Il successo di "Fuga" e la nuova formula dei crime di Netflix La serie ha superato Stranger Things arrivando al primo posto sulla piattaforma

Quando una serie arriva al primo posto su Netflix si cercano sempre i motivi del suo successo. Con Fuga è facile. Sebbene capita molto spesso che l’arrivo di prodotti senza nomi risonanti nel cast o nella produzione faccia schizzare in alto titoli in classifica inaspettati, stavolta guardando allo show tratto dal romanzo di Harlan Coben si ha la sensazione che la scalata fosse pianificata a tavolino. Anche in questo caso non si tratta di volti troppo noti, dato rilevante ma non unico né che assicura per forza una posizione tra i prodotti più visti di una piattaforma e, tra i cui più familiari, appare l’Alfred Enoch la cui carriera è cominciata col ruolo di Dean Thomas nella saga di film di Harry Potter ed è proseguita qualche tempo dopo con Le regole del delitto perfetto.

 

Perchè Fuga funziona?

L’asso nella manica di Fuga è nell’intrigo messo in pratica prima da Coben e, poi, dal creatore Danny Brocklehurst, un thriller talmente complesso e talmente pieno di colpi di scena su una figlia scomparsa e una famiglia alla sua ricerca da nutrire direttamente l’algoritmo. Un pattern, dopo dieci anni, diventato abbastanza evidente, con gli utenti di Netflix che hanno dimostrato una certa propensione per il genere, di cui (e questo è il bello) non importa la nazionalità, facendo girare parecchio il pubblico per tutto il mondo. E che di conseguenza porta la piattaforma a produrre sempre con una certa frequenza opere thriller/crime/gialle, trovando le proprie conferme nel momento in cui i film, le serie o le miniserie raggiungono il primo posto tra i titoli più visti in streaming.

A volte il risultato è lodevole: Adolescence è un caso eccezionale. Stephen Graham è un volto conosciuto, ma è lampante che non sia stata la sua presenza a indurre un amplissimo pubblico a vedere la miniserie. Un anno prima era stato Baby Reindeer il titolo più chiacchierato del 2024, altro esempio di quanto l’effettiva qualità di una produzione possa venir lodata pur in un mare di serie e film messi in piattaforma, anche senza delle facce celebri. Fuga però non può essere paragonato a nessuna delle due serie e, probabilmente, sarà più un'opera di passaggio che una di quelle che ci resteranno attaccate per tutto il 2026, ma le ragioni per cui nei primi mesi del nuovo anno è al primo posto della classifica sembrano alquanto chiare.

 

Perchè Fuga non funziona?

 

@fourth.take Run Away (Netflix) Review: society has progressed past the need for Harlan Coben Netflix shows. #netflix #mystery #booktok #tvtok #whattowatch original sound - FOURTH TAKE

La serie rispecchia in tutto e per tutto ciò di cui uno spettatore moderno ha bisogno. Ha un soggetto contorto, un leggero sentore di morbosità di fondo, un po’ di sangue e di azione posticcia che non fa mai male e un quantitativo di notizie shock da essere a prova di distrazione - o che, paradossalmente, aiutano proprio a deconcentrarsi. Ciò non significa, però, che tutto sia gestito adeguatamente. Sebbene la storia debba rispettare il numero corposo di trame e di protagonisti che il romanzo contiene, fin da subito la numerosa presenza di intrecci e personaggi appesantisce una narrazione che è palese condurrà su continue piste false e ribaltamenti scioccanti i quali, pur e soprattutto quando arrivano e anche se volutamente sconvolgenti, risulteranno prevedibili o quanto meno telefonati.

 

Non c’è finezza nella scrittura, c’è solo la volontà di mettere insieme un bel po’ di carne sul fuoco e lasciare che si bruci di volta in volta. È pur vero che ogni storyline o indagine aperta, ogni dubbio venuto ai personaggi e qualsiasi intuizione della polizia hanno poi il loro investimento di tempo con tanto di spiegazione. Ma lo è altrettanto una sceneggiatura a cui mancano i chiaroscuri, che pecca di sovrabbondanza e che si arrovella su di una psicologia spicciola. La regia e la messinscena seguono la grossolanità della scrittura, ma spesso da simili produzioni Netflix c’è da aspettarselo (la luce e la fotografia sono ormai una firma).

 

E per quanto i suoi attori possano essere convincenti sono talmente immersi nelle sovrastrutture caricate e complesse della storia che non possono fare altro che vedere imprigionate le loro performance. C’è da ammettere che trovare Fuga primo su Netflix superando Stranger Things a poco più di una settimana dall’episodio finale è una sorpresa - pur se si può ipotizzare che, essendo stata rilasciata solo una puntata, le persone l’avranno vista a Capodanno per non dover aspettare o beccarsi gli spoiler e potendo così cominciare qualcos’altro. Con tanto di un finale che lascia aperta la concreta possibilità che la serie possa continuare con una seconda stagione (e che rende di fatto nebuloso qui il confine tra il chiamarla serie o miniserie). E quindi può darsi che di questo mistero su una figlia dispersa e dipendente dalla droga la cui caccia porta alla disperazione il padre ne sentiremo parlare ancora. Ma i bei thriller sono altri, questo può essere al massimo un pigro passatempo.