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Le sneaker stanno diventando mules

Per non rinunciare alle sneaker nemmeno durante l'estate

Le sneaker stanno diventando mules Per non rinunciare alle sneaker nemmeno durante l'estate

Arriva l’estate, aumenta il caldo e cresce la voglia di comodità. Ogni movimento diventa di troppo, ogni sforzo si trasforma in una goccia di sudore i nostri outfit, come è giusto che sia, si adattano alle necessità. Sarà per questo che negli ultimi mesi molte sneaker hanno iniziato a trasformarsi in mules, eliminando di fatto la parte posteriore della scarpa che nei mesi più caldi sembra intrappolare il nostro piede all’interno di strati di plastica, pelle o suede. L’ultimo a farlo, in ordine di tempo, è stata Balenciaga, che ha trasformato la sua iconica Triple S nella scarpa la cui origine risalirebbe addirittura all’Antica Roma, quando il termine "mulleus calceus" veniva utilizzato per descrivere le calzature rosse o viola indossate dai senatori romani e che oggi ha assunto le fattezze di qualsiasi hit sneaker di turno. Sempre Demna, solo qualche settimana fa aveva riservato lo stesso trattamento alle 3XL e alle HD, ma anche le celeberrime Track non erano sfuggite alla trasformazione.

Solamente poche settimane fa, MM6 Maison Margiela e Salomon hanno rivelato il nuovo capitolo della loro collaborazione, inclusa una versione mules delle XT-4 parte della collezione Resort 2024 del brand che, con il suo fratello maggiore, non aveva mancato di trasformare anche le iconiche Replica. Qualcosa di simile aveva fatto anche Martine Rose nella sua collaborazione con Nike, trasformando in un paio di mules uno dei modelli più iconici nel brand di Beaverton, le Shox, riproposte in una nuova colorway solo pochi giorni fa durante lo show della designer nella London Fashion Week. La lista ovviamente non si ferma qui e comprende, solo per citarne alcuni, anche Golden Goose con una versione mules delle Space-Star, Acne Studios che aveva invece reinterpretato le sue Leather Slip-On, ma anche Converse, Lanvin, Off-White™, Puma, Nike, adidas e New Balance hanno fatto lo stesso con alcune delle loro silhouette più famose, dalle Stan Smith alle Court Legacy, fino alle 2002RM o alle Out Of Office. Se dovessimo ricercare l’origine di questo fenomeno, probabilmente dovremmo guardare verso il successo delle Birkenstock Boston passate, nel giro di un’estate e di qualche TikTok virale, da zimbello di qualsiasi scarpiera a must-have assoluto dei nostri guardaroba.

Un passaggio che evidentemente ha sdoganato l’idea di un mules che potesse essere lontano dall’idea formale che l’aveva sempre caratterizzato, abbracciando quindi la comodità casual di una sneaker. «I mules sono una scarpa per il tempo libero. Non ci puoi correre, devi indossarli in modo rilassato» aveva dichiarato al The New York Times il co-founder di Mule Boyz Noah Thomas, posizionando di fatto questo strano ibrido tra la sneaker e una scarpa aperta in una posizione inusuale che potrebbe trovare una sua logica nell’annosa questione del mules come scarpa prettamente femminile. Da sempre la sneaker rappresenta l’emblema del footwear maschile, simbolo di una cultura che per anni ha capitalizzato usi e costumi degli acquirenti, radicalizzandoli fino al punto da trasformarlo in un culto. Oggi, proprio mentre le sneaker culture inizia a non essere più quella che abbiamo imparato a conoscere, questa ibridazione dei mules sembra rappresentare il compromesso tra chi, nonostante il fascino della scarpa aperta, non vuole abbandonare l’apparenza di una sneaker.