo sguardo, come suggerisce il titolo della collezione, «mine eyes».

Il secondo show di Jonathan Anderson per Dior Homme

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Il designer più “employed” del sistema moda apre l’anno con due appuntamenti a distanza di pochi giorni. Mercoledì 21 gennaio Jonathan Anderson presenterà la sua seconda collezione per Dior Homme, mentre lunedì 26 debutterà nell’Haute Couture. Nonostante un’agenda che conta circa 18 collezioni all’anno, il suo menswear resta uno dei momenti più attesi del calendario. Nel debutto dello scorso giugno, infatti, Anderson aveva intercettato con precisione alcuni dei trend che hanno segnato l’ultimo anno, dalla napoleon jacket alla quarter zip.

Dries Van Noten tornerà a stupirci?

Tra tutti i debutti del 2025, quello di Julian Klausner da Dries Van Noten è stato forse il più sorprendente. L’ex direttore del womenswear del brand è riuscito a incanalare con grande precisione l’essenza del designer belga, tanto da essere definito da molti come il suo “successore perfetto”. Sulla seconda collezione non è ancora trapelato nulla, ma le aspettative restano alte e l’auspicio è che il livello dell’esecuzione rimanga altrettanto solido.

Gli show per eccellenza

A Parigi, però, alcuni nomi vanno oltre la semplice sfilata. Martedì 20 gennaio tocca a Pharrell con Louis Vuitton, che ha già iniziato a teaserare la moodboard della collezione sul profilo Instagram @skateboard (sembra esserci tantissima attenzione sulla classica Speedy). Venerdì 23 sarà invece il turno di Willy Chavarria, con Eterno, una collezione ispirata alla crocifissione di Gesù e accompagnata, a quanto pare, da uno short film dedicato alla House of Chavarria. A chiudere il gruppo c’è KidSuper: secondo quanto anticipato da Colm Dillane sui social, è lecito aspettarsi una collaborazione importante con Jordan.

Jacquemus chiude la PFW

Per Simon Porte Jacquemus, questa FW26 assume il valore di un ritorno ciclico. Il brand parigino tornerà infatti a sfilare al Musée Picasso, la stessa location che nel 2017 aveva ospitato la presentazione della Chiquito. Un richiamo al passato che però guarda avanti, perché per la prima volta Jacquemus chiuderà ufficialmente la Paris Fashion Week. Un passaggio simbolico che segna una nuova fase per il brand e ne conferma la centralità nel calendario parigino.