New York by Alexander Hildreth

New York è una città facile da romanzare; il suo street style, ancora di più. Poche metropoli al mondo sono state proclamate capitali della moda e ancora meno sono quelle che riescono a esserlo esprimendo una moltitudine di identità. Il bello della moda newyorkese è che tutte le linee temporali esistono simultaneamente, permettendo una fusione caotica di stili e identità culturali. È una città piena di contraddizioni, di moda e di anti-moda. C'è Margiela in passerella, Allbirds in ufficio, le uniformi di Aritzia a cena e pantaloni da 800 dollari per la prima fila della NYFW. In un centro metropolitano di 8 milioni di persone, non tutti si svegliano con un obiettivo estetico in mente. Molti puntano realisticamente alla funzionalità piuttosto che alla moda, ma ciò che rende New York speciale è che il ritmo veloce e la vita vibrante della città ispirano l'espressione di sé. Ecco perché molti sembrano associare le strade della città alle passerelle, nonostante i look da giorno dei suoi abitanti nella maggior parte rimangano piuttosto anonimi.

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Camminando semplicemente per 30 minuti, non solo avrete probabilmente risparmiato un'ora di tempo nel traffico, ma avrete anche attraversato una moltitudine di mondi scanditi dal susseguirsi dei quartieri. La città è piena di icone di stile e "it-girls" a ogni angolo. Ad Harlem, icone del business e del design come Dapper Dan hanno attinto dalle strade che lo circondavano per ridefinire le pretese del lusso europeo in termini newyorkesi. Nel Village, le scene delle ballroom e delle drag sono uscite dai sotterranei dei locali notturni per esprimersi alla luce del sole. Bushwick è saturo di ragazzi della nuova era techno, mentre l'East Village è un parco giochi per le matricole della NYU. Nel Lower East Side, sullo sfondo di Chinatown e degli ex Tenements, icone come Chloe Sevigny e Lotta Volkova dettano legge ad ogni angolo (e se non sono loro, probabilmente è qualcuno che si veste esattamente come loro). In centro la parola d’ordine è audacia.

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Alcuni elementi, tuttavia, sono rimasti fedeli all'uniforme del newyorkese tipo, come il puffer nero (quando lo indosso mi chiedono ancora “ma sei di New York?”), un paio di Timberland o sneaker casual, borse di tela e stivali Chelsea, solo per citarne alcuni. Nel corso degli anni le tendenze si sono spostate dal millennium bug, all'indie-sleaze, alla logomania, e le silhouette più popolari si sono adattate all'espressione dello street style. È tuttavia molto probabile che un newyorkese sia suscettibile a una tendenza, che si tratti di top peplum, felpe con logo o denim di tendenza, a causa della pura esposizione e della vicinanza alle sedi dell'industria, ma ciò che definisce veramente lo stile di un newyorkese è il modo in cui interpreta i trend.

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In quanto centro metropolitano americano per il commercio della moda e del design, New York ha avuto un'opportunità unica: ogni mezzo di comunicazione - stampa ufficiale, riviste indipendenti, televisione - ha creato una testimonianza permanente del guardaroba newyorkese nel tempo. I primi programmi tv, come Sex and The City e Girls, hanno fornito una documentazione quasi annuaristica della città tra gli anni '90 e la metà del 2010, catturando la raffinatezza urbana delle donne, prima con i loro kitten heel, le camisole e le gonne a tubino, poi con le camicette a portafoglio, i jeans a vita alta e le ballerine. Negli ultimi 8 anni circa, non abbiamo più avuto bisogno di rivolgerci ai media tradizionali per esplorare lo stile di New York: dove una volta c'era un film intitolato After Hours su un uomo della Midtown che si perdeva tra i creativi in un loft di Soho, ora c'è un video di Tik Tok "Day in my life" che segue un creatore dall'Upper East Side nella sua escursione di "vintage-shopping" a Greenpoint.

Alcuni potrebbero obiettare che lo stile di New York è diventato troppo piatto a causa dell'egemonia estetica di Internet, ma un vero newyorkese sa integrare il proprio guardaroba e le tendenze. Attraverso tutte i trend generati da internet degli ultimi anni - come la Logomania, le VSCO-girlies, lo Skater Boy, il McBling, l'Avant-Basic, il Bloke-core, il Biker-core e altre ancora - il consumatore medio è diventato più consapevole della propria apparenza. Di conseguenza, un numero sempre maggiore di acquirenti è stato sedotto dall'idea romantica che New York sia il luogo in cui esiste la libertà di espressione, ed è per questo che, indipendentemente dal mezzo di informazione su cui viene trasmessa, New York rimarrà per sempre la passerella dei suoi cittadini.

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