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Quando le Birkenstock Boston sono diventate cool

La ciabatta (quasi) ortopedica del tanto amato/odiato brand tedesco sta vivendo una nuova popolarità

Quando le Birkenstock Boston sono diventate cool La ciabatta (quasi) ortopedica del tanto amato/odiato brand tedesco sta vivendo una nuova popolarità

Preparandomi a scrivere di una delle silhouette più discusse e divisive del momento, mi sono accorta di una verità a lungo ignorata. E cioè che mio zio, style icon insospettabile, in quelle vacanze di fine anni Novanta trascorse in Toscana aveva già anticipato un trend che solo oggi ha trovato la sua massima espressione, quello delle Boston di Birkenstock. Fa strano, molto strano, pensare che ci sia anche solo un punto di contatto tra lui, che le Boston le ha sempre portate d'estate e d'inverno, con o senza i calzini, con pantaloni in lino o con pants tecnici di Think Pink (ve li ricordate?), e Kanye West. Sì, proprio Ye, che nella cover di GQ dello scorso aprile era ritratto nella sua tenuta in Wyoming con un paio di clog in suede. La domanda dunque è più pressante che mai: come hanno fatto le Boston a passare da mio zio a Kanye? 

La risposta potrebbe essere più o meno semplice e rientrerebbe in quel grande capovolgimento estetico che ha decretato bello ciò che fino a qualche decennio fa era considerato brutto, svuotando di significato e rivoluzionando dall'interno queste stesse categorie estetiche. È un processo molto comune e diffuso nell'industria della moda, che ha già portato a termine operazioni simili anche con Crocs, o con le Vibram FiveFingers (grazie, Balenciaga), e già con un'altra silhouette di Birkenstock, le Arizona, che dai turisti tedeschi coi calzini bianchi sono passati alle passerelle di Valentino e Proenza Schouler. Ora sembra essere arrivato il turno delle Boston, complice anche una riscoperta dei clog come modello futuristico ma comodo da flexare tanto in giro quanto in videcall, come testimoniano i modelli di adidas by 032c o di 1017 Alyx 9SM, o una versione estremamente simile alle Boston proposta da Zara Home. Nel corso delle ultime stagioni anche le (vere) Boston si sono prestate a varie collaborazioni, da Concepts a Kith, fino a Universal Works e Rick Owens

Per un brand che ha sempre mantenuto un approccio quasi ortopedico verso le proprie calzature, fa strano pensare che oggi quegli stessi clog siano diventati uno staple stilistico non da poco. Una delle espressioni con cui le Boston, silhouette messa in commercio nel 1979, è spesso descritta è Function over Form, una catchphrase che racconta bene la filosofia del brand tedesco, che fa da sempre del comfort e della comodità dei suoi prodotti il proprio marchio di fabbrica. Come ha raccontato David Kahan, CEO di Birkenstock Americas, le Boston furono create per offrire un'alternativa invernale e calda alle silhouette estive del brand, come le Arizona, dando forma ad una calzatura che avesse quello stesso comfort e look, ma una maggiore resistenza termica. La mentalità anti-fashion è stato forse il grande segreto del successo di Birkenstock e delle Boston nei circuiti più esclusivi della moda, portando le scarpe degli hippie, come le aveva definite il New York Times, ai piedi di hypebeast e sneakerhead, un'espansione suggellata anche dalla collaborazione con Stüssy dello scorso anno (dopo quella negata a Supreme qualche anno prima). 

Una silhouette così lineare, pulita, declinata in toni neutri e materiali duraturi e di qualità, dal suede alla pelle, assicurano alla Boston un'aura timeless, classica, perfetta per ogni stagione, dell'anno e della moda. Sono questi dettagli a renderla simile ad altri item che hanno contribuito a formare quel gusto normcore ed essenziale che sta vivendo un grande ritorno in questo presente (post)pandemico. Levi's, spesso vintage, con la gamba dritta, T-shirt bianche di Uniqlo, New Balance 990, giacche Patagonia, è un ecosistema stilistico che guarda al design e alla qualità dei capi, slegandoli da trend passeggeri. In questo senso, l'autenticità e il carattere della creazione di Birkenstock, brand acquisito da LVMH lo scorso gennaio, sono rimaste intatte, ed è stata invece ancora una volta l'industria della moda a trascinare nei propri circuiti e nel proprio linguaggio un item dall'identità unica. 

Non si può infine non includere in questa analisi un collegamento con la pandemia, con il lockdown, e con gli effetti che questi avvenimenti hanno avuto sul nostro modo di vestirci, sul nostro modo di vedere la moda. Quella ricerca di comodità, quel comfort irrinunciabile dopo un anno passato in casa, si ritrovano perfettamente ad una silhouette che, quasi involontariamente, è diventata la ciabatta perfetta per ogni occasione, dalla baita in montagna alla spiaggia passando per i meeting in ufficio. Per la gioia di mio zio.