5 cose da aspettarsi dalla Milano Fashion Week FW26 Men’s Quattro giorni che aprono le danze della prima fashion season dell’anno

Bentornata fashion season, bentornata Milano Fashion Week. E sì, perché mentre le porte della Fortezza Da Basso a Firenze si chiudono, l’intero fashion system si sposta dal Pitti a Milano. Eppure, viene ancora da chiedersi quale sia oggi il senso della moda uomo, dato che il calendario, stagione dopo stagione, diventa sempre più scarno, tra chi opta per show co-ed e chi preferisce volare direttamente a Parigi.

Nondimeno, la stagione FW26 si apre con alcune novità significative e una rinnovata attenzione verso i giovani designer emergenti. Che il 2026 fosse un anno cruciale per Milano lo si sapeva già, con le Olimpiadi a poco più di venti giorni di distanza, ma riuscirà la moda milanese a incarnare davvero questa energia e a tradurla in un cambiamento concreto? Le risposte arriveranno solo nei prossimi giorni.

Ecco, dunque, cinque cose da aspettarsi dalla Milano Fashion Week Men’s FW26.

Il ritorno di Ralph Lauren a Milano

Dopo 24 anni di assenza, Ralph Lauren torna a sfilare a Milano con la sua collezione uomo. Una notizia accolta con una certa sorpresa, soprattutto in un momento storico in cui molte Maison scelgono sempre più spesso di sfilare negli Stati Uniti anziché in Europa. Le ragioni di questo ritorno potrebbero però essere legate agli imminenti Giochi Olimpici, considerando che è proprio il brand newyorkese a vestire il Team USA. Al momento, della collezione si sa ancora poco: l’unica certezza è che la sfilata si terrà domani, venerdì 16 gennaio, a Palazzo Ralph Lauren, in zona Porta Venezia. 

PDF chiude la MFW

L’influenza di Domenico Formichetti sulla moda maschile milanese (e non solo) è ormai difficile da ignorare. PDF è passato dall’essere l’underdog dello streetwear, spesso percepito come corpo estraneo in un calendario dominato dall’alta sartoria, a diventare uno degli appuntamenti più attesi della settimana. Un percorso che trova la sua consacrazione simbolica proprio in questa stagione, con PDF chiamato a chiudere la Milano Fashion Week lunedì 20 gennaio. 

Gli 80 anni di Brioni

Il 2026 segna un traguardo importante per Brioni, che celebra 80 anni di storia. Un anniversario che arriva in un momento delicato per la moda uomo di lusso, sempre più divisa tra heritage e necessità di rinnovamento, che troverà culmine con una presentazione apposita. Un’occasione per riflettere sul ruolo contemporaneo dell’eleganza maschile e sul modo in cui una sartoria storica può continuare a essere rilevante senza snaturare il proprio linguaggio. 

La seconda sfilata di Lessico Familiare

Per Lessico Familiare questa FW26 segna un ritorno importante. Il brand, infatti, non sfilava a Milano dalla FW23 e nel corso dell’ultimo anno aveva scelto una strada diversa, optando per un evento durante il calendario donna di febbraio per presentare Abbecedario, un progetto editoriale che aveva spostato il focus dal prodotto al racconto. La collezione co-ed sembra essere intitolata New Age, da quanto sembra trasparire dal post ufficiale pubblicato su Instagram, e sembra trarre ispirazione dalla spiritualità, dalla luna e dalle stelle, con un twist alla Carolyn Bessette Kennedy.

I debutti di Domenico Orefice e Victor Hart

Questa edizione della Milano Fashion Week Men’s guarda con particolare attenzione ai debutti, confermando una volontà sempre più esplicita di rinnovare il proprio ecosistema creativo. Tra i nomi più attesi c’è quello di Domenico Orefice, che dopo aver vestito alcuni dei nomi più rilevanti della scena rap italiana, da Marracash a Geolier, la FW26 segna il suo debutto ufficiale nel calendario milanese. Accanto a lui, spicca anche Victor Hart, uno dei designer basati a Milano più interessanti del momento. Il suo lavoro intreccia la tradizione della sartoria italiana con riferimenti al black dandism, dando vita a un’estetica stratificata e culturalmente consapevole.