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Women to know: Tiffany Calver

DJ, radiofonica, organizzatrice di eventi con nel cuore Londra

Women to know: Tiffany Calver DJ, radiofonica, organizzatrice di eventi con nel cuore Londra

Capelli scuri e voluminosi, lineamenti dolci e radici inglesi, Tiffany Calver è una di quelle donne che ce l'hanno fatta da sole, uno spirito che ha fatto della sua voce e della sua passione il suo lavoro, della sua tenacia la sua fortuna, della timidezza la sua chiave vincente. DJ, speaker e organizzatrice di eventi, Tiffany non riesce a stare ferma un attimo, in continuo viaggio e scoperta di se stessa, porta con sè quella musica che dalla piccola Telford l'ha condotta fino a Londra e poi a Roma dove l'abbiamo incontrata. Incuriositi di conoscere la sua storia le abbiamo fatto qualche domanda in occasione della sua performance al noto party romano Touch The Wood.

Scoprite cosa ci ha raccontato.  

#1 KISS FM è stata la prima stazione radio nel Regno Unito a vedere una donna in qualità di host di un programma hip-hop specializzato, complimenti! Abbiamo guardato un sacco di interviste fatte da te prima di inviarti le nostre domande. Dicci di più su questi mesi che hai trascorso come conduttrice radiofonica, ti viene naturale intervistare gli ospiti? Quanta ricerca fai prima di incontrare gli artisti? Certo deve essere bello intenso parlare di qualcosa che è in costantemente evoluzione come la musica senza rischiare di chieder sempre le stesse cose. Come li metti tutti a loro agio? 

Grazie mille! È un tale onore entrare a far parte della storia della radio inglese, poi a maggior ragione per un primato del genere! Intervistare sicuramente non è un mestiere facile, dato che sono una persona piuttosto timida, tuttavia, penso che il trucco sia semplicemente rendere umano l'intervistato. Sia che si tratti di Travis Scott, o di Tom che vive in fondo alla via. Finché sono a loro agio con me e io mi sento a mio agio con loro, tutto scorre liscio. Non sono un conduttore radiofonico alla ricerca di scandali, quindi non è imbarazzante parlare con i musicisti, perché sinceramente mi interessa solo la loro musica. Ci tengo a raccontare delle storie individuali, sposto la narrazione verso ciò che sta più cuore a loro. Mi importa davvero! Penso che capiti in maniera piuttosto spontanea e così alla fine abbassano tutti la guardia e ci divertiamo un casino.

#2 Sei nata e cresciuta vicino Londra, giusto? Pensi che la rapida gentrificazione di Londra abbia avuto un impatto significativo sullo sviluppo della scena musicale? Pensi che stia diventando più difficile per i giovani perseguire una carriera nella musica?

In realtà sono nata a Telford, una graziosa cittadina nelle West Midlands. Mi sono trasferita a Londra quando avevo 17 anni, all’inizio del mio percorso nell’industria musicale, mentre viaggiavo molto avanti e indietro in treno quando scrivevo interviste per alcuni blog. Mio padre si è trasferito a Londra qualche anno prima, quindi l’ho poi convinto a lasciarmi vivere con lui per trascorrerci più tempo possibile.
Una delle cose che amo di più di Londra è quanto sia difficile sfuggire alla diversità. È ovunque. Rende molto più facile e ugualmente più difficile essere te stesso in un certo modo. Provengo da un posto davvero piccolo in mezzo al nulla, mi sentivo un grosso pesce in un piccolo stagno. Credo che a volte avere grandi sogni in realtà minuscole sia quasi sottovalutato. Quando mi sono trasferita a Londra, mi sono resa conto di quanto fosse più difficile emergere, perché invece tutti qui avevano sogni grandi quanto i miei. Si accende un fuoco in te che non si spegne più. Ci sono così tante scene e subculture a Londra quasi da perdercisi. C'è davvero posto per tutti. Penso che il senso di comunità che avverti vivendo qui sia in realtà molto stimolante per i giovani che cercano di fare qualcosa di veramente figo.

#3 Hai menzionato in una precedente intervista che "Il garage è un genere che trasmette pura gioia, quando durante i tuoi dj set metti inaspettatamente tracce garage, la reazione è sempre fuori di testa", qual è la tua opinione sul ritorno di questo tipo di musica? Producers come Conducta stanno facendo tantissimo per renderlo nuovamente mainstream. Tre nomi caldi da tenere d'occhio?

Pensa te, sono proprio adesso su Facetime con Conducta mentre rispondo a queste domande e mi viene suggerito direttamente proprio da lui di citare Preditah, Mind of a Dragon e ovviamente Conducta ... un ragazzo molto umile! Parlando per me, sono entusiasta del ritorno del garage e di molti altri generi che sono partiti dal Regno Unito. Non penso che ci sia un DJ britannico che possa dire il contrario, occupa sicuro un pezzo di cuore e la maggior parte delle loro tracce su rekordbox. Quando la garage è fatta bene, è fatta così bene e fa infuocare sempre la pista. Per quanto riguarda altri generi concludo citando la mia preferita, Jorja Smith.

#4 Dicci di più sul tuo rapporto con Basement Approved, ti diverti a organizzare party con loro? Inoltre, sei anche una talentuosa organizzatrice di eventi, come ti muovi a livello di ospiti? Come decidi chi chiamare a suonare?

Come io abbia iniziato a lavorare con Basement Approved è in realtà una storia molto buffa. Eravamo a Berlino per Bread&&Butter e mentre mangiavamo spiedini ubriachi a notte fonda, abbiamo deciso di organizzare una festa. Siamo tutti molto amici, quindi è stata solo una scusa per fare qualcosa di interessante insieme. Mi hanno aiutato sul versante media, facendo foto e realizzando contenuti video davvero fighi.

Per quanto riguarda le line-up dei miei eventi, è sempre stato per motivi di egoismo e altruismo. Ho sempre portato delle persone che volevo solo vedere dal vivo e sapevo che c'erano altre persone che si sentivano allo stesso modo. È sempre stata un'operazione ad alto rischio, ma in qualche modo riesce sempre a ripagarne gli sforzi. Mi piace pensare di riuscire ad affermarmi ad una certa come una promettente promoter per il modo in cui mi rivolgo alla folla. Vorrei fosse un’esperienza folle per tutti. Portare artisti super cool creando un legame più porte con le loro fan base su Londra. Mi succede sempre più spesso di vedere artisti che ho fatto suonare tempo fa diventare famosi a livelli potenti. Non ti capiterà mai più di rivederli poi suonare ancora in uno scantinato di East London con capienza da 250 persone!

#5 Hai suonato come DJ al Touch The Wood, è stata tua prima volta a Roma? Sembri essere davvero piena di energia, far partire il pogo e mantenerlo durante i set deve essere un lavoro piuttosto intenso. Come ti avvicini alle folle straniere sul dancefloor? È stato sempre difficile rompere il ghiaccio e convincere la gente a ballare? Ti viene in mente una situazione particolare?

Sì, è stato davvero eccitante mangiare tutta quella pasta! E' un super cliché, vero? Forse non dovrei dirlo. Pasta a parte, sono stata davvero contenta di suonare qui. È sempre stato un mio sogno venire a Roma ed è strano per me che la prima volta che lo faccio qui sia per mettere musica. La cosa grandiosa di questo lavoro è che la musica è un linguaggio universale, e quindi avvicinarsi a una folla straniera non è così difficile come potrebbe sembrare. È uno scambio di gusto e conoscenze. Una cosa che suggerirei sempre di fare se sei un DJ in un club straniero, è mostrare le tue origini suonando tracce native che sicuro lasceranno la pista di stucco. Oltre a questo, suona e basta!! Rompere il ghiaccio e far ballare la gente è sempre una sfida divertente per me. Mi piacerebbe pensare di essere in grado di interpretare sempre la pista, dopo anni di tentativi e, a volte pure di errori, sai dove portarla e dove no.