
«A volte la vera sfida è creare il tuo momento», intervista a Barbara Bertelli e Barbara Pigola Fondatrici dell’agenzia milanese BertelliPigola

La storia di BertelliPigola, agenzia di comunicazione milanese fondata nel 2015 da Barbara Pigola e Barbara Bertelli, è iniziata per coincidenza. Il suo successo però, come dimostrano i dieci anni di continua fioritura appena compiuti, non è affatto casuale. Ce lo raccontano le due fondatrici nei loro spazi di via Passione, a pochi giorni dall’inizio della Milano Design Week, ricordando gli inizi di carriera e le qualità che le distinguono nell’industria della moda, della gioielleria, dell’hotellerie, del beauty, dell’interior design e del food&drink.
Conosciutesi agli inizi degli anni 2000, quando Barbara Bertelli aveva iniziato un tirocinio nell’azienda di lusso per cui lavorava Barbara Pigola, le fondatrici di BertelliPigola sono diventate amiche ancora prima che collaboratrici. Con caratteri estremamente diversi tra loro, come raccontano loro stesse - «Io sono più accurata e determinata verso il raggiungimento degli obiettivi, Barbara [Bertelli] fortemente reattiva e con una visione aperta verso creatività e scenari comunicativi» - e per questo perfettamente complementari, sono rimaste l’una affianco all’altra anche quando la geografia delle loro vite le ha allontanate, con il trasferimento di Pigola a Parigi e il ritorno di Bertelli ad Arezzo, in Toscana. Solo nel 2015, quando Pigola è stata contattata da Simonetta Ravizza per curare la comunicazione del brand a livello internazionale e italiano (quest’ultimo poi affidato a Bertelli) è iniziata la loro prima effettiva collaborazione. «È stata una serie di classiche coincidenze che accadono nella vita, per cui ti ritrovi a seguire l’onda che arriva», ricordano insieme.
Dal 2015 a oggi, il lavoro di BertelliPigola ha dimostrato costante sensibilità rispetto alle evoluzioni del mondo del lavoro, anticipando persino trend emersi a Milano solo diversi anni dopo. Con un approccio «liquido», come lo definiscono le due fondatrici, l’agenzia non ha avuto uno spazio fisico fino al 2018, anno in cui è stata avviata la collaborazione con Chopard. «Siamo state smart worker fin dall’inizio, è una cosa che ci ha sempre caratterizzate e che è stata capita solo anni dopo, con il Covid», raccontano, sottolineando che non tutti in quegli anni comprendevano che questa fluidità era un valore aggiunto all’azienda. «C’è chi ha creduto in noi fin da subito, ma i primi anni sono stati chiave per farlo capire». La lungimiranza di Bertelli e Pigola in questo è confermata dal loro team: un gruppo di dieci persone - «alcuni cresciuti con noi dall’inizio» - con livelli di esperienza diversi ma coordinati dallo stesso approccio fluido che ha plasmato l'agenzia.
Superata la sfida di importare in Italia un metodo lavorativo dinamico, non necessariamente legato a strutture limitanti (sia in termini di spazio che di gerarchia), Bertelli e Pigola si sono fatte portavoce di due termini a cui, durante la nostra conversazione, hanno tenuto a porre particolare attenzione: cura e gentilezza. «All’inizio noi abbiamo intrapreso una strada sfidante di lavorare su brand più piccoli, che avevano bisogno di un’attenzione dedicata» - un rischio che ha però premiato l’agenzia, con l’attivazione successiva di collaborazioni prestigiose con firme come il già citato Chopard e brand indipendenti di rilevanza internazionale come Lessico Familiare. Inoltre, Bertelli e Pigola affermano di non aver mai sentito il bisogno di occultare il proprio lavoro per paura del plagio o per gelosia, anzi: collaborare con esterni, raccontano, e ascoltare il parere di colleghi e affini ha permesso all’agenzia di «trovare chiave di lettura diverse e di intercettare talvolta il pezzo mancante di cui avevamo bisogno».
Ma la cura, la gentilezza e l’approccio fluido di cui abbiamo parlato finora non sono le uniche qualità che hanno portato le due fondatrici ad affermare la propria agenzia nel panorama complesso e competitivo del design milanese. Ci sono volute anche strategia e maturità, due qualità che entrambe hanno dimostrato fin dall’inizio. Consapevoli di trovarsi di fronte a un anno pieno di sfide per l’industria del design, le fondatrici stanno preparando la propria agenzia al meglio. «In primis ci vuole tanta lucidità, siamo in un mondo che va molto veloce e che richiede di fare tanto in tempi brevi. Noi preferiamo creare un equilibrio che rispetti le dinamiche del momento».
Per costruire un sistema che preservi la creatività dell’agenzia, ma che allo stesso tempo stia al passo con le necessità dell’industria che richiede risposte in tempi sempre più ristretti, Bertelli e Pigola stanno fornendo ai loro dipendenti l’accesso a piattaforme di monitoraggio - «al di là delle varie intelligenze artificiali» - e nuove tecnologie che permetteranno a tutto il team di concentrarsi su ciò che hanno di più prezioso: le idee. «A volte la vera sfida è creare il tuo momento, il che richiede tempo. Noi abbiamo messo a disposizione degli strumenti di analisi e preparato tutto il team a usarli. È un grande investimento, ma ci lascia più tempo per pensare, che è la cosa più importante».
Alle porte della Design Week, non possiamo non parlare di Kartell, brand di design del milanese che, pur avendo alle spalle più di 70 anni di storia, è uno dei marchi dallo spirito più giovane e fresco del momento. Seguito per gli eventi speciali da ormai quattro anni da BertelliPigola, Kartell ha saputo intercettare prima dei propri competitor le somiglianze tra moda, design, design e food. Che si tratti di moda, beauty, gioielli, lifestyle o design, la formula vincente per le due fondatrici è unica: «lavorare sulle potenzialità del cliente, sullo storytelling del brand, ma soprattutto essere assolutamente credibili». Facile a dirsi, e forse anche facile a farsi, con la prontezza consolidata di Bertelli e Pigola, “le Barbare”.











































