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L’Unione Europea vuole ridurre il numero di sfilate

Una serie di direttive da applicare entro il 2030

L’Unione Europea vuole ridurre il numero di sfilate Una serie di direttive da applicare entro il 2030

L’Unione Europea, secondo quanto riportato da Pambianco News, si sta impegnando nell’ottica di arginare i processi produttivi inquinanti e gli sprechi energetici all'interno della fashion industry. L’obiettivo sarebbe quello di mettere in atto una serie di provvedimenti per ridurre i palinsesti degli show e spingere i brand di moda a intraprendere percorsi più sostenibili, producendo tessuti che siano durevoli e riciclabili.

La timeline estesa fino al 2030 prevede l’applicazione di una serie di direttive i cui dettagli sarebbero stati anticipati da Vivian Loonela, a capo della delegazione estone dell’Unione Europea. Il quadro relativo all’ambiente e al controllo delle produzione è inoltre confermato dai dati comparsi su Err,  secondo cui nella Ue ogni persona scarta in media circa 11 chilogrammi di tessuti l’anno per la maggior parte vestiti. Per questo, ha spiegato Loonela, la Commissione Ue sta sviluppando «una strategia tessile sostenibile con l’obiettivo di dirottare il maggior numero possibile di articoli dagli scaffali dei negozi e dagli armadi delle persone verso programmi di riciclaggio e riutilizzo entro il 2030». «La moda veloce è meno costosa, ma i prodotti sono spesso di qualità inferiore e hanno un impatto ambientale maggiore» ha concluso Loonela. Scenario condiviso dal vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, responsabile del Green Deal Ue, che alcuni mesi fa aveva detto: «I vestiti che indossiamo dovrebbero durare più di tre lavaggi e dovrebbero essere anche riciclabili». Il programma mira, in sostanza, alla limitazione degli eventi superflui e a un controllo più serrato sulla produzione, nonché a uno smaltimento responsabile dei rifiuti.