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Dai campi di battaglia allo streetwear: Il trench è tornato

Un capo classico diventano indispensabile per il nostro guardaroba streetwear

Dai campi di battaglia allo streetwear: Il trench è tornato Un capo classico diventano indispensabile per il nostro guardaroba streetwear

“Ma figurati se il trench sta bene con quelle scarpe di plastica! Io ce l’avevo quando avevo vent’anni!” me la sento già mia mamma azzardare consigli da stylist, d’altronde ha ragione, il trench è un abito estremamente classico, la cosa che la mamma non sa è che ora è indispensabile anche per il guardaroba streetwear. Si mamma, il trench è tornato, e lo portiamo con quelle scarpe di plastica.

Quasi tutti le grandi case di moda hanno deciso di reinterpretare questo capo, partendo dalle sue caratteristiche distintive, quelle che gli hanno permesso di imporsi come modello di praticità e funzionalità prima, ma soprattutto come modello di eleganza poi. Partendo dalla sua ideazione a inizio ‘800, arrivando a Kate Moss e Naomi Campbell che lo hanno indossato sulla passerella Vuitton di Kim Jones, abbiamo cercato di spiegarvi cosa state indossando o inevitabilmente indosserete, e perché state facendo bene.

 

 Burberry o Aquascutum?

Partiamo davvero da lontano, nel 1828 i militari britannici indossavano un copricapo in cotone gommato inventato da Charles Mackintosh, con la principale caratteristica di essere meno puzzolenti di quelli dati in dotazione alle truppe inglesi fino a quel momento, poco pratici anche per contrastare gli agenti atmosferici e il campo di battaglia. Techwear, come direbbero oggi Stone Island o Nike. La paternità dell’invenzione del trench Coat così come è strutturato oggi la dobbiamo probabilmente a John Emary, che nel 1853 fondò il brand Aquascutum e un tessuto leggero e impermeabile.  E Burberry? Se il trench è diventato oggi così visivamente presente nella memoria comune lo dobbiamo al brand inglese, che lo ha reso indispensabile e fermo nel tempo, dal 1856 ad oggi, quando il 21enne Thomas Burberry fondò il suo brand, inventando il tessuto gabardina, che piacque subito anche alla classe medio-alta inglese.

Da questo momento in poi il tessuto facilmente impermeabilizzabile si impose e conquistò letteralmente mondo. Fu indossato e utilizzato infatti per fabbricare le tende durante la prima spedizione in Antartide nel 1907. Dopo che anche il Re Edoardo VII lo indossò, al trench coat iniziò ad essere riconosciuto il suo ruolo nel mondo della moda, si aggiunsero dettagli e forme, che partivano comunque da esigenze militari -la principale industria per la quale continuarono a essere fabbricati- e richiedevano caratteristiche, anche estetiche, precise.

 

Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale 

Prima della prima guerra mondiale il trench coat era solo Coat, infatti è il suo uso nelle trincee (trench in inglese ndr) a dargli quel nome. Durante la guerra si definirono anche una serie di elementi oggi essenziali per capire la sua storia. Il colore per esempio. Il modello di Burberry è famoso per la sua versione Khaki (“polvere” in indiano), proprio perché il brand imparò dalla esperienza delle guerre in India, che quella colorazione poteva mimetizzarsi più facilmente con il paesaggio naturale. Nacque la versione “tielocken”, che aggiungeva la cintura, importante poter agganciare pistole, spade o altri oggetti utili in guerra, esattamente la stessa esigenza di praticità che ha portato il trench ad avere tasche ampie. La lunghezza invece è un’altra delle caratteristiche principali di questo capo, è pensata per essere corta abbastanza da non impedire i movimenti ma allo stesso tempo non così lunga da finire del fango. Le ultime caratteristiche del trench sono legate ancora una volta a esigenze belliche, collo alto per proteggere dai gas tossici, che furono inventati durante la guerra, e doppio strato su busto e spalle, per avere più riparo nei punti maggiormente esposti alla pioggia.

 

Una moda di gentiluomini

La competizione tra le industrie sartoriali inglesi contribuì a rendere il Trench, ora noto solo così, un must have per uomini e donne. Dagli anni ’40 vestì le più brillanti stelle di Hollywood, da Bogart a Dietrich e Hepburn, iniziò a rappresentare le aspirazioni della classe media e in modo allargato anche simbolo di patriottismo inglese.

Le passerelle non se ne sono mai private, e nemmeno il guardaroba dei nostri nonni, dal quale li abbiamo tirati fuori, per accorgerci che non sono cambiati, che Slimane, Virgil Abloh, Demna Gvasalia o Prada, pur reinterpretando i dettagli, hanno in realtà rispettato la tradizione e un’eleganza che sembra poter rappresentare un buon anello di congiunzione tra classicità e streetwear. La tribù della moda l'ha fatto proprio, ha distrutto l'ennesimo simbolo di distinzione tra una moda formale e una più spontanea e comunicativa. Se nell'ultimo periodo era stata l'alta moda a utilizzare sneakers o tessuti tecnici, con il trench lo scambio è reciproco, la strada chiede in prestito vestiti di tradizione classica, rispettandoli e valorizzandoli.

La lunghezza del capo è il continuità con il trend dell'oversized, Burberry sta facendo un buonissimo lavoro di comunicazione e le possibilità di rivisitazione del suo design sono infinite. Questi sono i motivi per cui è importante che abbiate un trench coat nel 2018, e anche il motivo per cui i designer hanno deciso di riproporceli in chiave street. È come quando si prova a fare la cover di grande classico musicale, la melodia non può cambiare, bisogna rispettarla e aggiungerci le giuste sfumature. Questo è lo spirito della nuova collezione Les Vêtements de Football, che non poteva fare a meno del trench, e non di certo per mimetizzarsi.