
5 highlight della Paris Fashion Week SS27 Men's Caldo, collab e coprisole
Fashion
29 Giugno 2026
29 Giugno 2026
La Paris Fashion Week ha una strana maledizione per cui l'inizio di qualsiasi avvenimento globale, dalla pandemia Covid-19 al rischio incombente di una terza Guerra Mondiale, coincide sempre con gli stessi giorni dell'evento. Questa volta, la capitale francese e la fashion industry hanno dovuto fare i conti con l'ondata di caldo peggiore della storia, una situazione che ha costretto tantissimi brand, tra cui Dior Homme e Rick Owens, ad anticipare lo show alle prime ore del mattino ondevitare svenimenti in front row.
La Paris Fashion Week SS27 Men's si è conclusa ieri, ma il caldo continua. Confortati dall'aria condizionata che ci accolti in ufficio questa mattina, ecco 5 highlight di questi ultimi giorni.
Ami Paris
Tradizione sartoriale e decostruzione si sono scontrati in passerella da Ami Paris, che si è divertito a ribaltare un po' le regole del guardaroba maschile. Camicie millerighe usate come gonne, microshorts in seta sottile abbinati a giacche da lavoro e pantaloni della tuta a trench in pelle hanno delineato silhouette alternative, ma composte, grazie a colorway vintage e sartorialità impeccabile. Il rosso è stato protagonista dello show insieme ai materiali, che ammiccavano a una certa leggerezza sportiva tra lane leggerissime, popeline e nylon tecnico.
Lemaire
Per la crowd parigina ossessionata dai total look dai colori tenui e i materiali sostanziosi, Lemaire è una certezza. Non è bello usare l'aggettivo "cool" per descrivere le collezioni di Christophe Lemaire e Sarah-Linh Tran (siamo sicuri che nessuno dei due l'abbiano mai usato, e preferiscano invece termini come avant-garde o chic), ma l'energia della SS27 era proprio quella. Presentati attraverso una passeggiata disinvolta in passerella, ciascun look esprimeva la quintessenza dello stile parigino contemporaneo. Tra copricapi in pelle che sventolavano delicati su completi sartoriali oversize e trench pastello, la SS27 era tutto un gioco di layering in cotone color prugna, lino scuro e grigi sussurrati della pietra serena.
ERL
A cosa corrisponde lo stile Americana nel 2026? Come si rende un look classico come jeans e polo originale? A queste domande ha saputo rispondere ERL, brand che proprio in questi giorni ha annunciato un nuovo capitolo aziendale: l'uscita dall'incubatore di Dover Street Market e l'inizio della completa indipendenza sotto la guida del fondatore, Eli Russell Linnetz. Svelata con una presentazione, la SS27 racconta di un'estate passata a Venice Beach, con ciascun look iniettato di una brillantezza che guarda direttamente agli anni '80. Mentre le fantasie estive a fiori e a righe e il color-blocking ricordano il guardaroba di decine di anni fa - facendo emergere tra l'altro tutto il sex appeal della decade - lo styling e il fit dei capi parla alle nuove generazioni, tra trasparenze e classicismi, con la piacevole aggiunta di diversi look donna.
Kiko Kostadinov
Questa Fashon Week il brand di Kiko Kostadinov ha spento dieci candeline, un'età significativa per uno dei brand di menswear più innovativi di questo decennio. Tantissimi sono i designer che negli ultimi anni hanno preso ispirazione dal direttore creativo per le proprie creazioni, e altrettanti dedicheranno particolare attenzione a questa nuova pagina creativa del brand, ancora più sperimentale. Ispirandosi all'artista Agostino Bonalumi, Kiko Kostadinov ha portato in passerella blazer e giacche tecniche con strutture interne che davano vita a drappeggi e sporgenze materiche. Il fit era slim, i colori utilizzati pochi e spesso limitati ai colori della terra scura, ma il risultato era, come sempre, innnovativo, grazie alla particolarità delle silhouette che da sempre caratterizzano il menswear di Kostadinov. La ciliegina sulla torta della collezione è stata la collaborazione con Oakley, che ha portato in passerella lenti caleidoscopiche specchiate che a Parigi sono ancora sulla bocca di tutti.
Soshiotsuki
La SS27 di Soshiotsuki sembra uscita da un'altra epoca, ed è proprio per questo che ci piace. Ispirandosi a temi come la nostalgia e la memoria, lo show racconta una sartorialità volutamente imperfetta (per modo di dire), con asimmetricità, dettagli incompleti e capi slacciati per scoprire tutti gli strati sottostanti. Pantaloni sartoriali a palloncino e capri pants si alternavano da un look all'altro, scandendo una sfilata dall'aria cinematografica che ci ha fatto volare, per un attimo, nel Giappone di cinquant'anni fa.