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Diet Prada: da supereroi a poliziotti

Con l'apertura di un account Patreon, le cose potrebbero cambiare per i più importanti censori morali della moda

Diet Prada: da supereroi a poliziotti Con l'apertura di un account Patreon, le cose potrebbero cambiare per i più importanti censori morali della moda

L’anno scorso, fra gossip di collaborazioni sponsorizzate e pubblicità, sono cominciati a sorgere dubbi sull’integrità dei vigilanti morali della moda: Tony Liu e Lindsey Schuyler di Diet Prada. Per un momento, non era più chiaro se i due fossero due divinità guerriere in combattimento contro i mali dell’industria o un duo di opportunisti acquattati nell’ombra, pronti a balzare alla gola della prima opportunità di diventare famosi.  Infine, il verdetto è stato pronunciato, e anche se tutto parrebbe indicare che di opportunisti in effetti si tratta, le acque rimangono ancora torbide. Questa settimana, i due hanno infatti rivelato che avrebbero portato la propria attività su Patreon, la piattaforma su cui gli utenti, pagando cinque dollari al mese, possono accedere a contenuti esclusivi come news, storie e gossip – una mossa che sembrerebbe odorare di opportunismo dalla testa ai piedi. Ma per vederci più chiaro, serve analizzare le attività di Diet Prada negli scorsi anni.

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La pagina di Diet Prada, attiva ormai da sei anni, debuttò inizialmente come piattaforma anonima che denunciava tutte le ingiustizie dell’industria della moda: plagi, molestie sessuali, razzismo e via dicendo. La loro attività di irreprensibili censori morali era, all’epoca, rivoluzionaria perché molti magazine, influencer e giornalisti avevano smesso di essere oggettivi e favorivano, in un modo o nell’altro, le leggi della convenienza, del marketing e della buona pubblicità a ogni costo. Divennero in breve dei veri e propri supereroi: quando un problema emergeva, loro apparivano e umiliavano pubblicamente gli individui o i brand coinvolti senza voler niente in cambio e in via del tutto anonima. Ma i tempi cambiano in fretta nell’industria e, nel 2018, i due founder della pagina rivelarono la loro identità a Business of Fashion: dietro Diet Prada si nascondevano i newyorchesi Tony Liu, un designer, e Lindsey Schuyler, una consultant. Subito dopo questa rivelazione i due iniziarono ad apparire agli show delle fashion week e a collaborare con brand come Ferragamo, Gucci e Tommy Hilfiger.

All’improvviso, i due paladini della giustizia si stavano rotolando nel letto del nemico. I conti non tornavano: è difficile mantenere una fama di oggettività quando si collabora con i brand che fino all’altro ieri si stava pubblicamente fustigando. Dal punto dei vista dei brand la mossa fu astuta: bisogna tenere vicini gli amici e ancora più vicini i nemici. E per gli ultimi anni i due hanno proseguito la loro attività con una reputazione non più troppo immacolata. Non era più chiaro quanto fossero onesti i loro post su questo o quel brand, come non si sapeva se i due fossero o meno pagati per diffondere o insabbiare informazioni. Bisogna essere comprensivi però: tutti hanno bollette da pagare. Né i due hanno mai dichiarato di essere giornalisti oggettivi – anche se essere sul libro paga di quelle stesse aziende che dovrebbero essere sotto il loro mirino sollevava dubbi sulla loro integrità morale.

Però questa nuova iniziativa su Patreon è qualcosa di diverso, un tipo di corwdfunding che, si spera, rappresenti la loro indipendenza economica dall’industria. «Un modo significativo di sostenere una fonte di notizie e informazioni. Con il vostro supporto, potremo continuare a mantenere una voce indipendente e un pieno controllo editoriale e creativo», hanno spiegato i due in un post su Instagram.

Questa nuova mossa rimescola ancora una volta le carte in tavola per Diet Prada. È bello vedere i supereroi salvare la città – ma sapere che sono stipendiati per farlo li fa diventare semplici poliziotti: assai meno efficienti e ancora meno interessanti da seguire.