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Riccardo Tisci rende omaggio alla creatività di Londra nell'ultima sfilata Burberry

La collezione FW19 è una lettera d'amore alla città che ha rivoluzionato la vita del designer

Riccardo Tisci rende omaggio alla creatività di Londra nell'ultima sfilata Burberry La collezione FW19 è una lettera d'amore alla città che ha rivoluzionato la vita del designer

L'highlight della giornata domenicale della London Fashion Week è stato senza dubbio la sfilata di Burberry, la seconda disegnata da Riccardo Tisci. La collezione FW19 non si è discostata molto dalla precedente, non potevano infatti mancare item classici della maison - primo fra tutti il trench - e la tradizionale palette di beige. Questa volta, però, Tisci sembra aver voluto osare di più, riportando in passerella quell'estetica gotica e dark che aveva fatto la sua fortuna da Givenchy. Stagione dopo stagione Tisci sta prendendo coraggio, venendo progressivamente a patti con l'immenso heritage di Burberry, cercando di rivisitarlo, adattarlo e svilupparlo secondo il suo gusto. 

La sfilata, intitolata Tempest, si è svolta all'interno del Tate Museum. Una volta entrati, gli ospiti sono stati fatti accomodare in due sale distinte, diverse per ambiente e arredamento. La prima, più 'rustica' e post industriale, era circondata da un'impalcatura in acciaio su cui giovani ragazzi vestiti con tute, shorts e felpe si sono arrampicati per tutto il corso della sfilata. La seconda sala, invece, era un elegante spazio in legno in cui gli ospiti sedevano su sofisticate sedie bianche, quasi fosse una sorta di cinema privato. Due spazi completamente diversi, quasi opposti, ma comunque complementari.

Il setting, infatti, seguiva il tema dello show, 'Il Regno Unito come Paese di contrasti', sia da un punto di vista politico sia meteorologico. Da una parte Tisci ha voluto affrontare l'attuale situazione politica inglese, a dir poco tesa dopo il voto sulla Brexit, scelta piuttosto inusuale per un designer che non ha mai voluto fare dichiarazioni politiche. Dall'altra, però, la collezione aveva un significato molto più profondo e personale. 

"Dedico questo show ai giovani di oggi, al loro coraggio di urlare per quello in cui credono e alla bellezza nell’esprimere la loro voce. Sarò eternamente grato a Londra per essere stata la città che mi ha aperto gli occhi e la mente e mi ha dato la libertà di scoprire chi sono veramente."

Il rapporto così importante e speciale con la città di Londra è sottolineato ulteriormente nella scelta della colonna sonora della sfilata, affidata a M.I.A., perché incarna “la creatività e l’individualità che sta al cuore di Londra. […] Veniamo entrambi da parti diverse del mondo, ma siamo orgogliosi di chiamare Londra casa nostra, una città che ci ha permesso di esprimerci senza barriere.”

A differenza di quanto accaduto nella sfilata di debutto, Tisci ha voluto aprire lo show con i look più giovani, allontanandosi dai codici della maison. Sfilano in passerella blazer rivisitati, piumini, giacche in pelle, corsetti, stampe colorate, maglie da rugby, tracksuit, bordi in pizzo ed inserti in pelliccia. Lo streetwear si fa sofisticato. Dopo un intervallo di look prevalentemente neri, la seconda parte della sfilata segue più fedelmente la tradizionale estetica di Burberry: trench, gonne plissettate, tailleur monocromatici, una classicità senza tempo resa contemporanea da dettagli inaspettati e inserti come duvet, pelliccia e pelle.

107 look tra uomo e donna in cui la palette ruota intorno al beige, ma si declina anche in verde, rosso, blu, arancione, rosa e nero. Sfilano l’iconico pattern di Burberry rivisitato da Tisci, così come il nuovo logo della maison. Tisci ha debuttato inoltre nuove colorazioni e rivisitazioni della TB Bag, così come la Society Bag, ridisegnata in dimensioni maggiori e in versione uomo. 

Non è passato inosservato il beauty look delle modelle. L’hairstylist Guido Palau si è ricollegato al meteo e al clima Londinese per un look che voleva esserne il riflesso: diverse modelle hanno sfilato con piccoli ricci applicati sulla fronte grazie al gel, per un effetto finale wet-look. Palau si è lasciato ispirare proprio dalla cultura giovanile, ma anche dall’Art Nouveau, in particolare per le linee curve. Acconciature di questo tipo sono elementi ricorrenti e identificativi dei Latinos e della Black Culture in generale, uno stile già visto lo scorso anno da Alexander McQueen, ma anche da Givenchy ai tempi dello stesso Tisci, che aveva portato in passerella un look identico nel 2015. 

Sulla passerella sfilano le top parte del Tisci-clan: Stella Tennant, Natalia Vodianova, Irina Shayk, Mariacarla Boscono e Gigi Hadid