Anche il Papa ha votato alle elezioni USA Il voto inviato via posta a Chicago alle midterm

Anche il Papa ha votato alle elezioni USA Il voto inviato via posta a Chicago alle midterm

È ufficiale: Papa Leone XIV ha inviato la sua scheda elettorale da Roma a Chicago per esprimere il suo voto nelle elezioni di metà mandato attualmente in corso negli Stati Uniti. Il pontefice, originario di Chicago, ha esercitato il proprio diritto e dovere di voto come cittadino, coerentemente con quanto fatto ogni altra volta che ne ha avuto la possibilità.

Le midterm si tengono ogni quattro anni, a metà del mandato presidenziale americano (da qui il nome), sempre il martedì successivo al primo lunedì di novembre. È grazie a una legge chiamata UOCAVA (Uniformed and overseas citizens absentee voting act) che è possibile registrare il voto da parte dei cittadini statunitensi che risiedono all’estero. È la prima volta nella storia che un Papa vota, in netto contrasto con la tradizione secondo cui il capo della Chiesa dovrebbe essere una figura al di fuori di ogni frangente elettorale. 

Non è di certo la prima volta che questo Papa dimostra di non seguire gli standard della Chiesa cattolica: in passato, aveva già espresso posizioni politiche contrarie all’attuale presidente degli Stati Uniti, rispettando il cliché che abbiamo studiato sui libri da tempi dalle elementari che riguarda la contrapposizione tra papato e impero (in questo caso, trasformato in repubblica presidenziale federale).

Al di là della provocazione di trascorrere il 4 luglio, nel giorno del 250° anniversario dell’indipendenza americana, a Lampedusa, Leone XIV ha progressivamente delineato un pontificato tutt’altro che estraneo alle questioni politiche. Dalle tensioni internazionali alle politiche migratorie, fino alle trasformazioni introdotte dall'intelligenza artificiale, il Pontefice ha mostrato di voler intervenire anche su temi che solitamente si collocano al confine tra etica, politica ed economia. Resta da capire se e come Trump deciderà di raccogliere la provocazione, trasformando ancora una volta il rapporto tra Washington e il Vaticano in un confronto destinato ad attraversare il Pacifico.

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